Lando si dimette da Ingegneria

Il prof. Marcello Lando, 65 anni lo scorso agosto, alla Facoltà di Ingegneria da 40 anni, dal primo febbraio non è più docente a Napoli ma all’Università privata LUISS di Roma. L’illustre professore va in pensione con 10 anni di anticipo dal Federico II. Ha dunque deciso di cambiare vita? È la domanda che gli abbiamo posto. “No. Nessun pensionamento. Anzi, non ho mai lavorato tanto in vita mia come adesso. Mi sono dimesso con formali dichiarazioni messe per iscritto e con una lettera molto esplicita. Ma non voglio fare polemiche”. “Ho invece l’orgoglio di poter dire che insegno in una Università privata, dove si è chiamati ad insegnare; in un posto dove non si arriva né per raccomandazioni politiche, né per aver portato la borsa a qualche accademico”. Due i corsi tenuti dal professore, in Gestione della Produzione Industriale alla laurea magistrale ed uno analogo alla laurea triennale. In più, come da 15 anni, la docenza al Master in “Sistemi di Produzione”. Andando anche oltre il tetto dei crediti consentiti. Inoltre, mantiene la direzione al Master in Direzione e Gestione di Impresa (MDG) alla Stoà di Ercolano. Che è la rilettura del Master MBA, ma indirizzata ai laureati in carriera, invece che ai neolaureati, come da indicazione nazionale Asfor: “un Master di 1.800 ore per General Manager. Mentre il Master in Business Administration è di ‘almeno 500 ore’, come recita la normativa ed è diretto ai neolaureati”. 
Ma torniamo alla Luiss.  “Non ci sono le folle oceaniche del Federico II, ma il numero chiuso: si lavora su corsi compattati da 35-40 persone, 70 nell’aula master”. In quest’ultima “con laureati di primissimo ordine”. 
“Sono grato
a Trombetti”
Scusi professore, ma con la sua storia e il suo curriculum possibile che nessuno è riuscito a farle cambiare idea? “Sono grato al Rettore, prof. Guido Trombetti, per il quale ho grande grande rispetto, per avermi telefonato ed aver usato parole di stima, e che molto affettuosamente mi ha chiesto di recedere. Gesto e parole che non dimenticherò mai”. Ma niente. “Ho trascorso 40 anni al Federico II, dall’1 novembre 1964. Il mio è stato dunque un gesto molto pensato e riflettuto”. “Rimpiango quello che ho avuto da Ingegneria molti anni fa; non quello che lascio adesso”. Cerchiamo di capire se c’è qualcosa che si è incrinato nella Facoltà o con settori di essa. Il professore risponde:  “non voglio polemizzare”  si riferisce solo ad “un ambito molto ristretto” in cui non si riconosce più. Ma non dice altro. “Conservo un amore profondo al mio Dipartimento”, quello di Progettazione e Gestione Industriale “che mi ha sempre manifestato affetto e simpatia. A loro, anche se da esterno, continuerò a garantire collaborazione e confronto”. Infine “sono molto legato ai miei allievi. Solo a dicembre mi sono giunte ben 10 domande di tesi. È segno che probabilmente ho lavorato bene”. “Ho perciò manifestato disponibilità al Preside a completare gratuitamente, nel 2005, il corso iniziato ad ottobre. Per rispetto degli studenti e perché è il giudizio che ti danno i ragazzi che ti votano ogni giorno, la cosa più gratificante per un docente”. Aggiunge: “ho sempre insegnato a Napoli, anche se in contemporanea – a Napoli e Bari, Napoli e Calabria, Napoli e Roma- ma senza mai lasciare questa città”, a dimostrazione di un legame profondo. Ma evidentemente qualcosa si è rotto. Altro motivo di soddisfazione accademica: “da Roma alla punta della Calabria, ci sono numerosi miei allievi in cattedra. È una delle cose di cui sono molto molto orgoglioso”. 
“Chi non ti è
più amico, non
lo è mai stato”
“Tanti anche i miei laureati, i tesisti: solo 160 in Ingegneria Gestionale” -sui circa 800 scarsi totali, il 20%-. “Anche i professori Raffa, Emilio Esposito e altri dell’area disciplinare, sono stati molto affettuosi con me”. Ma non è servito a fargli cambiare idea. “Ho vissuto con grande turbamento questo distacco. Oggi ne sono molto lieto e soddisfatto”. Solo un dato: “alla Luiss, io e il prof. De Maio (attuale Rettore, ndr) siamo gli unici ingegneri con un numero molto elevato di tesi di laurea, sia magistrali che triennali, a dimostrazione di una grande accoglienza da parte di una delle due –tre più grandi scuole italiane di economia”. “Aggiungo che mi sento piccolo, io, docente, insieme a colleghi che hanno fatto l’Italia”. Lando non ce li dice i motivi dell’abbandono ma evidentemente sono motivi gravi se dopo 40 anni lascia la Facoltà a cui ha legato tutta la vita: dai tempi del CSEI, il Centro di Ricerche economico-ingegneristico fondato dall’indimenticato prof. Luigi Tocchetti, alla direzione del Dipartimento di Progettazione e Gestione Industriale, alla co-fondazione, con il prof. Mario Raffa, del Corso di Laurea di Ingegneria Gestionale, solo per citare qualche iniziativa. Anche perché conclude la nostra conversazione, con una frase di Marco Aurelio estremamente esplicita: “chi non ti è più amico, non lo è mai stato”. Una frase dalle forti implicazioni umane, dolorosa, che lascia ampi spazi di riflessione. 
Paolo Iannotti
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