La nuova sede sarà operativa dopo le vacanze estive

Biologia Generale e applicata e i problemi della didattica. Gli esami: un grave problema da risolvere, la difficoltà di affrontare e superare Chimica organica. “Io credo che la difficoltà scaturisca dal fatto che il primo anno è sempre molto impegnativo per gli studenti, i quali non sempre riescono a completare gli esami del primo semestre – dice la prof.ssa Simonetta Bartolucci, Presidente del Corso di Laurea- Nonostante gli sforzi che facciamo con l’orientamento e i precorsi per fare in modo che i ragazzi entrino all’università senza subire grandi traumi, durante il primo semestre si ha sempre un po’ di sbandamento. Gli studenti che al primo semestre non hanno seguito e studiato Chimica generale e inorganica trovano poi molto difficile la Chimica organica del secondo semestre. E finisce che trascinano quest’esame al secondo anno perché non hanno le basi giuste per affrontarlo. Inevitabilmente in questo modo aumentano i problemi anche con altri insegnamenti”. Ed è possibile che si vada avanti senza aver sostenuto la prova su una materia così importante? Non scattano meccanismi di propedeuticità rispetto ad esami successivi? “Attualmente diamo agli studenti solo dei consigli sull’ordine in cui fare gli esami – dice la professoressa- Abbiamo eliminato le propedeuticità proprio per evitare di bloccarli, ma a questo punto non si capisce più bene se questo sistema sia effettivamente vantaggioso. Comunque io dico sempre che i ragazzi devono frequentare e studiare contemporaneamente, altrimenti ci si trova indietro e si accumulano lacune in successione. A mio avviso la questione sta tutta qui, ma parlerò con i docenti per sapere se ritengono che ci siano altre motivazioni alla base di questa situazione. In ogni caso prevediamo di organizzare dei corsi di recupero di Chimica organica”. Sugli accorpamenti di due insegnamenti in uno, la professoressa è decisa: “gli esami nuovi non sono semplicemente la somma di quelli vecchi, sia chiaro. Abbiamo operato questa rimodulazione della didattica nell’interesse degli studenti e quando dei moduli diversi vengono accorpati si cerca anche di renderli più fruibili attraverso il ricorso a tesine, test, prove intercorso”. La professoressa non si dice d’accordo neppure sulla critica avanzata da alcuni studenti sull’adozione di testi in inglese (“non fanno altro che aumentare le spese universitarie, visto che i ragazzi sono costretti a pagare le traduzioni di testi che contano almeno un migliaio di pagine”) da parte di alcune cattedre. Chi si iscrive a Biologia generale e applicata deve imparare a confrontarsi con pubblicazioni scritte in lingua: “in generale, nell’era della globalizzazione l’inglese dovrebbe essere una seconda lingua. In Italia purtroppo abbiamo una grossa carenza da questo punto di vista, ma si sta cercando di porre rimedio prevedendo lo studio dell’inglese addirittura dalle elementari. I nostri studenti devono non solo sostenere un esame di inglese durante il corso di laurea, ma anche leggere testi e pubblicazioni in lingua.  E quando svolgono la tesi di laurea, sono tenuti a leggere degli articoli in inglese. Del resto, nel nostro campo le pubblicazioni più aggiornate sono tutte in inglese, soltanto molto dopo si hanno interventi di traduzione”. Infine, parliamo delle nuove strutture dedicate alla didattica. Il trasferimento al nuovo dipartimento di Biologia in via Cinthia è imminente ma non c’è il pericolo di un’interferenza con le attività del semestre in corso, che ormai si stanno già svolgendo nei vecchi laboratori. “Non ci sarà alcun terremoto per i ragazzi- precisa la prof. Bartolucci- Le nuove strutture si affiancheranno presto a quelle già esistenti, sicuramente prima dell’estate, ma diverranno funzionanti per gli studenti solo dopo le vacanze estive, proprio per non creare problemi di spostamento nel corso di questo semestre”. 
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