La Carta Studenti dell’Unione degli Universitari

Il nuovo anno accademico è iniziato come sempre all’insegna dell’impegno per l’Unione degli Universitari. L’associazione studentesca, che si definisce sindacato degli studenti, conta alla Parthenope 120 tesserati e 5 rappresentanti degli studenti. Tra questi ultimi, Alberto Corona, già coordinatore del gruppo, ha sostituito al Consiglio di Amministrazione (CdA) Antonio Prisco, dimessosi la primavera scorsa dopo essere divenuto coordinatore provinciale dell’Udu. “Dichiararci un’associazione sindacale vuol dire essere tutti i giorni vicino ai piccoli problemi degli studenti, essere presenti non soltanto in occasione dei grandi eventi”, dice Corona. Da quotidiane attività di servizio a progetti di ampia portata, dunque. Alcuni esempi. Il primo ottobre è stata in distribuzione gratuita la Carta Studenti realizzata dall’Udu con il patrocinio dell’università: consente di usufruire in alcuni cinema, librerie, locali, palestre, punti ristoro, esercizi commerciali con sconti dal 20 al 50%. Il 2 ottobre, in concomitanza dell’inizio delle lezioni, è stato distribuito un opuscolo contenente tutte le informazioni “alternative” utili allo studente, come ad esempio i forum on-line in cui i ragazzi si scambiano notizie e materiali di studio. Il 5 ottobre si è tenuta la conferenza Fare futuro per la costruzione di una scuola nella Repubblica democratica del Congo. Un successo in tema di didattica: durante il CdA dello scorso luglio l’Unione degli Universitari è riuscita a fare approvare in extremis una modifica dei precorsi di Matematica generale, che prima duravano 16 ore per 2 crediti formativi, oggi durano 24 ore e consentono di acquisire 3 crediti, un esame completo quindi. In dirittura d’arrivo, infine, il progetto Carta dei diritti degli studenti, proposta dell’Udu poi abbracciata dall’intero Consiglio degli Studenti (Cds). Il 25 settembre la bozza è stata firmata dall’esperto giuridico prof.ssa Giampietraglia, dopo un ultimo passaggio al CdS il testo verrà sottoposto per l’approvazione al Senato Accademico. 
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