Il 10 e 11 maggio Il Federico II vota il Rettore

Elezioni del Rettore del Federico II mercoledì 9 e giovedì 10 maggio. Le ha fissate il decano, docente di Economia, prof. Federico Martorano. Intervistato da Ateneapoli su alcuni temi della competizione elettorale, è il candidato unico, il rettore in carica, prof. Guido Trombetti, 57 anni compiuti il 4 aprile ed un consenso unanime riguardo la sua gestione. 
La più grande soddisfazione? “Aver mutato il clima dell’ateneo: c’è più comunità, più sentirsi parte, una folla di docenti, ricercatori e studenti che in questi anni sono stati coinvolti nelle attività dell’ateneo. Dalle iniziative della ‘Corte di Federico II’, al libro ‘one book, one community’, ai ‘Concerti’ classici e jazz, alle pubblicazioni storiche e culturali: tutte iniziative a costo zero; anzi a vantaggio per l’ateneo: in quanto costituiscono occasione di attenzione nella città e della città sull’università; e con i tanti servizi giornalistici di Tv, radio e giornali, che parlano del Federico II, senza ricorrere alla pubblicità tradizionale”. “Iniziative che mettono in evidenza i nostri straordinari docenti, insieme ai premi Nobel e docenti illustri di altri atenei che sono venuti a tenere da noi conferenze. E con l’edizione di quest’anno de ‘La corte di Federico’, più straordinaria di quella dello scorso anno, Rai Sat Explorer sta mandando in onda tutte le puntate. Qualcosa significherà pure questa particolare attenzione, ci sarà un motivo di così tanta disponibilità”. E poi una media di 400 persone per volta, “tanti accademici e studenti, ma anche un pubblico fluttuante di cittadini” ed anche molte richieste, o aspirazioni di docenti, per tenere anch’essi una loro conferenza.
Trombetti candidato
alla Presidenza
della CRUI?
Ci fa obbligo porre subito una domanda, come dire scomoda: la sua ricandidatura ha fatto registrare anche qualche disappunto, qualche docente che, un po’ sottovoce, ha osservato: “non è opportuno cambiare le regole (lo Statuto, n.d.r.) a mandato in corso. Fermo restando la qualità del candidato e il forte rinnovamento che ha prodotto”. La risposta: “ci siamo allineati agli altri atenei italiani e campani. Il 4+4 è la norma più largamente diffusa. In Campania, allineata sul 3+3 è rimasta solo l’Università di Benevento”. “Ma il rinnovo del mandato serve anche perché i rettori della Federico II possano anch’essi ambire  ai vertici nazionali della CRUI, la Conferenza Nazionale dei Rettori. Dove in genere il primo mandato, per tutti i rettori, basta solo per farsi conoscere”. Dunque conferma la voce che sarà candidato a Presidente CRUI?, domandiamo. Trombetti risponde con un ragionamento. “È importante, per un ateneo rilevante come il nostro, giocare un ruolo nello scenario nazionale. È auspicabile per la nostra storia, le dimensioni, la rilevanza scientifico-culturale”. Esempio? “Il documento di Confindustria che in soldoni dichiara: salviamo 10 atenei e gli altri 67 diventano tutti super licei con solo attività didattica; inoltre, retribuzioni diverse da ateneo ad ateneo. Ebbene, su questi temi il Presidente della CRUI dovrà incarnare la posizione su cui deve essere sviluppato l’assetto del sistema universitario futuro. L’elezione del Presidente CRUI deve dunque far capire, esattamente, dove stiamo andando”. Che possibilità ci sono per un napoletano al vertice CRUI? “Nessuna. Perché nessun napoletano, ad oggi, si è candidato al vertice della CRUI. Ma sarebbe importante che fosse eletto un uomo del Mezzogiorno, perché ci sarebbe un’attenzione particolare al Mezzogiorno”. Però, se sollecitato, Trombetti un pensiero lo potrebbe anche fare, e le voci di corridoio si muovono proprio in questa direzione. Rettore, quali sono i nomi dei candidati ufficiali CRUI? “Nessuna candidatura ufficialmente, finora. Ho solo sentito dei nomi – afferma Trombetti -. Tra questi il rettore De Cleva della Statale di Milano, Milanesi dell’Università di Padova, Patrizio Bianchi di Ferrara, Fabiani di Roma Tre”, e con Trombetti, di cui si parla con insistenza in più sedi da diverse settimane, diventano 5 potenziali candidati. “La volta scorsa, invece, compreso il Presidente Tosi, c’erano solo due candidati. È la dimostrazione che, stavolta, per i problemi nazionali degli atenei e i tagli economici e la sofferenza che gli atenei denunciano da alcuni anni, la scadenza è molto sentita”, afferma.
Intanto non è un caso se le elezioni del rettore si tengono una settimana prima di quelle della CRUI. Per la CRUI si voterà infatti il 18 maggio. E questo incarico non è mai stato ricoperto da un rettore del Federico II. In Campania un solo precedente: il rettore di Salerno, Buonocore, a fine anni ’80. 
Gli altri motivi della ricandidatura? Trombetti risponde così: “c’è il desiderio di completare alcune cose già avviate: sia sul piano organizzativo che edilizio strutturale, lo sviluppo dell’informatica, il piano dei servizi agli studenti, il tutto in sinergia con gli enti locali: Comune e fondamentalmente la Regione che ha le deleghe su Università, diritto allo studio e residenze”.
