Maurizio e Chiara: il percorso di due matricole

È molto simile la storia di Maurizio, 19 anni, iscritto al primo anno del Corso di Laurea in “Lingue, Letterature e Culture Comparate”, e di Chiara, sua coetanea, studentessa di “Lingue e Culture Orientali e Africane”. Entrambi hanno studiato quest’anno Giapponese e Inglese, entrambi hanno sostenuto 5 esami con un’unica differenza: Chiara ha deciso che l’anno prossimo non si iscriverà più all’Orientale. “Per studiare Giapponese occorre un ritmo che non riesco a reggere – spiega – Sono pendolare e seguendo tutto il giorno quando poi torno a casa sono troppo stanca”. Chiara, nell’indecisione, ha continuato a sostenere esami anche durante la sessione estiva: “Però non sono andata a fare quello della lingua orientale, non ci ho nemmeno voluto provare”, confessa. La studentessa racconta di aver scelto questo Corso di Laurea perché “Pensavo potesse darmi una buona preparazione, inoltre mi avevano parlato bene dell’ambiente universitario, però non ero convinta. Adesso proverò una Facoltà scientifica, credo di esservi più portata. L’anno scorso temevo di non potercela fare avendo studiato male matematica al liceo”. La ragazza, comunque, ammette di non aver avuto alcun tipo di problema all’Orientale: “I docenti sono bravi e molto preparati e l’ambiente è accogliente. Un po’ mi dispiacerà lasciare tutto questo”. A Maurizio, invece, è sempre piaciuta la cultura orientale. Lui ha già sostenuto con successo l’esame di Giapponese I. “All’inizio del corso, i ragazzi degli altri anni ci scoraggiavano descrivendo le difficoltà insormontabili di quest’esame”, racconta. Anche Inglese per lui è stato una passeggiata: “Me lo aspettavo molto più difficile”. Maurizio ha in programma, per novembre, il suo primo viaggio in Giappone: “Ho deciso di partire per conto mio e non con l’università perché è più conveniente a livello economico. Inoltre, alcuni miei colleghi più grandi mi hanno raccontato di sfide organizzate con università giapponesi ma si parla inglese. Ma che senso ha? Io voglio parlare più possibile giapponese”. Le cose negative del corso? “Gli otaku – risponde – Cioè quelle persone che studiano la lingua solo perché leggono i manga e a lezione fanno casino e danno fastidio”. 
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