Laureandi e laureati (smaliziati) incontrano le aziende

Qual è il vero senso dei meeting con le aziende? Perché visitarli se spesso i responsabili degli stand neppure raccolgono i curricula, limitandosi ad invitare a compilare i form sui siti web? E quando invece i curricula vengono raccolti c’è qualcuno che li visiona? Non verranno mica buttati nel cestino subito dopo lo smantellamento di espositori, cartelloni e diapositive? Sono alcune delle domande che affollano la mente dei laureati e laureandi all’assalto degli incontri con le aziende, giovani inevitabilmente disincantati e sempre meno convinti dell’utilità di eventi di questo tipo. L’ultimo che si è svolto tra le aule della Federico II risale allo scorso 4 maggio, quando la Facoltà di Ingegneria ha ospitato una tappa dell’Info-Stage Tour 2005. Info-Stage è una società che fa parte dell’Associazione Leonardo, una realtà non-profit che nasce con l’obiettivo di supportare i giovani, in particolare studenti, nel loro percorso formativo, universitario e professionale. Il Tour tocca tante università italiane e quest’anno è partito da Bologna. “Si divide in due semestri – ci ha spiegato la dott.ssa Valentina Napoli, che si occupa delle relazioni commerciali di Info-Stage- il primo semestre si chiuderà il 24 maggio a Pisa, il secondo partirà a ottobre. Il nostro obiettivo è quello di mettere in contatto il mondo delle imprese e quello dell’università attraverso lo strumento degli stage. Oltre che organizzando giornate come questa, lo perseguiamo offrendo alcuni servizi, primo fra tutti quello di intermediazione attraverso il nostro sito web www.info-stage.it, di cui le aziende si possono servire per pubblicare le loro proposte di stage e i ragazzi per rispondere alle proposte o per candidarsi spontaneamente”. 
Il 4 maggio a Ingegneria erano presenti gruppi di calibro internazionale: Accenture, Alenia, Altran, LeRoy Merlin, Enterprise, GE.S.A.C. . Troppo pochi secondo alcuni laureati, troppo settoriali secondo altri. Da un lato la delusione di chi si aspettava di poter incontrare un maggior numero di aziende, dall’altro quella di chi sperava di trovare qualcuno che fosse interessato ad una laurea in Sociologia o in Lettere. “Sarebbe bello se la Preside Amaturo si attivasse per organizzare questi eventi anche nella nostra Facoltà – dicono Antonella e Roberta, entrambe laureate in Sociologia- Qui i laureati in discipline umanistiche non li prende in considerazione nessuno”. D’accordo anche Daniele, laureato in Lettere, che però non demorde: “i curricula che sto consegnando sono ancora una volta carta straccia, ma meglio non lasciare nulla di intentato”. A quanto pare però oggi giorno neppure gli ingegneri se la passano tanto bene, come testimonia lo stesso Daniele parlando del fratello, laureato in Ingegneria Meccanica da tre anni e attualmente ancora disoccupato. Alla notizia, annunciata dal responsabile del team Alenia durante la presentazione dell’azienda in aula, secondo la quale è prevista l’assunzione di 400 ingegneri per i prossimi due anni, il dottore in Lettere non ha resistito e ha rivelato ad Ateneapoli: “è una vecchia storia, la ripetono sempre ma di assunzioni nemmeno l’ombra, mio fratello ne sa qualcosa”. Il problema sta nel mercato, che negli ultimi anni ha avuto un crollo generale, lo sostengono con forza tre laureati in Ingegneria Elettronica, che al tempo in cui si iscrissero all’università pensavano di aver scelto un settore innovativo e di conseguenza ricco di sbocchi. Alessandro Baiano, Antonio Conte e Vincenzo Marrazzo sono neolaureati e piuttosto giovani per l’età media dei laureati vecchio ordinamento, 26 anni ciascuno. Nonostante questo, stanno trovando grandi difficoltà per inserirsi nel mondo del lavoro. “Il fatto è che l’offerta è tanta e la domanda invariata – dice Vincenzo- Noi siamo sempre qua e le aziende possono sfruttarci alle migliori condizioni per loro”. Vincenzo si rivolge ai suoi colleghi e domanda: “voi avete mai pensato ‘ma chi me lo ha fatto fare di iscrivermi?’. Io ci ho pensato più dopo aver finito gli studi che prima”. I colleghi concordano: anche loro ci pensano spesso. E questo incontro a cosa servirà? Anche a questo pensano. Osserva uno di loro: “allo stand di Altran non raccolgono i curricula, chiedono solo di registrare il proprio nome. Ma noi siamo già tutti schedati! Gli abbiamo inviato i nostri dati tramite internet tante di quelle volte…”. Non sono in pochi a ritenere che i meeting siano solo delle passerelle per le aziende. A spiegare qual è la loro reale utilità sono proprio le responsabili dello stand di una delle società più ambite, Altran, multinazionale francese che si occupa di innovazione tecnologica e che cerca laureati in discipline ingegneristiche a 360 gradi. “In queste occasioni raccogliamo informazioni e ci facciamo conoscere- dicono Ivana Piattelli e Daniela Pala, che fanno parte del team di reclutamento- Curricula cartacei non ne accettiamo, le candidature ci vengono presentate attraverso internet, ciò tuttavia non vuol dire che quest’incontro non serva. Ci interessa far conoscere il nostro brand, diffonderlo il più possibile, ma non solo. Infatti per noi è importante saggiare la qualità e la tipologia di persone che sono presenti su un certo territorio, ed è una cosa che possiamo fare solo in questo modo, non avendo un contatto quotidiano con le diverse realtà territoriali. Inoltre, girando per le università, diamo ai ragazzi l’opportunità di avere un approccio diretto con noi, per chiederci informazioni più nel dettaglio, spiegazioni o addirittura consigli”. Ed è in quest’ottica che nella manifestazione del 4 maggio hanno trovato posto l’iniziativa ‘Prendi un caffè con le aziende’, mirata a permettere un’atmosfera informale durante i colloqui tra candidati e responsabili selezione del personale, e il seminario ‘Come redigere al meglio un C.V.’, affiancato da un servizio di consigli personalizzati sui curricula dei partecipanti alla giornata.
Sara Pepe
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