Molti promossi a Istituzioni di Diritto Romano e Costituzionale

Ancora esami per gli studenti di Giurisprudenza. Impegnati tra prove scritte e colloqui orali, non sembrano tuttavia particolarmente preoccupati. Istituzioni di diritto Romano è uno dei primi esami con cui i neo-iscritti si confrontano. “E’ il mio primo esame e devo ancora abituarmi a carichi di lavoro così diversi da quelli del liceo”, afferma Luca Cimmino, che aggiunge: “per superare questo esame bisogna studiare bene il manuale, in particolare i Legati, le Obbligazioni e la Rappresentanza”. Dello stesso parere Maurizio Davidde: “l’esame non è affatto difficile, infatti la percentuale di bocciati è stata bassissima. Le domande più frequenti: il Processo Formulare e gli Elementi Accidentali, ma bisogna essere preparati su tutto”. Maria Luisa elogia in particolare la disponibilità dei docenti: “arriviamo all’esame senza incertezza alcuna. Durante il corso, i professori sono disponibilissimi e se c’è qualche problema di comprensione anche al ricevimento sono pronti a rispiegare. Bisogna prestare attenzione soprattutto al Testamento e alle Obbligazioni, ma il manuale è scritto in maniera molto semplice ed è difficile non superare questo esame”. Non tutti sembrano, però, dello stesso parere. Pietro De Felice è uno tra quelli che l’esame non l’hanno superato: “è bastato fare un po’ di confusione parlando della Costituzione di Giustiniano e l’assistente del professore non ci ha pensato su due volte a bocciarmi. Pazienza, sarò più attento la prossima volta”. L’esame di Diritto Costituzionale è uno dei capisaldi dello studio giuridico, eppure anche in questo caso non sembrano esserci particolari problemi per gli studenti, eccezion fatta, ovviamente, per la mole consistente di lavoro. “Per agevolarci, il professore ha diviso l’esame in due parti: abbiamo sostenuto prima una prova scritta durante il corso ed oggi abbiamo sostenuto un colloquio orale solo sulla seconda parte del programma; se non si supera la parte scritta, bisogna sostenere l’orale su tutto il programma”, specifica Ilaria Sergio. Angela Franco elenca gli argomenti più richiesti all’esame: “bisogna prestare particolare attenzione alla Corte Costituzionale, i Diritti di Libertà e le Sentenze. Se si arriva preparati, non c’è bisogno di aver timore di nulla: oggi, ad esempio, siamo stati tutti promossi”. Teoria confermata da Santa Pepe: “l’imperativo per questo esame è ‘studiare’, soprattutto se si segue il corso, poi non ci dovrebbero essere problemi perché il professore spiega in maniera molto lineare. Posso solo consigliare di approfondire alcuni argomenti, come Corte Costituzionale, Questione di fiducia e, ovviamente, studiare tutti gli articoli”. Per Maria Serena Riccio, la difficoltà maggiore è stata “ricordare tutto! Forse l’unica vera grande difficoltà di quest’esame, oltre alla complessità della prova scritta che abbiamo sostenuto durante il corso”. Maria Grazia Nappa conferma: “la percentuale di bocciati oggi è stata praticamente nulla e le domande hanno riguardato soprattutto la Giustizia Costituzionale e Diritti e Libertà. In definitiva, nonostante la quantità e la complessità dell’argomento, è un esame che si può superare studiando”. Per concludere, Storia del Diritto Medievale e Moderno, che sembra essere un esame molto amato dagli studenti. “Sono state delle letture molto piacevoli – afferma Caterina De Monaco – Noi studenti non frequentanti abbiamo dovuto studiare oltre al manuale anche il ‘Dialogo del Metodo’ di Feyerabend, ma sia il professore che gli assistenti ci hanno messi perfettamente a nostro agio”. Non frequentante anche Laura Coppola: “beh, il saggio di Feyerabend non era semplicissimo ma, nonostante ciò, i bocciati si possono contare sulle dita di una mano. Per quanto riguarda gli argomenti, invece, consiglierei di prestare particolare attenzione all’Assetto della Costituzione Inglese e alle Autonomie Localiste”. “Le riforme dello Stato Borbonico sono state un argomento molto richiesto, ma bisogna assolutamente studiare tutto e molto dettagliatamente: i professori hanno posto molte domande specifiche”, afferma Tommaso Bellotta.  “La cosa più importante è studiare in maniera critica; è un esame molto “filosofico”, se così si può dire; a me, ad esempio, è stato chiesto di articolare un discorso sul passaggio dal Gubernaculum alle Rappresentanze: devo dire che, forse inaspettatamente, mi è piaciuto molto quest’esame ma, a giudicare dalla bassa percentuale di bocciati, non sono l’unico”, afferma Giulio Migliaccio. Studio e passione per gli argomenti, quindi, sono la sola ricetta per superare tutti gli esami, anche quelli all’apparenza impossibili.
Anna Verrillo
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