In Francia il metodo di studio “è più pratico ed efficace”

Studiare all’estero non significa solo arricchire le proprie conoscenze ma anche crescere e cambiare il modo di vedere le cose. Jessica Musto, 23enne, casertana, studentessa alla Specialistica in Istituzioni e Mercati internazionali presso la Facoltà di Studi Politici, ci ha raccontato del semestre che sta trascorrendo a Tolosa (Francia) all’Institut d’étude politique, grazie al progetto Erasmus. “Mi trovo molto bene, – afferma Jessica, che ha scelto la Sun dopo tre anni a Giurisprudenza del Federico II (“mi sono accorta tardi che non erano gli studi adatti a me”) – anche se all’inizio ho avuto qualche difficoltà a comprendere il metodo di studio. Solo ora mi rendo conto che è molto più efficace e pratico rispetto a quello a cui sono abituata. Alla Sun studiamo tanta teoria, i docenti ci illustrano concetti, spesso senza collegarli a casi reali e, la maggior parte delle volte, l’esame è un colloquio. In Francia è l’opposto: l’esame consiste in una dissertazione scritta, su un tema assegnato, che deve seguire uno schema molto rigido. Dopo un’introduzione iniziale, bisogna sviluppare dalle tre alle cinque tesi, supportate da casi reali legati all’attualità, oltre, poi, ad una contro-argomentazione. Il tutto è reso ancora più complicato, per me, dall’esporre tematiche importanti in lingua francese”. E’ ovvio che un lavoro del genere richiede la comprensione dei concetti e delle tematiche trattate. “La parte teorica è molto limitata, non ci sono manuali o testi da cui studiare, i docenti danno solo dei riferimenti bibliografici”. Dopo un po’, e con l’aiuto di studenti francesi, Jessica è entrata nel nuovo meccanismo e ha scelto di partecipare anche a seminari di approfondimento, oltre ai corsi di Globalizzazione e Processi democratici, Storia delle relazioni internazionali, Salute pubblica e il corso obbligatorio di lingua Francese. “I docenti sono molto disponibili, ho notato che anche gli studenti sono più motivati rispetto a noi e stimolati dall’ambiente”. Jessica, che dopo la laurea vuole continuare a studiare e sogna di intraprendere la carriera diplomatica, parla di questa esperienza con grande entusiasmo: “nel campus dell’Università ho avuto l’opportunità di conoscere ragazzi di tutto il mondo e questo mi ha arricchita tanto”. 
Le parole 
della politica
E’ dalla volontà e l’interesse per l’approfondimento di importanti temi di attualità che è nato il progetto ‘Le parole (nuove) della politica’, dai rappresentanti degli studenti di Studi Politici, nelle cui fila siede Jessica. “Il progetto, della durata di quattro anni, consiste in un ciclo di incontri, cinque per ogni anno – spiega – Per ogni lettera dell’alfabeto sono preventivamente selezionate una o più parole, di nuova formazione ed afferenti al mondo della politica, che costituiranno il tema dell’incontro”. Il primo ciclo di appuntamenti, partiti lo scorso dicembre ed aperti al pubblico, si svolge presso il Teatro civico 14, a Caserta (Vicolo della Ratta, 14). “Gli studenti hanno risposto bene. Nei vari incontri, organizzati sotto forma di intervista agli ospiti, abbiamo discusso di Islam e Occidente con l’imam Nasser Hidouri della moschea di S. Marcellino, di Biopolitica con Luca Mattiucci del Corriere della sera e di Cyborg-comunicazione con Filippo Rossi, giornalista responsabile de Il Futurista”. L’ultimo dibattito di quest’anno è fissato per il 26 maggio e avrà come titolo ‘Escort’. Interverranno i professori Antimo Cesaro, docente di Scienza e filosofia politica, e Rosanna Verde, docente di Statistica a Studi Politici.
(Ma.Es.)
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