Il Miranda, ex Casa dello Studente, un monumento al degrado

Ex studentato Miranda: il tempo si è fermato. Chi osservi la struttura e faccia il confronto con dieci anni fa, infatti, nota che neppure una pietra è stata rimossa, neppure un muro messo in sicurezza, non un vetro riparato. Quella che fu una Casa dello Studente sorge alle spalle della Facoltà di Veterinaria e, negli anni Sessanta, ospitava i ragazzi che si trasferivano a Napoli dalla provincia per frequentare i corsi. Versa ormai da troppi anni in una condizione di indescrivibile degrado. All’ingresso, quello che in origine era un giardino, è uno spazio dominato da ogni tipo di rifiuto e da erbacce. L’edificio è completamente diroccato. Eppure, nel 2002, la Regione Campania lo aveva ceduto al Formez, che si era impegnato a recuperarlo ed a trasformarlo in un centro di formazione e di ricerca. Quella decisione non piacque a non pochi studenti della Facoltà di Veterinaria, i quali avrebbero preferito un progetto di recupero della struttura per fini abitativi. “Volevamo che diventasse una nuova Casa dello Sudente”, ricorda Francesco Berlizzi, che si è laureato tre anni fa. La Regione scelse una strada diversa, non senza alcuni incidenti di percorso. Nel piano per l’edilizia universitaria approvato nel 2001 e tuttora in gran parte irrealizzato, infatti, l’edificio Miranda era indicato tra quelli da recuperare ed adibire a Casa dello studente. Da quel testo derivarono equivoci e proteste, perché gli universitari, carte alla mano, pretendevano che quell’impegno fosse rispettato. Chiesero ed ottennero anche alcuni incontri in Regione, durante i quali spiegarono le loro ragioni. Invano. “L’inserimento del Miranda nella delibera sulle residenze universitarie è stato un mero errore materiale”, dissero all’epoca i più stretti collaboratori del professore Luigi Nicolais, l’attuale Ministro del governo Prodi, che era titolare della delega all’Università a palazzo Santa Lucia. Nicolais garantì peraltro che avrebbe chiesto al Formez la restituzione dell’edificio, qualora, entro pochi anni, non fossero stati realizzati i lavori di ristrutturazione per i quali si era impegnato il centro di formazione. Il tempo è trascorso, i lavori non sono stati compiuti, ma la struttura è ancora nella disponibilità del Formez. E’ stata inserita nel programma di recupero del centro storico del Comune di Napoli, dove peraltro si ribadisce a chiare lettere che la responsabilità dell’intervento, per il Miranda, è del centro di formazione. Tempi e modalità restano vaghi e gli studenti continuano a rimpiangere l’opportunità perduta che quel palazzo fosse trasformato in una nuova residenza per gli universitari. Sarebbe certo costato molto, ma avrebbe contributo ad alleviare la cronica mancanza di posti letto per gli universitari che si trasferiscono a Napoli e restano preda di un mercato immobiliare tuttora privo di regole. 
Resta da scrivere il nuovo capitolo della storia del Miranda: Casa dello studente prima, alloggio precario per i terremotati nel 1980, centro sociale autogestito nella metà degli anni Novanta, rifugio di emarginati e senza fissa dimora, infine. Furono cacciati dalla polizia nel 1997 e, da allora, nessuno ha più frequentato i corridoi spettrali di quel palazzone con vista su Capri.  
Fabrizio Geremicca
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