Gravagnuolo unico candidato

Un importante appuntamento elettorale attende la Facoltà di Architettura della Federico II. Il 9 giugno, dalle 9.00 alle 14.00, presso l’Aula Gioffredo, 124 docenti, divisi a metà tra prima e seconda fascia, 17 ricercatori, 3 rappresentanti del personale tecnico amministrativo e 9 studenti saranno chiamati ad eleggere il nuovo Preside. Unico il candidato, il Preside attualmente in carica, prof. Benedetto Gravagnuolo. Questo non vuol dire però mancanza di ragioni di dibattito, come si è visto all’incontro che si è tenuto in Facoltà lo scorso 19 maggio. Circa tre ore di discussione sul futuro di Architettura, cui hanno partecipato docenti e studenti. I professori Alessandro Baratta, Claudio Claudi, Roberta Amirante, Francesco Bruno, Augusto Vitale, Guido D’Angelo, assieme alla Presidente del Consiglio degli Studenti Delia Evangelista, hanno tutti espresso giudizi molto positivi sulla Presidenza Gravagnuolo. Meno d’accordo il prof. Francesco Forte, secondo il quale la Facoltà di Architettura non svolge una funzione critica sulle trasformazioni della città. Il prof. Gravagnuolo ha accolto in parte quest’obiezione. “E’ una questione che ho evidenziato nel mio programma, ma è pur vero che noi non siamo un partito, bensì una comunità scientifica, che tra l’altro ha posizioni diversificate. Non è pensabile che la Facoltà di Architettura abbia una posizione unitaria sulle trasformazioni della città. Da parte mia non c’è alcun servilismo intellettuale”. 
Il programma elaborato per il triennio 2005/2008 indica tutte le cose fatte e quelle da fare. Tanto si è realizzato sia in tema di strutture che di didattica, ma tanto si deve ancora migliorare. Qualche esempio? La sede di via Forno Vecchio dovrà essere ampliata, e vi troverà posto un nuovo auditorium. I problemi della didattica saranno affrontati con un confronto continuo, ricorrendo più spesso ai forum “sia didattici che scientifici”. “Visto che stanno funzionando – dice -dovremmo organizzarne più di uno all’anno, frequenti e divisi per aree disciplinari, confrontandoci sulle metodologie didattiche”. Una proposta di programma “intesa nel senso della continuità”, ma che non può non tenere conto della necessità di adeguamento del modello formativo alle più recenti normative e che da questo punto di vista si giova della nomina dello stesso prof. Gravagnuolo a membro del comitato di consulenza del Ministero dell’Università. “Si tratta, in tal senso, di un osservatorio privilegiato per acquisire in tempo reale notizie sulle innovazioni legislative e talvolta anche anticipazioni sulle stesse”, si legge nel programma, “il che non toglie che spetterà alla Consulta sulla Didattica istruire un progetto di revisione del modello formativo da sottoporre poi alla discussione e all’approvazione del Consiglio di Facoltà”. Scrive il professore: “non ho mai creduto nella possibilità di una gestione solitaria della facoltà”. E infatti spettano alle diverse consulte compiti importanti nella programmazione per il prossimo triennio. Quella sulla Ricerca Scientifica dovrà “mirare ad un progetto di incremento degli studi sia nel campo fondamentale della ‘ricerca di base’, che in quello, tutt’altro che sottovalutabile, della ‘ricerca applicata’ ”. La Consulta sulla Sede dovrà vigilare sulla funzionalità degli spazi didattici. “Si tratta di un sistema policentrico che d’ora in avanti vedrà concentrata l’attività didattica prevalentemente nel complesso dello Spirito Santo. La definitiva acquisizione di questo aulario consentirà finalmente di programmare un vero e proprio progetto di restauro di Palazzo Gravina riconducendolo alla dignità di monumento storico”. La Consulta sulle Attività Culturali dovrà “portare a termine il volume sulla cronistoria della nostra Facoltà”. A questo proposito, il Preside ricorda nel programma che è datata 29 ottobre 1926 la Circolare Ministeriale che diede l’avvio all’iter burocratico per la fondazione della “Real Scuola di Architettura di Napoli”, e afferma che si può promuovere l’anno prossimo “una serie di manifestazioni atte a rievocare e rivalorizzare i primi 80 anni della nostra scuola”. Appare evidente come la direzione corale della facoltà sia il punto di forza della Presidenza Gravagnuolo, quello su cui si fonda lo sguardo ricco di entusiasmo e fiducia che il professore rivolge al prossimo futuro.
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