L’esperienza olandese di due giovani laureati

Lavorare all’estero non è un sogno difficile da concretizzare ma realtà per molti laureati in Ingegneria, Facoltà che grazie ai molteplici tirocini offre la possibilità ai giovani di fare esperienza in importanti aziende in Italia, ma anche all’estero.
Maristella,
project engineer
E’ il caso di Maristella Spella, giovane laureata in Ingegneria Elettronica. Il suo racconto: “a novembre del 2005 sono partita per l’Olanda per svolgere un’attività di tirocinio all’estero. Per circa otto mesi mi sono occupata, all’università TUDelft di Delft, della progettazione di un amplificatore a basso rumore per un sistema di risonanza magnetica della Philips Medical Systems. E’ in questa occasione che ho migliorato il mio inglese, ho appreso nuove nozioni ed ho imparato a presentare all’azienda il lavoro svolto”. Come accade spesso per i tirocinanti, Maristella proprio durante il suo soggiorno in Olanda ha trovato un’occupazione interessante.  “É stato proprio ad una sorta di job meeting all’università che ho avuto l’opportunità di incontrare molte aziende, di sostenere colloqui e di ricevere offerte di lavoro – spiega-  Alla fine ho scelto di lavorare per l’Altran che é un’azienda di technology consulting. Attualmente ricopro la figura di project engineer e lavoro a progetti di breve durata in diverse aziende di elettronica in Olanda, Belgio e Lussemburgo”.  
Impegnativo ed appassionante, gli aggettivi che Maristella usa per descrivere il suo percorso di studi. Un periodo “carico di splendidi momenti ma a volte anche contornato da attimi di sconforto. É infatti noto che Ingegneria non é certo una delle facoltà più semplici da affrontare. Richiede un’attitudine allo studio e una forza di volontà non indifferente per riuscire con una certa costanza ad affrontare gli esami previsti dal Corso di Laurea”. 
L’università non è fatta solo di studio ma anche di momenti di crescita personale: “ho incontrato persone stupende sia tra gli studenti che tra i professori. Credo proprio che non dimenticherò mai molti colleghi della Specialistica dell’anno 2004/2005 e la professoressa Verdoliva con la quale ho svolto la tesi di primo livello. E’ stato grazie a lei che ho imparato ad avere più fiducia in me stessa ed é stata lei che mi ha insegnato moltissimo non solo dal punto di vista didattico ma anche dal punto di vista umano”. 
Dopo Erasmus,
il dottorato di ricerca
Diversa ma altrettanto interessante la storia di Mauro Marchetti. “Mi sono laureato in Ingegneria Elettronica a giugno di quest’anno. Ora sono dottorando di ricerca all’Università di Delft in Olanda”, racconta Mauro che ha iniziato la sua carriera universitaria nel 2000, seguendo la sua grande passione. “Quando ho cominciato l’università, era il primo anno di sperimentazione del nuovo ordinamento ad Ingegneria Elettronica. Non ho incontrato grosse difficoltà durante la mia carriera universitaria anche se – confessa – non nascondo che ho dovuto lavorare molto per restare al passo con gli esami”. Tanto impegno, dunque. Ma anche tanto sostegno da parte dei docenti e della facoltà che offre una serie di supporti per il perfezionamento degli studi. “Già dal secondo anno a seguire i corsi eravamo rimasti davvero in pochi per cui siamo stati molto ben seguiti dai professori. Questo – aggiunge il neo ingegnere-  è stato un vantaggio soprattutto per quel che riguarda le attività di laboratorio perché avevamo tutti la possibilità di utilizzare gli strumenti senza problemi”. In un Corso di Laurea  che prevede  diversi esami di Laboratorio (Elettronica, Campo, Misure, Misure a microonde, Sistemi automatici di misura), è essenziale avere a disposizione strumenti all’avanguardia e spazi sufficienti.
“Il tirocinio, ovvero la tesi, l’ho svolto qui all’Università di Delft  nell’ambito del progetto Erasmus – spiega Mauro – Mi sono trovato bene e, quando me lo hanno proposto, ho deciso di restare per il dottorato di ricerca. Ricerca che nella maggior parte dei casi è direttamente finalizzata alla successiva commercializzazione. Non a caso i dottorati qui sono nella maggior parte dei casi finanziati da grandi aziende, ad esempio la Philips”.
“Sono stato fortunato –afferma- perché la prima opportunità che mi hanno offerto mi è piaciuta e l’ho accettata ma in generale in Olanda per un neo laureato trovare lavoro è quasi uno scherzo. Alcuni miei amici che erano qui con il progetto Erasmus hanno trovato lavoro senza problemi. Inoltre, gli stipendi di partenza sono più alti che da noi in Italia”. “L’unico inconveniente –conclude – è il cielo sempre grigio!”.
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