La piscina, una delle strutture più frequentate al Cus

La piscina è uno dei settori del Cus più partecipati. In centinaia vanno ad allenarsi nella struttura di via Campegna tutti i giorni della settimana, anche la domenica mattina. “Con tante persone l’attenzione alla pulizia e all’ambiente è fondamentale – spiega l’allenatore Mario Boncompagni – Facciamo controlli quotidiani, l’acqua deve essere sempre pulita e alla giusta temperatura. Se qualcuno si lamenta per noi è una sconfitta”. Al Cus si insegna nuoto e si fanno lezioni di acquagym e hydrospinning, in una piscina di 25 metri con 8 corsie. Ci vengono anche i bambini, pure quelli piccolissimi. “Prima non facevamo ambientamento, ma ora abbiamo cominciato, vengono anche bimbi di soli tre anni e mezzo. I genitori sono molto contenti di vedere come i loro figli riescano a prendere confidenza con l’acqua tanto in fretta. Da noi, però, vengono veramente persone di tutte le età, c’è anche un uomo di 90 anni che non solo nuota ancora ma partecipa anche a delle gare. La bellezza della piscina è questa, la densità dell’acqua permette di tenere compatte le articolazioni e questo fa sì che si evitino complicazioni e rischi anche quando il corpo non è più tonico come in gioventù”. In tutto ci sono quattro istruttori di nuoto e due per acquagym e hydrospinning più diversi assistenti: “seguiamo gli iscritti con molta attenzione per far sì che crescano dal punto di vista atletico e non facciano movimenti sbagliati. Vengono anche molti ragazzi che hanno un brutto rapporto con l’acqua, noi li aiutiamo a vincere le loro paure. I miglioramenti si vedono in poche settimane e di solito chi inizia con noi difficilmente cambia. Tra gli iscritti poi si crea sempre un rapporto di amicizia”.
L’agonismo viene curato da Rosario Castellano delle Fiamme Oro, gli atleti partecipano alle competizioni regionali ma anche nazionali. Il dirigente del settore è Giuseppe D’Angelo, un ufficiale di polizia e delegato responsabile della federazione di nuoto. 
Rosaria Lamura ha 25 anni, studia Medicina Veterinaria alla Federico II, si allena in piscina da quando ne aveva 16. “Ho praticato anche fitness, equitazione e da un anno e mezzo l’acquagym. Ho iniziato per provare poi mi sono trovata molto bene con l’insegnante, Monica, e ho continuato. Mi alleno due volte la settimana. È una disciplina che stimola tutti i muscoli del corpo e i risultati si vedono, ti fa stare molto bene”. All’università le mancano tre esami: Semiotica Medica, Chimica chirurgica e Chimica medica. “In tutto il corso ci sono ben 58 esami. Questi tre sono tra i più difficili ma li ho tenuti per la fine perché lo scorso anno c’era un blocco di 20 esami, se non li superavo non potevo passare all’ultimo e così ho dovuto mettere da parte i ‘mattoni’ per non rischiare. Sono al primo fuori corso ma entro novembre conto di laurearmi”. Oltre a studiare, lavora in un ambulatorio veterinario: “mi occupo principalmente di piccoli animali, cani e gatti, ma ci portano anche rettili come iguane, tartarughe e serpenti, conigli e altre specie di mammiferi”. 
Il corso di Acquagym si svolge due volte la settimana, martedì e giovedì per due ore. Le lezioni si fanno sia in acqua alta che in acqua bassa per differenziare lo sforzo e l’allenamento. Con Rosaria in piscina viene anche sua sorella gemella Bianca Maria, studentessa di Economia, sempre alla Federico II. “La piscina è molto meno monotona del fitness – spiega la ragazza – perciò la preferisco. Poi l’impegno di due giorni la settimana non mi toglie molto tempo agli studi”. All’università ha quasi finito, a marzo si laureerà con una tesi sul Piano generale di mobilità italiano: “Siamo una nazione molto lenta dal punto di vista dello sviluppo ferroviario. I tempi di completamento della Tav lo dimostrano”. Ha finito gli studi in corso e alla Specialistica ha la media del 28: “ci sono voluti molti sacrifici. Alla Triennale non pensavo ai voti e mi sono laureata con 90. Ma alla Specialistica ce l’ho messa tutta perché chi si laurea con 110 sarà aiutato dalla Facoltà a trovare lavoro. Saranno loro a propormi colloqui e a girare il mio curriculum alle diverse aziende. Io spero di restare a Napoli ma se mi chiameranno al nord ci andrò, farò il colloquio e vedrò cosa mi offrono. Speriamo bene”.
Alfonso Bianchi
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