La parola agli studenti

“Quello che scegli, quello che pensi e quello che fai è ciò che diventi”. Il passo è breve da Eraclito ai giovani maturandi che, di orientamento in orientamento, si avvicinano al mondo universitario e provano a capire chi vorranno essere.
Rita Arnesi (Liceo “Quinto Orazio Flacco” di Portici, indirizzo linguistico) immagina un futuro da donna in carriera: “Vorrei entrare nella polizia scientifica, mi piacerebbe lavorare come perito chimico, anche se immagino non sarà un percorso semplice. Sono ancora un po’ indecisa, non so se scegliere Ingegneria Chimica oppure Chimica. Probabilmente iscrivermi ad un liceo linguistico non è stata la mossa giusta visto che mi piacciono di più le materie scientifiche e almeno all’università vorrei orientarmi davvero su quello che mi interessa”. Anche Cristiana Ponzo (Liceo “Quinto Orazio Flacco” di Portici, indirizzo Scienze Umane) fa i conti con una scelta scolastica non proprio indovinata e riflette sulle competenze che si acquisiscono a scuola: “Alle medie non ero molto brava in matematica e così ho scelto un liceo di Scienze Umane. Invece, poi, ho scoperto la passione per questa materia. Mio padre si intende di matematica, fisica e materie simili e mi ha trasmesso i suoi interessi. Non so cosa aspettarmi dal mondo del lavoro: a scuola non ti danno poi così tante indicazioni per aiutarti a costruire il tuo futuro. Ti fanno studiare una serie di materie e la cosa finisce lì. Sono interessata ad Ingegneria Informatica o dell’Automazione. Passare dall’ambito umanistico a quello scientifico non mi preoccupa molto, ho degli amici che dai licei classici hanno scelto Ingegneria e stanno facendo un buon percorso”. Proverà a coniugare umanesimo e scienza Alessandro Baiano (Liceo “Eleonora Pimentel Fonseca” di Napoli, indirizzo scientifico): “Inizialmente ero orientato verso Giurisprudenza o qualche Corso basato su materie letterarie, ma mi sono stati sconsigliati. Però mi piace molto scrivere, è una passione. Scrivo in ogni momento libero, anche quando ho finito di studiare o all’una di notte. Pubblico delle cose su Instagram e su Wattpad, ho anche un po’ di persone che mi seguono o mi chiedono di scrivere delle cose. Spesso parlo di adolescenza o di amore. Ho seguito l’orientamento di Architettura e sono rimasto colpito dai modellini di case che ho visto. Mi interessano gli esami pratici e mi sto informando anche sull’ingegneria edile e civile. Il futuro lavorativo non sembra dei migliori. Ma parliamo sempre di lavoro e non teniamo conto di nient’altro. Questo è il problema”. Molti studenti sono interessati al campo della ricerca e alle applicazioni pratiche che questa offre. Benito Vodola (Liceo “Cuoco-Campanella” di Napoli, indirizzo scientifico) è un sognatore: “Vorrei diventare un ingegnere competente e fare qualche importante scoperta. Mi interessano l’ingegneria biomedica e dell’automazione perché, informandomi un po’, ho capito che sono i settori su cui si punta di più e c’è più interesse anche a livello di finanziamenti. Dove c’è più vitalità? Forse al sud non ci sono molte opportunità per i giovani, magari al nord. Non bisogna avere paura anche di tentare all’estero”. Più esterofila è Federica Cirillo (Liceo “Eleonora Pimentel Fonseca” di Napoli, indirizzo scientifico): “Sono interessata alle materie scientifiche, alla matematica, alla fisica e all’Ingegneria Aerospaziale. Lo spazio mi incuriosisce e mi attira sin da bambina. Sicuramente vorrò andare all’estero, non penso che qui ci siano possibilità, soprattutto nel campo che mi interessa. Invece, ad esempio, in Australia danno più valore a queste discipline. Un cugino di mio padre ha voluto tentare questa strada e lo ha fatto in Australia quindi ho una testimonianza diretta”. Giovanni Cannavale (Liceo scientifico “Francesco Severi” di Castellammare di Stabia) è controcorrente e, alla domanda “Italia o estero?”, risponde senza alcun dubbio: “Italia. L’estero offre delle buone opportunità, ma non credo riuscirei a lasciare il mio paese. Sono già stato all’Univexpò dello scorso ottobre, ma seguii soltanto il seminario di Economia. L’economia mi interessa perché è ciò su cui si basa il mondo oggi. Quanto all’Ingegneria sto valutando Ingegneria Gestionale perché ho sentito dire che apre più porte”. Anche Sara Montanarella (Liceo scientifico “Francesco Severi” di Castellammare di Stabia) ha partecipato all’Univexpò: “Seguii Medicina, ma non credo sia la strada giusta per me. Non penso di voler affrontare un percorso lungo che in più prevede uno studio così mnemonico. Le materie scientifiche mi piacciono, ma Medicina tocca più la chimica, la biologia. Mio padre è primo ufficiale sulle navi da crociera e mi consiglia Ingegneria Navale. Valuterò questo o Ingegneria Aerospaziale. Da bambina avrei voluto studiare Lingue, questa passione mi è rimasta e oggi ho il livello C1 di inglese. Magari andrò all’estero”. Più indecisa Valeria Montiero (Liceo Scientifico “Emilio Segrè” di Marano): “Mi interessano l’ingegneria fisica, ambientale e aerospaziale, ma anche le scienze naturali. Dovrò informarmi quanto più possibile. Poi valuterò anche altre università, ma so che la Federico II è una delle migliori. La mia principale aspirazione è lavorare nella ricerca, anche se è un ambito un po’ precario. Forse è ancora presto per fare programmi a lungo termine”.
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