Lezioni speciali ai corsi di Organizzazione Aziendale

Incontri di formazione e progetti in collaborazione con importanti strutture, ai corsi di Organizzazione Aziendale dei professori Riccardo Mercurio, Gianluigi Mangia e Luigi Maria Sicca. Lo scopo: sviluppare confronti con il mondo del lavoro e organizzazioni caratterizzate da gerarchia, interdipendenza, in cui gestire spesso situazioni di conflitto. 
Il San Carlo, un
modello che
fa scuola
Si comincia il 21 febbraio con l’iniziativa ‘Università è cultura’, evento organizzato dal prof. Sicca con la Fondazione Teatro di San Carlo a cui hanno partecipato circa settecento studenti. In cattedra, a presentare l’azienda teatro, la Sovrintendente Rosanna Purchia con le referenti dell’Ufficio Marketing Emanuela Spedaliere e Francesca Pecoraio. L’obiettivo dell’iniziativa, spiega il prof. Sicca: “sviluppare un osservatorio sensibile all’evoluzione delle principali Istituzioni artistiche del territorio, a partire dal Massimo Napoletano. Una palestra per allenarsi a sviluppare modelli competitivi, visti i livelli di complessità presentati da un teatro d’opera”. Identità e comunicazione, queste le parole d’ordine del lavoro sui Vespri Siciliani, l’opera scelta in onore dei 150 anni dell’unità d’Italia, sui quali gli studenti di Economia Aziendale misureranno le proprie competenze gestionali ed organizzative. Il teatro lirico più antico d’Europa è una macchina formidabile, con una stagione lunga dodici mesi, che consente di svolgere contemporaneamente diverse attività, grazie alle innovazioni tecnologiche apportate al palcoscenico ed ai nuovi spazi ricavati in seguito ai recenti lavori di ristrutturazione. A sostegno di questo investimento materiale, un lavoro capillare di promozione e divulgazione. Un modello che fa scuola, un marchio di qualità ed eccellenza, che ha saputo attirare l’interesse dell’imprenditoria locale e la cui memoria verrà presto raccolta nel museo allestito all’interno di Palazzo Reale. 
Nonostante lo scarso tempo disponibile, al termine della presentazione non sono mancate le domande. Avete pensato di realizzare materiale audiovisivo per portare avanti la memoria del Teatro? (prof. Renato Musto). “È in via di realizzazione la web TV dalla quale ci aspettiamo contributi concreti all’immagine del marchio San Carlo” (Spedaliere). Formiamo ragazzi molto bravi ma non lavorano presso strutture come la vostra. Come si può fare? (prof.ssa Marina Mayrhofer). “Abbiamo tante iniziative rivolte ai ragazzi delle scuole superiori ed una Master Class con l’Università L’Orientale, ma si può fare sempre meglio” (Purchia). Che rapporto ha il San Carlo con il Conservatorio? “Quando la Sovrintendente ci ha raccomandato di curare la formazione, abbiamo stipulato degli accordi con i Conservatori della regione. La formazione comincia a cinque anni” (Spedaliere). La crisi vi ha spinto verso le coproduzioni? (prof. Mangia). “Le coproduzioni consentono di fare economie e di avere degli scambi. È facile essere aziendalisti con il marchio San Carlo, ma è importante chiedere ai coproduttori di realizzare le proprie idee” (Purchia). 
Positivi i commenti degli studenti. “Mi ha colpito la rappresentazione dell’evoluzione del Marketing in base alle nuove prospettive che avrà il mercato e penso che il lavoro sui Vespri Siciliani sarà interessante”, dice Simone Sarraino. “Molto interessante, può essere un modo per avvicinarci al teatro che è in genere poco promosso fra noi giovani. Il dialogo è stato costruito tenendo conto delle tematiche di nostro interesse. Può essere un modo utile per imparare a sviluppare nuovi concetti di Organizzazione Aziendale”, commenta Giuseppe Schiano. “L’incontro ci ha offerto una panoramica sulle cose che affronteremo in futuro”, conclude Luigi Perrino.
