Microeconomia, si recupera

Mancano ancora quaranta minuti all’inizio della lezione, ma l’aula A1 di Monte Sant’Angelo è già gremita in ogni ordine di posto. Un evento straordinario se si pensa che è il 13 settembre e l’università, nonostante le prove di ammissione e le prime sessioni d’esame, appare ancora sonnolenta dopo la pausa estiva. Ma per gli studenti di Economia questo è l’inizio di una straordinaria occasione per rimettersi in carreggiata e recuperare il tempo perso. Sta, infatti, per iniziare la prima lezione del corso di recupero di Microeconomia, la materia più impegnativa del primo anno, soprattutto da quando le riforme universitarie hanno contratto i tempi e moltiplicato gli esami. Il corso è, infatti, rivolto agli studenti in ritardo, iscritti per lo più alle vecchie lauree triennali e quadriennali. 
“C’è voluto tempo ma alla fine, anche grazie all’impegno della Facoltà, siamo riusciti ad ottenere il corso”, sottolinea Michele Coppola, presidente del Consiglio degli Studenti. In aula, prima dell’inizio, c’è anche la prof.ssa Rosalba Filosa Martone. La docente, che per mesi ha coordinato un gruppo di lavoro dedito al monitoraggio e tutorato, raccogliendo le richieste degli studenti e registrando le loro difficoltà, commenta: “Sono molto contenta di verificare che la risposta dei ragazzi è positiva, ci incoraggia molto”. Il corso, che si concluderà entro la fine di ottobre con le prove finali, è affidato al prof. Iacopo Grassi, ricercatore di Economia Politica alla Facoltà di Scienze Politiche: “per i ragazzi un’opportunità. L’occasione di affrontare un esame difficile, potendovisi dedicare quasi esclusivamente. Oserei definirlo un pasto gratis, ma l’esame non sarà regalato. In tutte le Facoltà di Economia del mondo, se non si supera Microeconomia al primo anno non ci si può iscrivere al secondo. È come non fare Anatomia a Medicina”. Il programma è quello ufficiale, per ulteriori approfondimenti è possibile trattenersi più a lungo il mercoledì pomeriggio.
Gli studenti
“Richiede
dedizione”
Ma sentiamo le storie degli studenti ed i loro consigli per le neo-matricole. “Al primo anno ho lasciato il corso dopo un mese perché non sono riuscita a conciliare i ritmi di studio con le lezioni delle altre materie”, ricorda Angela Migliaccio, iscritta al terzo anno di Economia Aziendale. Con il senno di poi, la studentessa, però, raccomanda ai suoi colleghi più giovani di sostenere subito Microeconomia: “se in un anno si dà anche solo questo esame, si sta già avanti”. In tanti sono stati costretti ad analoghe valutazioni. Non riusciva a conciliare la frequenza di Microeconomia con quella di altre discipline ed ha scelto di dare quanti più esami possibili  Alfonso Prisco, ma ora – dice – “arrivato al terzo anno, non posso più rimandare Microeconomia”. Le basi di Matematica fanno la differenza ma non tutti le hanno “così forti da consentire di sviluppare tutti i tipi di applicazioni e derivate, anche quelle composte o di secondo grado. Il corso di Matematica del primo semestre fornisce una buona preparazione, ma non arriva a questo livello. In realtà, questa materia si affronta meglio quando si è più maturi e si sono compresi meglio i meccanismi universitari”, sottolinea Alessio D’Apuzzo, studente di Economia Aziendale, al quale, come molti altri suoi colleghi, mancano solo tre esami alla fine: Microeconomia, per l’appunto, e i due cui era, nel vecchio ordinamento, propedeutico, Macroeconomia e Scienze delle Finanze. Nella stessa situazione anche Luigi Fantini: “all’inizio in tanti consigliano di rimandare Microeconomia dopo altri esami. Anche il sovraffollamento delle aule, in cui non si riesce nemmeno a trovare un posto a sedere, può scoraggiare. Invece, si deve seguire fin dall’inizio con attenzione, perché il metodo si acquisisce con il tempo”. “Non ho mai affrontato questa disciplina ‘di petto’. Mi sono fatto scoraggiare dalla Matematica ed ho cominciato a dare altri esami”, confessa Tommaso Pietroluongo, primo anno fuori corso ad Economia Aziendale. Angelo Bordino, primo fuori corso ad Economia e Commercio, consiglia di “dedicarsi completamente, per tre o quattro mesi, a questa materia. In generale, credo che la cosa migliore sia dare subito gli esami più difficili”. Raffaele, studente di Economia Aziendale, raccomanda caldamente: “non date credito alle voci sui docenti. Al primo anno ho prestato ascolto a chi sosteneva che i professori di questa materia sono tremendi e, fino ad oggi, non ho mai seguito il corso. Se tornassi indietro mi comporterei diversamente”. “La disciplina è interessante, ma richiede totale dedizione. Posti di fronte alla scelta fra superare un solo esame o più d’uno, tanti studenti preferiscono la quantità, evitando di perdere una sessione”, aggiunge Pio Piscitelli.
Simona Pasquale                                                            
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