Idoneità di Anatomia, primo insegnamento ‘da medici’ per le matricole

Sul prato antistante l’edificio 22 le matricole di Medicina si godono un momento di pausa. Un capannello di ragazzi del primo anno scherza attorno ad una ricca torta alla panna. L’ha portata Raffaele Cimmino per festeggiare i suoi 20 anni. “Siamo fortunati ad essere a Medicina. Chi è qui ha già le idee chiare su quello che vuole fare. Non è una Facoltà a cui si pensa come seconda ipotesi”, afferma Gaetano Bertani. L’amico Carlo Faccenda aggiunge: “Il medico è uno dei mestieri più belli. Lo esercita mio padre ma se avesse fatto altro avrei scelto comunque questa strada”. “Prima di tutto è un lavoro. Se ti laurei in Medicina non rimani disoccupato”, sostiene Fulvio La Rocca. “Per svolgere la professione devi avere la predisposizione. Non è un lavoro come un altro”, fa notare Raffaele, il festeggiato. “Nelle lezioni del primo esame, Bioetica, ci hanno detto che il medico non è un database vivente, deve filtrare le informazioni. Altrimenti sarebbe sostituibile con un’enciclopedia”, asserisce Francesco Petti che ha entrambi i genitori medici. Raffaele è convinto della scelta fatta: “Il vantaggio di questa Facoltà è che le lezioni sono tenute da medici che vivono la professione, non fanno solo i professori. Da loro possiamo assimilare anche la parte concreta, l’esame non rimane astratto”. Lo studio è più mirato: “I professori sottolineano gli aspetti delle materie che ci serviranno per esercitare in futuro”. Tutto quello che ha appreso nel I semestre fungerà da base per le discipline del II: “Finora l’unico esame veramente tosto è stato Chimica e Propedeutica Biochimica. Per il resto mi è sembrato di stare ancora al liceo. E’ da marzo che abbiamo cominciato a studiare cose più attinenti alla Facoltà”. Per spiegare il cambiamento di prospettiva ricorre ad una metafora: “E’ come se dovessimo passare dalla guida di una 600 a quella di una Ferrari. Solo che non ci sentiamo ancora in grado di metterci al volante”.
I ragazzi sono preoccupati per la quantità di nozioni da incamerare entro la sessione estiva. “Soprattutto il programma di Biologia è molto vasto. Anche se tra Biologia, Istologia e Anatomia ci sono delle parti in comune”, afferma Raffaele, e Francesco ribatte: “Anatomia non finisce mai. Devi imparare le terminazioni nervose e la vascolarizzazione di ogni singolo muscolo. Le origini possono essere plurime, le terminazioni, per fortuna, no”. Anatomia I è solo un’idoneità. “Vale 4 crediti, veramente troppo pochi rispetto allo studio che richiede – prende la parola Sveva Di Franco – Da noi tutti gli esami sono propedeutici per quelli successivi, eppure Anatomia si cerca sempre di rimandarla”. Il programma è ampio. Nelle ADI si riesce ad approfondire solo un numero limitato di argomenti. “Sul Lanza devi studiare cose che non verranno mai dette a lezione – afferma Francesco – Tutti i docenti sono bravi ma Sciorio supera tutti. Pure mio padre ha sostenuto l’esame con lui. Si vede che ha esperienza, insegna come si faceva una volta”. I professori Stefania Montagnani  e Raffaele Sciorio sembrano avere capacità didattiche complementari: “La Montagnani è più teorica, Sciorio più pratico. Lei ha una dialettica perfetta, parla come un libro stampato, ma a farci capire i movimenti, le flessioni, è più bravo lui. Per mostrarceli si mette al centro dell’aula e muove gli arti. Ci chiede di porre domande in continuazione. Dicono che agli esami sia molto severo. Se uno spiega così bene, poi si può permettere di essere esigente”.
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