Ricandidato “grazie
ad un’accoglienza
benevola”
 “E poi sostanzialmente c’è stata un’accoglienza benevola, mi è sembrato, da parte dei colleghi sulla ricandidatura”. “Del resto tutti i Presidi e tutti i Presidenti di Polo hanno votato la ricandidatura e la  modifica di Statuto. Modifica che è stata valutata positivamente da tutti, negli organi di governo. Ci siamo così allineati a tutta Italia ed abbiamo modificato alcuni altri punti sostanziali. Perché le modifiche di Statuto sono state l’occasione di un adeguamento allo stato attuale dell’ateneo, ed un ammodernamento alle mutate esigenze”. Tra le novità: “abbiamo accentrato la ricerca ai Poli; le Presidenze di Facoltà diventano anch’esse centri di spesa (come i Dipartimenti), e potranno sottoscrivere autonomamente convenzioni, attrarre fondi per la didattica, i proiettori, e tutto quanto occorre loro, senza più passare per la Ragioneria dell’ateneo. Da questo punto di vista è un volano formidabile. Ritengo”. E quasi tutte le Presidenze si sono già attivate in questa direzione. Un esempio? “La Facoltà di Farmacia ha trovato i mezzi economici autonomi, per rifare interamente l’arredo dell’aula Magna”. Un bel colpo, no? Insomma, “lo Statuto è stato anche l’occasione per ammodernare l’ateneo, i suoi organi, le sue strutture. E dare spazio alle tante potenzialità manageriali dei nostri colleghi”.
Il rettore intanto in questi giorni sta inviando un programma ai colleghi elettori, di una ventina di pagine, con annesse schede di sintesi. La novità?. “Un milione di euro in più, dal Federico II ai dipartimenti, per i cofinanziamenti PRIN. Però li distribuiremo solo a chi avrà il cofinanziamento. 
In modo da evitare finanziamenti a pioggia”. Anche perché: “più PRIN si approvano, più finanziamenti si hanno, più si sale nelle premialità fissate dal Ministero” e dunque più fondi arriveranno agli atenei.
Tre i criteri di
Finanziamento
Dunque, due o tre di quegli slogan che ormai caratterizzano il rettore: “mai più cambiamenti senza risorse”; “meccanismi solidali per le facoltà umanistiche e la ricerca di base”; “i fondi regionali dovranno essere aggiuntivi e non sostitutivi di quelli nazionali”; agli studenti “durante il mio rettorato è stato consentito diritto di parola a tutti, ma a nessuno  è stato permesso –e sarà permesso- di togliere la parola ad altri”.  
Visite pastorali. Il candidato rettore sta tenendo incontri in tutte le facoltà. Cosa è uscito fuori? “Un’attenzione straordinaria ai meccanismi di finanziamento degli atenei, e dunque un’attenzione sempre maggiore alla didattica, all’orientamento e alla ricerca. Ho notato che molti colleghi non conoscevano i meccanismi e dunque il funzionamento dei finanziamenti. Allora li ho ricordati. Tre sono i criteri: 1) il numero degli iscritti al secondo anno (perché è importante attrarre ma lo sono in egual modo anche gli abbandoni); 2) la ricerca e i successi nella ricerca (sostanzialmente il numero dei PRIN finanziati); 3) i crediti e il numero dei laureati”. Dunque è aperta competizione. I tempi delle vacche grasse sono finiti per tutti. Per questo il rettore, ripetutamente, invita alla “collaborazione nella competizione, alla solidarietà, all’etica della responsabilità”: verso  le proprie facoltà, dipartimenti, i giovani aspiranti ricercatori e dottorandi, da parte di quanti hanno ruoli accademici, di governo o di amministrazione, nell’ateneo.   
Un problema? “Nei criteri di finanziamento dal ministero, non si tiene conto del dato socio-economico. Invece si deve tener conto del PIL regionale. Un esempio: il meccanismo MIUR premia chi riesce ad attrarre finanziamenti esterni. Io ho chiesto, invece, che ci sia un dato ambientale. Io sono perché ci sia un modello. È meglio perché è proprio quando non c’è un modello che succede che il Ministero distribuisca i fondi come nel 2005: 4% al Mezzogiorno, 21% al Centro e 75% agli atenei del Nord. Ma questo è un modello che non tiene conto del contorno”. “Ma sia chiaro: le riforme a costo zero hanno fatto il loro tempo”. 
Servono più risorse
qualsiasi sia il governo
“La preoccupazione per la situazione finanziaria –avverte- è molto diffusa. In tutte le facoltà e gli atenei. E chi governa l’ateneo deve avere una grande attenzione. Ma la soluzione va cercata a livello nazionale. La stessa CRUI ha indicato le priorità e le risorse”. Quali? “1) un incremento di almeno il 10% annuo, per 5 anni; 2) l’incremento retributivo deve essere coperto da chi lo decide: cioè il centro. Perché non si può scaricare sugli atenei solo gli oneri, per docenti e personale; 3) la ricerca e l’internazionalizzazione debbono essere le priorità del futuro governo, di qualsiasi colore esso sia”.
“Ho l’ottimismo della ragione. Se l’Italia vuole ripartire: non può non finanziare la cultura e la ricerca”. “Debbo dire che la Regione Campania sta facendo la sua parte. Ma debbono essere fondi aggiuntivi e non sostitutivi di quelli nazionali. Altrimenti siamo punto e daccapo”. Poi bisogna darsi da fare “presentando progetti, progetti e progetti. Perché i fondi si possono trovare. Ma i finanziamenti sulla ricerca sono quasi esclusivamente europei e solo su pro-ge-tti” (scandisce). “Poi noi come Ateneo dobbiamo attenerci ad organizzare strutture che assistano i ricercatori dalla presentazione del progetto alla sua realizzazione. E questo è nostro compito e difatti è parte centrale del mio programma rettorale”.
Su questi temi e sul programma inviato al corpo elettorale, Trombetti si confronterà con tutte le facoltà dell’ateneo in queste tre settimane prima del voto.
Paolo Iannotti
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