L’Arma
raccontata dal
Generale Adinolfi
Vasta eco e interesse mediatico ha suscitato l’evento del 23 febbraio: una lezione del Generale Carmine Adinolfi, comandante della Legione Carabinieri in Campania, promossa dal prof. Mercurio. Fulcro della presentazione, l’organizzazione interna dell’Arma che vanta una presenza capillare su tutto il territorio nazionale, con una spiccata predilezione per le periferie ed i piccoli centri. Una struttura piramidale e gerarchica, che deve gestire all’incirca 110mila unità di personale su tutto il territorio nazionale, all’interno di un apparato complesso, in grado di garantire rapidità decisionale, operatività logistica ed infrastrutturale e controllo, con una molteplicità di competenze e specificità al suo interno. “Competenze, responsabilità e azione di controllo. Sono questi i principi fondamentali da riaffermare con forza in tutte le strutture. Nessuna azienda può funzionare senza, noi abbiamo in più il vincolo della struttura militare”, dice il Generale Adinolfi. I Tanti i problemi da fronteggiare: criminalità organizzata, criminalità comune, immigrazione, droga, sfruttamento minorile. “Nessuno nasce delinquente e bisogna stare molto attenti a non dare mai giudizi affrettati”. Circa 14mila gli arresti effettuati nel corso del 2010. Dal bisogno di confronto e comprensione nascono le iniziative con la cittadinanza, nelle scuole, nelle parrocchie, nelle università, all’insegna del rispetto verso il prossimo, perché “per chi indossa la divisa, il rispetto non è dovuto, è un dovere”. Una capacità di ascolto che si applica anche all’interno: “la gestione del personale viene toccata in modo profondo dalle separazioni familiari. Le norme da sole non bastano. Serve l’etica, nel diritto, nel lavoro, nei rapporti umani, e limitare il culto del protagonismo per riaffermare il culto della persona”. 
Tante le domande della platea. Quali difficoltà crea il coordinamento? (prof. Mangia). “Il coordinamento interno è affidato ad uno staff. Ci chiedono spesso il perché dell’esistenza di tante forze di polizia, ma posso garantire che non ci sono problemi in questo senso, perché si opera sulla base delle indicazioni di un Coordinamento Centrale presieduto dal Ministro, mentre i Comitati provinciali sono presieduti dai Prefetti; in casi di eventi delicati dal punto di vista dell’ordine pubblico, ad esempio le partite di calcio, la gestione è del Questore”. Quando viene scarcerato un boss, la vostra motivazione si riduce? “La motivazione sta in quello che si fa guardando ai problemi come fossero i nostri, perchè l’azione di prevenzione è fondamentale”. In che modo il vostro lavoro è influenzato dall’azione di Governo? “È giusto dare delle risposte di fronte ai casi che generano allarme. Personalmente sono contrario ai processi mediatici ed in Campania ho proibito di dare alla stampa le foto degli arrestati. È una questione di rispetto”. Quali sono i vostri limiti? “Ci sono norme giuridiche, interne. Un’organizzazione complessa non può funzionare senza il rispetto delle regole. Nei casi di emergenza c’è una certa autonomia ma sappiamo come muoverci”. Come mai sono trapelate tante notizie a proposito nei recenti casi di omicidi e sparizioni di ragazze degli ultimi mesi? “Di questi casi non mi sono occupato personalmente, ma in passato ho seguito il caso dell’omicidio di una ragazzina che aveva gli anni di mia figlia. È stata un’esperienza fortemente coinvolgente”.
Tanta la soddisfazione dei docenti al termine dell’incontro. “Abbiamo avuto tantissimi spunti da questo incontro – commenta il prof. Mercurio – L’approccio professionale nello spiegare i meccanismi di un’organizzazione così complessa chiarisce che questa non è un caso, ma frutto della qualità delle persone. C’è molto da imparare da un modello militare ed il contatto è agevolato dalla chiarezza dei suoi obiettivi”. 
Simona Pasquale
- Advertisement -





Articoli Correlati