Il fascino del camice bianco

La professione del medico e tutto quello che è ad essa collegata, suscita sempre grandissimo interesse nei ragazzi. Affollatissimo l’incontro dedicato a Medicina, Scienze Biotecnologiche e Professioni Sanitarie (5 ottobre, Aula A). “Chi sceglie Medicina deve prepararsi ad un lungo percorso che richiede sei anni di studio, cui bisogna aggiungere altri cinque o sei per conseguire una specializzazione, che è obbligatoria. Non c’è alcun medico che possa lavorare senza specializzazione. Nemmeno il medico generico. Questo, naturalmente, vale anche all’estero” dice il prof. Antonio Dello Russo della Facoltà di Medicina Federico II. “Il nostro Corso ha un’organizzazione di tipo europeo. Le materie sono organizzate in blocchi e ruotano ogni due mesi. Al termine di questo periodo gli studenti possono sostenere l’esame. Lo facciamo per gli studenti Erasmus che vengono da noi e per abituare i nostri ragazzi all’eventualità di lavorare anche all’estero” spiega il prof. Sergio Minucci della Facoltà di Medicina SUN. “La Facoltà di Scienze Biotecnologiche della Federico II attiva diversi corsi di laurea inerenti al settore molecolare, agroindustriale e farmaceutico. Tutti danno accesso agli stessi concorsi” illustra il prof. Antonio Marzocchella. La Facoltà del Federico II è a numero programmato. Ricerca, laboratori di analisi e aziende farmaceutiche, rappresentano lo sbocco professionale naturale per i laureati. Spera nell’autoimprenditorialità “aziende che nascano dalle idee di giovani motivati che iniziano con piccoli capitali”, il prof. Paolo Pedone, neo Preside di Scienze Ambientali della SUN, Facoltà che concorre insieme ad altre a dare vita al Corso di Laurea in Biotecnologie. Il Corso di Laurea casertano prevede unico percorso di laurea triennale con delle differenziazioni al terzo anno.
Le domande dei ragazzi sono un fiume in piena.
“C’è un modo per superare i test a Medicina?”. 
“La prova si svolge lo stesso giorno in tutte le università italiane e consiste in 80 domande, uguali per tutti. I partecipanti sono divisi in base all’età e nessuno può trovarsi in aula con parenti o amici già laureati. Ad ogni foglio corrisponde un codice e tutti i compiti vengono corretti a Bologna. Non c’è modo di interferire nella valutazione” (Dello Russo).  
“Se non si superano i test a Medicina, a quale altra facoltà ci si può iscrivere, per tentare l’anno successivo?”. 
“Se il corso di laurea è d’accordo, ci si può iscrivere a Scienze Biologiche o Biotecnologie e chiedere di sostenere due esami all’esterno, a Medicina. Questi esami, verranno ritenuti validi in entrambe le facoltà” (Minucci). “Questa diventa sempre più una piaga. Non è pensabile che qualcuno si iscriva ad un corso di laurea, sostenga degli esami e poi ricominci da capo. Non fatevi condizionare, anche altri corsi possono dare notevoli gratificazioni” (Dello Russo). 
“Per diventare Informatore Scientifico, bisogna laurearsi in Medicina o in Biotecnologie?”.
 “È un corso di laurea triennale, della facoltà di Medicina ed è l’unico senza numero programmato” risponde la prof.ssa Michela D’Istria. 
 “Chi vuole entrare nel RIS, cosa deve fare, Medicina o Scienze Biotecnologiche?”. 
“Non esiste un corso di laurea ad hoc, né credo ci sia un’insistenza da parte dell’arma in tal senso. Entrambe le facoltà permettono di sviluppare competenze adeguate che possono essere spese nella professione” (Pedone).
“Cosa si deve fare per lavorare con Medici Senza Frontiere?”.
“È un genere di lavoro che affascina”, risponde il prof. Dello Russo e racconta: “la nostra università ha inaugurato, un paio d’anni fa, un ospedale in Uganda. Io trascorro un mese l’anno laggiù. Chi volesse fare un’esperienza di questo tipo, potrà sperimentare sul campo, cosa significhi lavorare in un posto in cui c’è un medico ogni quattro milioni di abitanti” 
“A che serve prevedere nei test d’ingresso a Medicina, delle domande di Fisica?”.
“Sono conoscenze molto importanti in sala operatoria” (Milnucci). 
“È possibile specializzarsi in Odontoiatria dopo la laurea?”. 
“No, odontoiatria è un percorso a se. Dopo la laurea ci si può specializzare in Chirurgia Maxillo Facciale” (Minucci). 
Simona Pasquale
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