Innovazione: un centro di ricerca Napoli-Mosca

La Facoltà di Studi Politici della Seconda Università di Napoli e l’Università Statale di Mosca per l’Economia, Statistica ed Informatica hanno portato a termine, l’11 novembre scorso, il lavoro preliminare per l’istituzione in Russia di un Centro di Ricerca Universitario russo-italiano per l’Innovazione. “Si tratta di una tappa importantissima- spiega il prof. Antonio Sciaudone, uno dei principali curatori dell’iniziativa- che segna la fase conclusiva di una serie di accordi, stabiliti in questi anni, che porteranno alla nascita di questo centro, basato su nuovi profili tecnologici e su una fitta sinergia con il mondo delle imprese. L’aspetto di questo progetto che maggiormente ci affascina, infatti, è dato proprio dalle concrete possibilità di stabilire un nuovo filo conduttore tra la realtà aziendale e la ricerca”. Gli obiettivi ricercati dal Centro saranno lo sviluppo: delle relazioni e delle informazioni commerciali nel settore dell’innovazione; delle comunicazioni interculturali; della cooperazione nel campo dell’istruzione. In questo campo, si cercherà di dar vita a stage per studenti, ricercatori e professori per la costituzione di centri di lingua. 
Ma perché la Russia e l’Università di Mosca in particolare? La risposta ci giunge, ancora una volta, dal prof. Sciaudone. “Noi, come Università, da sempre manteniamo importanti legami con la Russia. Questa iniziativa e la conseguente nascita del distretto industriale non fanno altro che consolidare questo rapporto di scambio. Abbiamo scelto l’Università di Mosca, anche per i grandi rapporti tra la Russia e l’Italia, paesi legati da profonde radici storiche e culturali. Non dimentichiamo, infatti, che città come la stessa Mosca e Leningrado sono state costruite, in gran parte, da architetti italiani. Posso dire, inoltre, che la nostra Università può vantare anche ottime collaborazioni con un’altra città russa, Krasnodar, cittadina del Mar Nero, molto importante per l’economia e la cultura sovietica”. Un progetto, quindi, che soddisfa in pieno l’Ateneo e che avrà degli sviluppi: “l’accordo – conclude il professore- ha un duplice valore, quello culturale e sociale e quello scientifico ed economico. Noi speriamo che questo progetto possa andare avanti, arrivando, dopo la nascita del distretto industriale, anche a quello di una nostra università a Mosca. Si tratta, però, di un progetto ancora in fase embrionale, per la cui realizzazione passeranno ancora degli anni. Speriamo non troppi, però”. (G.T.)
- Advertisement -





Articoli Correlati