La diversità culturale, un patrimonio dell’umanità

Tra i preziosi stucchi dorati della Sala Conferenze de L’Orientale a Palazzo Du Mesnil, si è festeggiata il 20 marzo la giornata internazionale della Francofonia, che viene ricordata ogni anno con manifestazioni culturali da tutti i Paesi francofoni del mondo. L’Istituto Francese di Napoli, in occasione dell’anniversario dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia (O.I.F.), ha organizzato un incontro con il Console Generale di Francia Henri Vignal su “La diversità culturelle du concepì à la convention de l’UNESCO”. 
Nell’elegante sala affacciata sul mare di via Partenope gremita di professori e studenti, si è discusso dell’importanza della  diversità culturale per garantire la tolleranza, il dialogo, la cooperazione e la comprensione reciproca tra i popoli.
“Secondo quanto stabilito dalla Dichiarazione Universale dell’Unesco del 2 novembre 2001 – afferma il Rettore de L’Orientale Pasquale Ciriello – la diversità culturale costituisce un patrimonio comune dell’umanità e va perciò valorizzata e incentivata.” La difesa della ricchezza racchiusa nella varietà risponde ad  un imperativo etico per cui, prosegue il Rettore, “lasciare alle nuove generazioni questo patrimonio integro di contenuti e valori deve essere un impegno morale di ciascuno”.
“L’incontro tra orizzonti linguistico-culturali differenti ormai non avviene più in luoghi a noi remoti – afferma il prof. Luigi Mascilli Migliorini –  Ma la pura e semplice esibizione delle diversità non risulta sufficiente per garantire tale possibilità di contatto perché non tien conto della durezza storica con cui queste diversità si sono formate. Molto sentita è divenuta, perciò, l’urgenza di trovare dei punti di vista in comune per evitare l’egemonia di una cultura sull’altra”.
Più che ribadire la necessità di mettere in risalto, in una cultura meticcia, gli elementi simili nelle differenti identità linguistico-culturali, il Console Vignal si dichiara propenso a promuovere il dialogo ed il dinamismo culturale, scientifico e commerciale dei popoli.
La polarizzazione “tra la necessità di una lingua franca universale e l’opportunità di salvaguardare la ricchezza dei patrimoni linguistici esistenti” è un dilemma assolutamente attuale agli occhi del Console Francese che ritiene la conservazione e l’utilizzo del numero maggiore possibile di lingue una ricchezza irrinunciabile dell’umanità.
Vignal considera la moderna espansione dell’inglese un fenomeno naturale, “proprio come lo è stata la diffusione del francese nelle colonie ove, pur essendo l’idioma dei vincitori, ha rappresentato per questi paesi la lingua di accesso alla modernità”.  Il Console, tuttavia,  per evitare che alcune lingue spariscano sotto la pressione di modelli dettati dalla cultura dominante, avverte l’urgenza di combattere la regressione di molti idiomi incoraggiando l’apprendimento, anche in tenera età, di una seconda lingua straniera.
Occorre prendere provvedimenti per evitare il rischio di omologazione ai modelli di società proposti dall’informazione e dall’intrattenimento provenienti dal mondo anglosassone e puntare sulla capacità creativa peculiare di ciascun paese. “Bisogna mobilitare la società civile per non regredire rispetto all’egemonia statunitense – afferma il Console Vignal – e tentare di promuovere il riconoscimento dei beni e dei servizi culturali quali vettori di identità, di valori e di significati, che non possono essere trattati come semplici prodotti o merci di consumo”.
“Il realizzarsi di uno stato di pacifica accettazione della diversità corrisponde all’utopia di una società tollerante e solidale”, sostiene il prof. Mario Petrone, e purtroppo la Convenzione dell’Unesco è solo il primo passo di una lunga lotta per garantire la sopravvivenza delle eredità culturali del mondo.
Il rapido sviluppo delle nuove tecnologie informatiche e comunicative ha favorito il processo di globalizzazione  che se da un lato può rappresentare una sfida per le diversità culturali, dall’altro può e deve generare le condizioni adatte per un dialogo rielaborato secondo nuovi parametri tra le varie ideologie e civiltà.
Manuela Pitterà
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