Ingegneria elegge un nuovo Preside: è il prof. Alberto Carotenuto

Un Preside giovane ma dal curriculum ricchissimo. Alberto Carotenuto, 47 anni, napoletano, docente di Fisica Tecnica Industriale, è stato eletto alla guida della Facoltà di Ingegneria lo scorso 23 maggio. E’ arrivato all’Università Parthenope diciotto mesi fa, con alle spalle esperienze scientifiche, didattiche e gestionali di grande rilievo. Ha insegnato all’Università di Cassino per diciassette anni, dieci dei quali come Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica. Sempre a Cassino ha ricoperto la carica di Prorettore con delega all’edilizia. Fa parte del Comitato di Monitoraggio Aerospaziale Italiano e del Comitato tecnico-scientifico del Ministero del Lavoro per le problematiche antincendio. E’ consulente della SNAM rete gas, e coordina, su incarico del Ministero delle Attività Produttive, il gruppo di lavoro che si occupa della redazione dei decreti per le misure industriali legali del gas, in collaborazione con l’Istituto di Metrologia Primaria Gustavo Colonnetti. Da oggi si dedica con entusiasmo ad un nuovo impegno. Il Preside uscente Paolo Corona, il cui mandato scadrà il 31 ottobre prossimo, infatti, lo ha nominato Vice Preside in attesa che il 1°novembre inizi ufficialmente il nuovo mandato di presidenza. “Gli è sembrato il modo migliore per gestire la fase di transizione”, commenta il prof. Carotenuto. Il professore, eletto quasi all’unanimità, ci spiega brevemente com’è nata la sua candidatura. “Non è andata diversamente da come vanno in genere queste cose – dice- Un certo numero di colleghi mi ha chiesto se c’era la mia disponibilità a ricoprire questa carica. Io non mi sono tirato indietro, ho accettato con grande serenità”. Una richiesta sorprendente, dopo soli 18 mesi al Parthenope? Non più di tanto, il professore se la spiega così: “evidentemente i colleghi hanno tenuto in considerazione l’esperienza da me precedentemente maturata in posizioni di organizzazione, spero che la loro fiducia sia ben riposta! Ad ogni modo, pur essendo in questa facoltà da poco tempo, devo dire che si è instaurato un ottimo rapporto con gli altri docenti”. Tra questi il prof. Corona, che avrebbe potuto ricandidarsi alla presidenza e non l’ha fatto. Per lui Carotenuto ha parole di stima e ci tiene a sottolineare che la sua elezione non deve essere vista in un’ottica di contrapposizione rispetto al passato. “Il professore Corona è stato uno dei principali artefici della facoltà di Ingegneria. Ha fatto tanto. Ad un certo punto però emerge la naturale necessità di un ricambio, che per chi fa il nostro mestiere rappresenta la possibilità di reintegrarsi nella didattica e nella ricerca. Ci si deve impegnare nella direzione organizzativa della facoltà a rotazione, e non può che essere così, dato che il nostro compito è quello di fare docenza. Ciascuno di noi, dopo essersi impegnato in funzioni di questo tipo, ad un certo punto sente l’esigenza di tornare a fare il docente a tempo pieno”. Nessuna contrapposizione con il Preside uscente, dunque. “Se ci fosse stata, avremmo avuto due candidature”, conclude il prof. Carotenuto. 
Del resto, il principale obiettivo cui oggi si deve puntare è quello di far crescere la facoltà, e per raggiungerlo si deve essere compatti. La più giovane facoltà dell’ateneo (ha solo cinque anni) è già in fase di sviluppo. E’ cresciuto il numero dei docenti, che attualmente sono 23 ma che con la programmazione triennale dovrebbero arrivare ad una quarantina. Sta aumentando anche il numero dei Corsi di Laurea: quello in Ingegneria delle Telecomunicazioni, la cui specialistica è già stata attivata, e quello in Ingegneria dell’ambiente e del territorio saranno presto affiancati dal Corso di Laurea triennale in Ingegneria Gestionale per le reti di servizio. Si arricchisce così l’offerta formativa, come spiega il neoeletto Preside: “Ingegneria gestionale per le reti di servizio ha il primo anno in comune con Ingegneria delle telecomunicazioni perché appartengono alla medesima classe. Dunque quest’anno ci si potrà iscrivere al primo anno di Telecomunicazioni, mentre a partire dall’anno accademico 2006/07 ci si potrà iscrivere al secondo anno, dato che allora attiveremo primo e secondo anno”. Un’altra novità riguarda Ingegneria dell’ambiente e del territorio, si tratta dell’attivazione di un percorso formativo per la gestione dei cantieri pubblici e privati. In proposito, il prof. Carotenuto ci dice che è stato concluso un accordo con l’Acen, associazione dei costruttori edili napoletani, la quale si farà carico di tirocini, seminari e corsi tenuti da professionisti esperti del settore. “Non è l’unica convenzione che abbiamo – sottolinea- Ricordo quella con l’Oice, società di ingegneria dell’Unione Industriali, e quella che stiamo per concludere con il Cira, tanto per fare degli esempi. Stiamo cercando di entrare nel mercato della ricerca”. 
Dal punto di vista della didattica si punterà a ridurre al minimo i tempi per il conseguimento della laurea, portando avanti un’attività di tutoraggio all’americana, seguendo i ragazzi molto da vicino. “Lo scorso anno abbiamo avuto circa cento immatricolati, il numero dei nostri studenti è ancora molto contenuto e questo rende possibile un tutoraggio efficace. Se riusciamo in un buon rodaggio adesso, costruiamo delle basi solide che ci serviranno in futuro, quando il numero degli iscritti crescerà”. 
Pochi o tanti che siano, gli studenti di Ingegneria avranno a loro disposizione, in un futuro molto più vicino di quanto non sembri, una nuova sede al Centro Direzionale. Un edificio di ben sette piani destinato alle Facoltà di Ingegneria e di Scienze e Tecnologie. “Sarà pronto alla fine dell’anno prossimo – precisa il professore- Nel frattempo speriamo di sistemare i corsi in maniera tale che i ragazzi non si debbano spostare troppo tra le diverse sedi attuali”. 
Si avverte grande energia nel modo in cui il prof. Carotenuto parla dei prossimi cambiamenti, delle prospettive di crescita. L’eredità del professor Corona sembra essere in buone mani.
Sara Pepe
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