La storia di Giancarlo, studente scrittore

Scrivere come bisogno dell’anima. Come pura emozione. Utile a capire e a capirsi. La passione di Giancarlo Marino, ventun’anni, rappresentante degli studenti in Consiglio di Facoltà, iscritto al terzo anno di Lettere Moderne, parte da lontano: quando da bambino leggeva per formare ed ampliare i propri orizzonti culturali, cresciuti nel tempo, prima al Liceo classico Vico, poi all’università. Oggi un suo racconto fa parte della sezione esordienti -accanto a nomi importanti, come Roberto De Simone, Pascale, Santarelli, Piccolo, Cervasio, ed altri- del libro “Vedi Napoli e poi scrivi” (Edizioni Kairós, collana “Storie di Megaride”) a cura di Aldo Putignano. Già dall’immagine di copertina si percepisce lo spirito di fondo: è raffigurata una Napoli senza sole, con le nuvole, ad accompagnare i confini delle isole; e la perenne bellezza della natura è offuscata dalle ciminiere di Bagnoli. Un libro, per quanto paradossale che sia, dedicato a Napoli e alla Campania (il titolo è un omaggio all’ottocentesco e omonimo libro-inchiesta di Fucini). Non un volume encomiastico ma un modo per rappresentare la città attraverso la voce e lo stile dei suoi protagonisti.
Con Giancarlo ripercorriamo le tappe significative del suo percorso di vita e di approccio alla scrittura. “Ho sempre amato scrivere. Inizialmente in versi, poi sono passato alla narrativa. Ho cominciato a fare sul serio a diciassette anni, frequentando un circolo letterario, presso la libreria ‘Lontano da Dove’ in via Bellini. Un sodalizio culturale in cui tutti eravamo accomunati dallo stesso amore. Si leggevano i propri testi e si davano consigli su altri autori”. “Amo il decadentismo, l’esistenzialismo, l’impressionismo. In pratica tutto il primo novecento: Pirandello, Svevo, Kafka”. Altra tappa del percorso di Giancarlo è l’incontro con l’associazione “Homo Scrivens”  e gli spettacoli di lettura: “una forma di rappresentazione del tutto originale, che non trova raffronti nel panorama artistico italiano, dove gli scrittori sono invitati a mostrare il proprio volto, per leggere i propri testi accompagnati da musica, danza, coreografie; non un semplice reading ma una storia composta da storie, dove la lettura si sostituisce all’interpretazione degli attori nel comporre una vicenda unitaria”. “Così – commenta Giancarlo – ho seguito i corsi  di scrittura, presso la fondazione Humaniter tra il 2002 e il 2005, tenuti da Gino Parrella ed Aldo Putignano. Lo sbocco naturale di questi appuntamenti sono stati proprio gli spettacoli di Lettura: ‘Sottopensiero’  e ‘Prego obliterare il racconto’”.
Al libro importante, quello che gli sta dando notorietà, Giancarlo è giunto per gradi. Sempre per “Homo Scrivens”  partecipa, infatti, al volume collettivo, fatto di racconti e poesie “Faximile, 49 riscritture”, ispirato ai grandi capolavori della letteratura mondiale. “Ho riscritto ‘Il naso”, racconto dello scrittore russo Gogol ed ho composto una ‘nuova’ Operetta Morale di Leopardi, utilizzando anche inserti dallo Zibaldone. La principale vetrina dell’associazione è il suo sito www.homoscrivens.it , dove vengono pubblicati storie ‘bonsai’, inviati da vari scrittori, provenienti da tutta Italia e non solo”.  Infine arriva “Vedi Napoli e poi scrivi”. Qui Giancarlo si inserisce con il racconto “Cameroon”. La storia traccia un parallelo tra un vecchio leone che viene sbranato da un branco di giovani iene nel Parco Nazionale Boubandjida, in Camerun, e Nicola, spacciatore di droga, membro dell’immaginaria famiglia camorristica dei Guadabile, che viene accoltellato da una baby-gang presso lo spiazzo dei chioschetti di via Caracciolo, a Napoli. “Il parallelismo – spiega l’autore – tra i due episodi è simboleggiato  dalla felpa della nazionale camerunense indossata da Nicola e dalle camicie dei ragazzini-teppisti che ricalcano il manto maculato delle iene”. 
Le idee sono chiare, ma per ora Giancarlo preferisce terminare gli studi. E’ in regola con gli esami perché ha scelto quello che amava. “Studio con passione Lettere Moderne. Mi cibo di letteratura”.  Pensa al futuro, senza montarsi la testa: “non scherziamo! Resto con i piedi per terra. Sto cercando di scrivere un romanzo, o una raccolta di racconti. Sono, come dire, in una fase di costruzione. Ci vuole ancora molto, prima di contattare una casa editrice. Meglio fare le cose con calma”
Elviro Di Meo
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