Meccatronica: soddisfatti e ottimisti gli studenti del Corso

Pratica, novità e tanta speranza: ciò che il nuovo Corso specializzante in Ingegneria Meccatronica offre agli studenti. Sono una trentina gli allievi che vedranno assecondare e sostenere la propria curiosità e voglia di conoscenza da questo innovativo progetto nato da un gemellaggio tra la  Federico II e l’Università di Bologna. Motivati dall’obiettivo del Corso, ovvero formare un profilo professionale di ingegnere junior in tre anni ed affiancare alla didattica in aula una formazione esperienziale basata sulla pratica, gli studenti si mobilitano anche da aree distanti da Napoli. Infatti, nonostante la sede si trovi a San Giovanni a Teduccio, sono molti gli studenti che arrivano da Avellino, Salerno o Caserta, come la matricola Daniele Quarto che ci tiene, però, a precisare: “il complesso è facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto ed è sicuramente in una zona più comoda rispetto alle sedi di Piazzale Tecchio e Monte Sant’Angelo”.
Tra gli iscritti, non solo le “matricole” che hanno intrapreso il primo anno accademico, ma anche qualcuno che ha scelto di tentare un nuovo percorso non avendo avuto fortuna negli anni passati. “La maggior parte degli studenti  è venuta a conoscenza del Corso attraverso il bando di selezione al test di valutazione, pubblicato e pubblicizzato dal sito di Ateneo. Il restante è stato adeguatamente informato dai propri professori che si sono impegnati nel diffondere la notizia”, spiega Gaetano Spiezio. Matricole o meno, una cosa è certa: ciò che attrae i ragazzi è soprattutto il metodo di studio innovativo. È proprio Gaetano che, facendosi portavoce dell’intera classe, afferma: “La struttura moderna che ci accoglie, i professori gentili e disponibili e il metodo di studio adottato differenziano questo nuovo Corso dagli altri. Per ogni lezione ci sono infatti ben due ore di pratica incentrate sul ‘problem solving’, in cui i professori si impegnano nel farci lavorare a gruppi affinché si stabilisca un rapporto di collaborazione e solidarietà che dovremmo poi ritrovare in futuro nel mondo delle industrie”.
Sono davvero tante le aspettative nutrite dai ragazzi. Vincenzo Nastro, il primo in graduatoria ai test, ad esempio, si augura che alla fine dei tre anni “i professori siano riusciti a ‘trasformarci’ in figure professionali ampiamente richieste e subito immettibili nel mondo del lavoro perché è quello che desideriamo un po’ tutti”. In programma, oltre alle materie di studio, “ci saranno dei tirocini con delle aziende da svolgere durante i vari semestri che speriamo possano offrirci delle vere e proprie opportunità”. 
Gli studenti, a fine percorso, dovrebbero essere pronti ad affrontare da subito la sfida del mercato del lavoro. “Penso che al termine degli studi, per ciò che il Corso ci offre e per come si sono presentate le prime lezioni, potremo definirci degli ingegneri junior”, è la previsione di Martina. 
Elisabetta Rota
- Advertisement -




Articoli Correlati