Il Rettore Raimondo Pasquino candidato a sindaco di Napoli

Il mondo accademico entra a pieno titolo nel territorio della politica con la candidatura a sindaco di Napoli, per il Terzo Polo, di Raimondo Pasquino, Rettore dell’Università di Salerno in carica dal 2001. “La mia candidatura nasce dall’esigenza di un lavoro che deve vedere coinvolta tutta la città, per un richiamo alla responsabilità e al senso di cittadinanza”, afferma Pasquino, classe 1943, il quale è già stato primo cittadino di San Giorgio a Cremano a fine anni ’80. Ma il bagaglio di competenze gli deriva soprattutto dalla sua attività di ‘amministratore’ di un grande campus universitario come quello di Fisciano e dai suoi molteplici incarichi accademici. E proprio dal mondo accademico, in particolare quello salernitano, arriva il placet per questa candidatura che, sottolinea il Rettore, “risente del lavoro svolto in una università che ha saputo costruire il suo futuro sulla base di un’organizzazione di squadra in cui sono stati tutti coinvolti. Il fatto che venga riconosciuto questo successo rende tutti orgogliosi”. Un modello da esportare anche al Comune. Infatti, anticipa, “nella mia squadra ho una lista di persone che appartengono alla società napoletana, fanno parte della società civile e del mondo accademico e vogliono partecipare a questo progetto di rilancio, di rinascita di Napoli. Vogliamo stimolare la città perché ci dia delle risposte in termini di partecipazione e di voto. Se le urne daranno una risposta positiva, ci saranno i presupposti per uscire dalla crisi. Il mio è un appello ad essere cittadini attivi, perché la rinascita di Napoli deve partire dai napoletani. Solo dopo si potrà chiedere solidarietà ad altri”.
L’elettorato che bisogna maggiormente coinvolgere è proprio quello che ha disertato le ultime elezioni amministrative, circa il 45% degli aventi diritto. “E’ su questa fetta della popolazione che vogliamo puntare. Circa metà della cittadinanza non ha partecipato alla scelta del sindaco, forse perché delusa. Ma la nostra vuole essere la politica della trasparenza e della legalità. Il sospetto non fa parte del governare, ma è l’anticamera del non far nulla”.
Le criticità su cui lavorare sono “straordinarie e ordinarie”. L’impresa non spaventa, però, Pasquino: “Bisogna pensare a questioni quotidiane come la sicurezza che diminuisce in maniera inversamente proporzionale alla disoccupazione, un piano regolatore per mettere in modo meccanismi di progettazione urbana, il recupero del Centro Storico e la manutenzione delle strade, che assomigliano sempre più ad un campo da golf”. Tra i punti caldi del programma emerge anche l’eterna ed urgente questione rifiuti che “va affrontata su due piani. Al primo posto c’è la partecipazione dei cittadini, senza la quale non si arriva da nessuna parte, e al secondo la costituzione di una Conferenza sullo sviluppo di Napoli che veda coinvolti diversi soggetti, dalle istituzioni all’università, dalla chiesa alle imprese, perché la decisione che va presa deve essere corale per poter funzionare”.
A chi contesta al Rettore di Salerno ‘un’incompatibilità territoriale’, Pasquino ribatte “vivo a Napoli da sempre. Mi sono laureato in Ingegneria alla Federico II. Da ragazzo abitavo ai Quartieri Spagnoli, poi a Fuorigrotta e adesso al Vomero. Quindi conosco questa città in tutte le sue articolazioni”. Ai suoi colleghi assicura: “se dovessi vincere, e quindi per forza di cose lasciare il mio incarico a Salerno, sarò sempre vicino a chi, con me, in questi anni ha saputo creare una grande squadra e dare vita ad un sistema campano di atenei”.
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