Medicina il 19 vota il Preside

Si voterà giovedì 19 maggio, dalle ore 10.00 alle 14.00, nell’Aula Magna “Gaetano Salvatore”, per eleggere il nuovo Preside di Medicina, dopo i sei anni di Armido Rubino. Al voto saranno chiamati in 334: 142 professori ordinari, 142 associati, 39 ricercatori, 7 studenti e 4 del personale tecnico-amministrativo. Candidati, un chirurgo, il prof. Giovanni Persico, 61 anni, uomo dal lungo curriculum nel governo dell’ateneo (tra l’altro è stato Presidente dell’Azienda Ospedaliera Policlinico), ed un biochimico, il prof. Vincenzo Macchia, 66 anni, studioso di fama internazionale, signore di altra epoca (come se ne iniziano a vedere pochi in giro), uomo di scienza, molto attento agli studenti ed alle loro esigenze, molto meno esperto di politica accademica e di governo, si definisce infatti un “non politico”. In una Facoltà che negli anni ha perso un po’ delle sue certezze e del suo ruolo, sotto i colpi anche di una serrata competizione da parte di strutture ospedaliere ed Asl, è diventata, per molti docenti, determinante la ricerca di certezze, la capacità di relazioni istituzionali, insomma il saper fare cassa, più che i sogni e il richiamo ai sani principi ispiratori della disciplina, che pure nel prof. Persico sono in parte presenti. In tal senso, la candidatura del prof. Macchia è data in svantaggio, con Persico che potrebbe raggiungere anche il 70-75% dei consensi. -Lui sorride e si schernisce: “i colleghi debbono votare in assoluta libertà e secondo le storie personali dei candidati”-. Del resto, all’atto della sua candidatura, proprio in una intervista ad Ateneapoli dello scorso 12 novembre, il prof. Macchia riconosceva di essere in forte svantaggio, ma si diceva “contrario a maggioranze bulgare” e motivava la sua discesa in campo come “la necessità di ridare passione, entusiasmo a quanti lavorano nell’Università, ai troppi che la passione l’hanno persa, con una attenzione primaria ai giovani: presente e futuro delle nostre università”. Macchia auspica inoltre “non il tempo pieno, ma il tempo completo”, idea che ai troppi docenti che svolgono anche la libera professione non piace affatto, anzi è fumo negli occhi. “Qualità e passione” il suo spot elettorale. Insieme ad un pericolo che intravede: “una strisciante ospedalizzazione, una Facoltà troppo attenta all’essere struttura assistenziale e azienda più che ai suoi scopi fondanti: essere momento alto di formazione e di ricerca”.
“Senza fondi, senza tecnologie e senza assunzioni non si va da nessuna parte” sostengono invece gli elettori del prof. Persico di cui apprezzano il senso pratico, “le decisioni rapide”, la scaltrezza del politico accademico. “Identità e concretezza” afferma Persico. Ovvero: anche le idee debbono avere gambe solide per poter camminare. Il seguito che lo circonda ormai da mesi nei dibattiti cittadini come in quelli di facoltà, dimostra più del necessario le previsioni della vigilia. Persico conferma e rassicura anche di un cambiamento delle relazioni fra Medicina e rettorato, al punto di farne uno dei punti centrali del suo mandato: “necessita una sintonia con il governo centrale dell’ateneo. Il che non significa cedere di indipendenza, ma, per le peculiarità di Medicina e del Policlinico, non si può che ricercare insieme, in sintonia, le soluzioni necessarie ai nostri problemi. Perciò occorre saper colloquiare con l’Azienda Policlinico come con l’Amministrazione Centrale”. Questo scollamento dai due centri decisionali, in molti ritengono abbia danneggiato la facoltà più del dovuto e dunque oggi in tanti sembrano disponibili anche a limitazioni di sovranità, in cambio di maggiori certezze. I fondi “però bisogna anche cercarli altrove, utilizzando al meglio le nostre professionalità” e con “un atteggiamento manageriale del Preside”.
Per il prof. Macchia si profila dunque una onorevole sconfitta elettorale, con “apprezzamento e stima” come affermano in molti. Molto onorevole se dovesse raggiungere un 25-30% di consensi. E Macchia già pensa ad una “opposizione costruttiva” in Consiglio di Facoltà, “contro la disaffezione di tanti, troppi, colleghi e ricercatori (molti anche ultra cinquantenni, ndr)”. Per portare avanti l’idea fondante di “una Università che è prima di tutto luogo di formazione”. “Questa competizione mi ha soddisfatto, comunque vada; anche se spero ancora nel segreto dell’urna”. “Il mio scopo comunque è riuscito: rompere l’unanimismo, che a me non piace, e portare avanti un confronto fra due idee di università. Idea che intendo continuare a portare avanti nel nuovo Consiglio di Facoltà”.
Al decano, il prof. Salvatore Auricchio, l’onere di presiedere alle operazioni di voto. Se il Preside non dovesse essere eletto al primo turno, appuntamenti successivi il 23 maggio e l’8 giugno. (P.I.)
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