Il libro dei libri

L’Ateneo federiciano mette in mostra i gioielli di famiglia. Nasce da un’idea del prof. Giuseppe Zollo, direttore del Coinor (Centro di Ateneo per la Comunicazione e l’Innovazione Organizzativa), il libro dei libri. Il volume “Libri antichi e rari dalle Biblioteche d’Ateneo”, molto curato nella veste grafica, presenta il meglio dei tesori contenuti nelle oltre 150 biblioteche dell’Ateneo. E’ occorso un anno di lavoro per realizzare il testo che segnala, in successione cronologica (dal ‘600 all’800), ben 187 opere, fra quelle ritenute tra le più pregiate e rare. “E’ sempre difficile scegliere quando la selezione avviene tra tante opere di qualità”, scrive il Rettore Guido Trombetti nella prolusione. Del resto il patrimonio librario dell’ateneo è vastissimo: 1 milione e 200 mila unità ed oltre 18 mila periodici. L’iniziativa – fa notare il Rettore- vede la luce, quasi in simultanea, con la nascita della biblioteca digitale dell’Ateneo – “profonda innovazione attraverso la quale l’Università Federico II si colloca a livello delle più importanti Università europee”- quasi a voler sottolineare “che i moderni strumenti di diffusione del sapere si collocano in continuità con la storia del libro e cioè della civiltà”. Il volume – sottolinea il prof. Roberto Pettorino, responsabile della biblioteca digitale Sire-Lib e coordinatore editoriale della pubblicazione- “è il risultato di uno straordinario lavoro collettivo che ha coinvolto nel corso di poco più di un anno, docenti, ricercatori, bibliotecari e tecnici dell’Ateneo in un’attività svolta con grande entusiasmo e passione”. Alla fase di individuazione dei testi, è seguita la ricognizione del materiale, documentato da circa 900 fotografie digitali eseguite presso trenta biblioteche. Sono stati scelti testi, frontespizi, immagini, che restituissero non solo la testimonianza del valore scientifico dell’opera ma anche il suo profilo estetico, la sensibilità ed il gusto dell’epoca. Successivamente docenti e studiosi sono stati invitati a redigere le schede bibliografiche e le recensioni ai testi selezionati.
L’opera rappresenta l’avvio di un progetto di censimento dei libri antichi con l’intenzione di renderli noti e disponibili ai non esperti – sottolinea la prof.ssa Annamaria Rao. “Il libro – conclude la docente- è un contributo a quella stessa esigenza di precisare, misurare, conoscere, che leggiamo nei libri che contiene. Libro di libri e delle loro figure, aiuta a capirli meglio, spinge a studiarli, nelle loro diverse edizioni, a capire come sono giunti fino a noi, a cercarne degli altri”.
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