Il 25 ottobre il commiato di Rossi dalla Facoltà

25 ottobre, Sun, Consiglio di Facoltà di Medicina. Mai così affollato: saranno in 300, aventi diritto e non, una trentina gli studenti, lunghe le file per registrare le presenze. Motivo? È l’ultima seduta presieduta dal Preside Rossi; ora Rettore.
Ore 15,45, dopo una lunga serie di abbracci e saluti al neo Rettore e al neo Preside, si inizia. Rossi dichiara: “saremo brevi. È il mio ultimo Consiglio di Facoltà. Dalle 17,31  il nuovo Preside sarà il prof. Giovanni Delrio”. Atto inconsueto, visto che, per norma, il passaggio delle consegne va fatto il primo novembre. Ma bene così. Applausi.
È l’ultima seduta anche del fidato prof. Antonio Bellastella, come vice Preside: “lo ringrazio come amico e come docente, come ringrazio il segretario Umberto Parmeggiani che andrà con lui all’Azienda Policlinico”, dice Rossi.
Molti nomi illustri della Facoltà vanno in pensione, capiscuola, è un’epoca che cambia: Paolo Altucci, Gombos, Varricchio, l’ortopedico Guida, il radiologo Del Vecchio. “Ma i giovani sapranno farsi valere, al pari dei loro maestri”, afferma il Preside uscente.
Ci sono tutti, tanti, da De Rosa, a Cotrufo, Calabrò, Del Genio, Paolisso, Altucci, Del Vecchio Blanco, Rotondo, Galletti, Zappia, il neo Presidente di Corso di Laurea Farzati, etc; troppi per essere ricordati tutti. Ci sono i nuovi vertici della facoltà di Medicina, dal Vice Preside, Ivan Sagnelli, già Presidente di Corso di Laurea a Caserta, al prof. Ludovico Docimo, neo segretario del Consiglio di Facoltà. 
Alle 16,00 in punto giunge il rettore Grella per un breve saluto. La relazione di Rossi si interrompe, scatta l’applauso al vecchio rettore. Continua la relazione. Silenzio totale. 
Ringraziamenti “a quanti hanno collaborato alla realizzazione e crescita del progetto Socrates Erasmus; in particolare al prof. Sergio Minucci” (applauso collettivo). “Vi lascio una grande eredità”, ha detto Rossi e giù a snocciolare risultati. È stato dato grande spazio agli studenti, alla loro collaborazione, ma anche “all’attività di ricerca”. Quindi ricorda: “l’articolato programma di coofinanziamento della ricerca e dei Prin” e “due importanti Centri di Ricerca”.
“Molti docenti, autorevoli maestri, sono andati via, ma tanti altri, giovani e meno giovani, sono arrivati”, che significa “ricambio ed entusiasmo”. Un centinaio i docenti che sono andati via, in pensione, negli ultimi 8-10 anni “un po’ di più quelli che sono arrivati. La facoltà è dunque ulteriormente cresciuta”. Ma ancora tanto c’è da fare, “ci sono aree disciplinari tuttora carenti”. “Soprattutto, va dato spazio ai giovani, vanno inseriti nel nostro sistema più giovani, più ricercatori giovani, – uno dei suoi cavalli di battaglia –  di 27-30 anni, che possano dare impulso forte alla crescita delle nostre attività istituzionali, ricerca in primis”. 
Riequilibrio: “mentre i settori preclinici della facoltà negli ultimi anni hanno avuto una crescita, quelli clinici sono tuttora largamente carenti di strutture ed attrezzature idonee”. Va realizzato “un riequilibrio: a tutti va data pari opportunità di esprimersi al meglio”.
Dunque il saluto alla Facoltà: “lascio dopo 8 anni la Presidenza della Facoltà, ma sarò sempre vicino a voi. Sono convinto che con i suoi uomini, la sua tradizione e un poco di ottimismo, potrà superare le attuali difficoltà e confrontarsi autorevolmente, a livello nazionale, con le altre Scuole di Medicina”. Fine relazione. Standing ovation, applauso di tutti i docenti in piedi. Breve emozione del Preside Rossi che chiude: “lascio la Facoltà in ottime mani”. E passa il testimone a Delrio.
Si cambia. Per distrarre l’emozione, Rossi passa ad un caloroso saluto a colui che, dice, “ha dedicato circa 50 anni alla Medicina napoletana”, “Antonio Grella, che è stato sempre vicino alla facoltà di Medicina: come Direttore Sanitario, Preside e Rettore”. Un biglietto e un quadro, una stampa di Napoli, sono il ringraziamento dei docenti.
Grella: “attenzione
all’invadenza della politica”
Parla Grella, con una certa emozione: “ci tenevo a venire a salutare tanti amici e colleghi di tante battaglie, alcuna vinte ed alcune no. Ma sempre insieme”. “Nella vita ci sono vittorie e sconfitte. Fui entusiasta quando avemmo 400 miliardi per il Policlinico a Caserta. Ma avevo sottovalutato un nemico oscuro, la burocrazia italiana: sei anni per ottenere l’inizio dei lavori per il Policlinico in Terra di Lavoro sono veramente troppi”. Poi le realizzazioni edilizie. Tante, per tutte le facoltà. Ed “a gennaio-febbraio, dovrebbero partire anche altri lavori”. Sconfitte: “io e il prof. Farzati, nel 1982, rifiutammo soluzioni che avrebbero potuto portare ad un miglioramento delle condizioni della facoltà. Oggi lo sappiamo: fu un errore”.
Da Grella anche una specie di testamento politico-accademico, al neo rettore ed ai docenti. Soprattutto, a futura memoria. Attenzione, dice: “al pericolo di far entrare la politica nell’Università. Un pericolo distruttivo, basti vedere cosa è accaduto con gli ospedali pubblici, terra di partiti e di pessima qualità”. “Certo, i rapporti con la politica oggi non sono buoni. Debbo dirlo. Ma la qualità delle strutture ospedaliere del Policlinico sì. Anche i politici dovranno rivedere certe norme e rimettere le strutture sanitarie nelle mani dei tecnici”. “Ribadisco, non va permesso alla politica di mettere le mani nell’Università. Spesso sono stato solo in questa battaglia, ma ciò non è importante. Sono certo che su questo tema c’è sintonia con il nuovo rettore”. Poi Medicina: “questa facoltà è diventata immensa, auguri”. “Il nuovo Rettore è giovane ed entusiasta, ed anche il nuovo Preside sa farsi ascoltare”. “Ho dedicato tutta la vita all’Università, mi auguro che altrettanto farete voi”. Ancora applausi. 
In mattinata, a S. Leucio, i rappresentanti degli studenti avevano tenuto una loro cerimonia di saluto al Rettore Grella, a cui hanno consegnato una medaglia. “Cerimonia molto emozionante, come solo gli studenti sanno essere”, ha detto Grella ad Ateneapoli. 
Quindi Rossi passa alle chiamate dei ricercatori. “Vi lascio un’eredità – dice alla facoltà – anche economica, sostanziosa. Credo che si potranno chiamare 12-15 ricercatori. Un’altra quota sostanziosa, con il ritorno del budget, arriverà dal primo novembre. Ho voluto lasciare anche questo messaggio alla Facoltà e al nuovo Preside. Caro Delrio, ti lasciamo l’eredità, sei tu il nuovo Preside, fanne l’uso che riterrai più opportuno”. Se ne parlerà nel prossimo Consiglio di Facoltà del 3 novembre.
P.I.
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