Laboratorio per 140 studenti con la stilista Daniela Gregis

Ancora un grande evento alla Facoltà di Architettura di Aversa. Un evento che ha visto come protagonista l’eccentrica e mai banale stilista, Daniela Gregis. Una vita spesa nella moda, la Gregis rappresenta una delle icone della cosiddetta “moda di nicchia”, quella delle mille sperimentazioni, quella che si identifica contemporaneamente sia nella donna comune che in quella sofisticata da passerella. “Si tratta di una stilista dallo stile superbo – ha affermato la prof.ssa Ornella Cirillo, coordinatrice dell’iniziativa, “Progettare una linea”, assieme alla prof.ssa  Francesca Castanò- Il suo modo di progettare, di dare vita a collezioni meravigliose, trasmette, più di ogni altro stilista, una passione innata per la sartorialità da laboratorio artigianale”.
Il workshop, svoltosi tra il 6 ed il 9 novembre, è nato nell’ambito del Corso di Laurea in Disegno Industriale per la Moda ed ha visto l’attiva partecipazione di circa 140 studenti, spettatori ma anche protagonisti della tre giorni, visto che ad ognuno è stata offerta la possibilità di progettare un capo di moda – dagli abiti agli accessori- grazie alla lavorazione di pregiati tessuti messi a disposizione dalla Facoltà o attraverso la rielaborazione di vecchi abiti in disuso e di stoffe trovate nella cantina delle proprie case.
Gli studenti sono accorsi sin dal mattino ad accaparrarsi i posti migliori, nell’Aula Laboratorio del piano terra della Facoltà per ascoltare e fare tesoro dei tanti consigli della stilista, che ha il proprio quartier generale a Bergamo, ma che nella sua carriera ha riscontrato successi ed ammirazione da ogni parte del mondo, da Parigi, regno incontrastato della moda, a Londra, da New York al Giappone, forte di un sodalizio artistico e professionale con la grande designer Minako Shirakura.
“Il progresso consiste nell’essere orgogliosi del proprio lavoro” ha affermato la Gregis ai tanti studenti presenti in sala. Lezioni pratiche, condite da consigli a 360gradi sull’intero mondo della moda. “Riuscire a progettare una linea è un lavoro faticoso, che richiede grande professionalità, ma soprattutto una grande passione e fantasia. Una linea che funziona è fatta di intuizioni che si sposano a loro volta sia con la capacità di innovare o rinnovare tessuti, sia con la capacità di creare abiti che siano facili da indossare, comodi, propri di una donna che vuole costruire su di se il proprio guardaroba”. Lo stile della Gregis, di cui molte opere e collezioni fanno parte del Museo permanente della moda di Milano, rappresentano proprio le scelte e la tipologia di vita della donna moderna, pratica e dinamica. “Prendo sempre come riferimento, forme semplici. Spesso anche un semplice quadrato può essere utile per dare vita ad un abito di gran classe”.  Collezioni che, come affermato dai più autorevoli critici e addetti ai lavori, tracciano una linea sottile tra passato, presente e futuro del mondo della moda. Una stilista, quindi, dalle mille facce e dalle mille tecniche lavorative, la cui poliedricità artistica è stata più volte elogiata anche dalla Preside della Facoltà, Cettina Lenza. “L’incontro con la stilista Daniela Gregis è stato molto importante per vari motivi. Prima di tutto perché parliamo di un’artista che nel corso della sua storia ha fatto compiere passi da gigante al circuito della moda, riscontrando successi in tutto il mondo. In secondo luogo, perché, proprio nell’ambito del corso in Disegno Industriale per la moda, non potevamo avere un interlocutore migliore. Il ruolo dello stilista, infatti, è molto diverso da quello del designer. Un ruolo che, in un certo senso, è molto più sofisticato, articolato e che abbraccia un campo artistico molto più ampio, non legato alla cultura della produzione industriale. Nel caso della Gregis, poi, questo divario è ancora più netto, trattandosi di un artista in cui è innata la cultura del fare e dell’inventare”.
Grande soddisfazione ed ammirazione è stata espressa dai tanti studenti presenti. “Avere a che fare con personaggi così prestigiosi ed affermati è uno dei valori aggiunti di questa facoltà – ha detto Giuseppe- Inoltre, l’idea di lasciarci progettare abiti o accessori di moda, con tessuti recuperati da vecchi abiti o da corredi vecchi è una sfida esaltante, che ha messo alla prova la nostra fantasia e le nostre capacità artistiche”. “Lo stile della Gregis è unico nel suo genere, nettamente diverso dai grandi stilisti acclamati – ha affermato Federica Seppa- è espressione di un modo di vivere e di sentire la moda, che va al di là della semplice confezione di un abito”.  “Avevo un’opinione differente del mondo della moda – ha detto Simona Di Napoli- Credevo fosse esclusivamente legata alla grande distribuzione industriale e che non avesse nulla di autentico, di ragionato. Gli schemi lavorativi della Gregis, invece, mi hanno fatto ricredere. Nei lavori che abbiamo visto e nelle sue parole si nota in modo evidente una profonda cura verso una lavorazione artigianale che da al prodotto tutto un altro stile”. Ancora più ammirato il commento di Pierfrancesco: “le basta un piccolo straccetto o come dice stesso lei, una pezza, perché le vengano in mente creazioni del tutto originali e fantasiose. Questa è arte, questa è moda”.  “E’ un’autodidatta e credo non ci sia modo migliore per esprimere al meglio la propria fantasia ed originalità- ha dichiarato Susy Matrone- Ammiro molto le sue collezioni a base di merletti, ricami e tessuti pregiati. Un mix nuovo, ma dai riflessi antichi che si lega ad ogni donna”. Ammirazione anche nelle parole della prof.ssa Francesca Castanò: “nel fashion system, la Gregis rappresenta una delle firme più innovative ed efficaci degli ultimi anni. I suoi lavori e le parole di questi giorni di lavoro, lasceranno un segno indelebile nella mente dei ragazzi. Suggerimenti che, credo, si porteranno dietro per tutta la vita, perché rappresentano l’essenza di una filosofia artistica e di vita ben delineata che si sposa benissimo con gli insegnamenti didattici che da anni cerchiamo di divulgare nei nostri corsi”.
Gianluca Tantillo
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