Guardarsi intorno e dentro

Flessibilità mentale e tanta passione: questi sembrano essere gli elementi fondamentali per affrontare bene la Facoltà di Architettura. L’offerta formativa si presenta articolata su cinque percorsi (per i quali vige il numero chiuso, i test d’ammissione si sono svolti il 4 settembre). Scienze dell’Architettura, Edilizia, Urbanistica e Pianificazione, Arredamento interno architettonico e Design, Laurea Magistrale in Architettura: “quelli che erano i grandi filoni dell’urbanistica, dell’edilizia, dell’architettura su piccola scala o dell’architettura su grande scala, e che nelle lauree del vecchio ordinamento erano divisi per indirizzi – spiega la prof.ssa Clara Fiorillo, docente di Scenografia – con il nuovo ordinamento sono diventati singoli Corsi di Laurea” (CdiL).
Il primo anno si presenta a tutte le matricole come il banco di prova più importante, anche perchè sancisce il passaggio dalla vita da studente delle scuole superiori ad universitario.
Fra gli esami del primo anno ci sono quelli di carattere scientifico come matematica, informatica, poi le materie umanistiche come storia dell’arte, filosofia del linguaggio, estetica e il disegno o la progettazione.
“Per dare peculiarità al Corso – evidenzia il prof. Francesco Bruno – anche se alcuni insegnamenti del primo anno sono in comune fra i vari CdL, ci sono dei caratteri di ogni materia che vengono enfatizzati all’interno della stessa disciplina, attraverso, ad esempio, un programma diverso”.
Il filone storico, quello progettuale e quello matematico sono, dunque, i tre pilastri su cui si basa la conoscenza di un buon architetto.
“Occorrono basi scientifiche – continua il prof. Bruno – perchè la matematica è importante e si deve conoscere il meccanismo del calcolo logico-matematico per poter progettare. Devo ammettere, però, che anche se non si ha una buona conoscenza di base, perchè magari alle superiori la preparazione è stata scarsa, si può facilmente cavarsela se si lavora con impegno”.
Non solo preparazione nelle materie scientifiche ma anche interesse poliedrico verso la realtà circostante: “è importante avere interessi vari, per la storia, la storia dell’arte in particolare, e per l’architettura. Guardarsi attorno e avere curiosità verso le cose e verso la città, importante punto di riferimento per un architetto”.
Le materie che uno studente si trova ad affrontare, già dal primo anno, abbracciano un vasto campo del sapere per questo è importante avere la capacità di adattarsi a tipi di studio diversi, in ogni caso assicura il prof. Bruno “sono tutte materie d’interesse generale che, se prese nel verso giusto, possono appassionare grandemente”.
Una ampia preparazione è il suggerimento anche della prof.ssa Fiorillo, che insiste soprattutto sulla determinazione: “anche se i CdL sono rivolti verso uno specifico obiettivo cercano, comunque, di conservare una varietà di argomenti per fornire una formazione non tecnicistica. Io credo, però, che sia molto importante tastare bene il terreno e guardarsi dentro. Ognuno ha il proprio talento e bisogna imparare a capirsi”.
Anche se il ventaglio di discipline offerte dai CdL di Architettura è molto variegato, importante è avere un certo interesse per la dimensione estetica.
“Stiamo organizzando – aggiunge Francesco Bruno – dei laboratori interattivi in cui convergono più di una disciplina: storia, urbanistica e progettazione, ad esempio. Non è facile mettere insieme docenti di discipline diverse, però questa esperienza è molto importante per i ragazzi”.
Aule informatiche e plotter: “è un problema che stiamo cercando di risolvere da tempo. Abbiamo tre aule informatiche e molti studenti sanno già usare il computer. In ogni caso, il computer è solo uno strumento, come prima lo erano il tavolo da disegno o la matita. Io insisto più sui contenuti che sugli strumenti. Sapere usare programmi come l’autocad è utile, ma entrare nella logica dei processi d’apprendimento è più importante. Compito dei docenti è, anzi, quello di stare attenti al troppo uso del PC senza una buona preparazione di base”.
Per iniziare bene l’anno accademico un consiglio di entrambi i docenti è di seguire da subito (i corsi iniziano il 9 ottobre), partecipare con i propri colleghi alla vita universitaria e seguire anche le attività che si svolgono in città come conferenze, seminari o dibattiti “perchè un buon architetto deve seguire il mondo che cambia e studiare la sua evoluzione in fieri” (Bruno).
Valentina Orellana
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