Musicologi a convegno sulla canzone napoletana

“La canzone, il mare” sarà il tema dell’incontro di studi che il Centro Studi Canzone Napoletana della Fondazione Roberto Murolo sta organizzando per il 3 giugno nell’Aula Piovani della Facoltà di Lettere. “E’ un argomento che piace a tutti, non solo agli studiosi”, sottolinea il prof. Enrico Careri, romano, classe 1970, Direttore del Centro Studi e docente di Musicologia e Storia della Musica nei Corsi di Laurea in Cultura e amministrazione dei Beni Culturali, Archeologia e Storia dell’Arte. “La musica napoletana è diffusa in tutto il mondo ma gli studi esistenti sono caratterizzati da una struttura agiografica molto poco scientifica – spiega – Abbiamo concentrato il discorso sul tema del mare di cui la canzone napoletana parla tantissimo”. Careri ha invitato musicologi di tutt’Italia ad intervenire all’incontro. Gli argomenti trattati spaziano dalle composizioni di De Andrè e Gino Paoli alla chanson francese, dall’opera europea ottocentesca alla musica brasiliana e quella cambogiana.
Dopo i saluti del Preside Arturo De Vivo, il prof. Careri introdurrà i lavori facendo un excursus del rapporto tra l’uomo e il mare: “Fino a tempi recenti il mare incuteva paura. Basti pensare al ‘mare amaro’ e al ‘marinaio che muore in mare’ ricorrenti nei Malavoglia. Poi negli anni ‘60 la percezione è cambiata: la spiaggia è diventata il luogo della villeggiatura, del riposo”.
Oltre ai musicologi Marina Mayrhofer, Giovanni Giurati, Massimo Privitera, Alessandro Sinopoli, Giorgio Ruberti, Sebastiano Ferrari, Claudio Cosi, Serena Facci e Stefano Lavia che farà lezione con la chitarra imbracciata, vi sarà un intervento di una storica dell’arte, Mariadelaide Cuozzo, che si soffermerà sul mare come topos iconografico della canzone napoletana. In programma anche la proiezione di due documentari: uno di Francesco Giattanasio sui canti dei pescatori di Chioggia e l’altro di Simona Frasca incentrato su interviste raccolte tra Napoli e New York. La giornata di studi terminerà alle 18.00 con un recital di canzoni marinaresche di Carlo Missaglia, uno dei massimi interpreti della tradizione musicale partenopea che ha avuto il merito di farla conoscere in tutto il pianeta. All’evento parteciperà anche la Lega Navale di Napoli che il giorno 4 condurrà i relatori in barca a vela a vedere dal mare la mitica “fenesta di Marechiaro”.
“Ho cercato di invitare soprattutto musicologi giovani – afferma Careri – Con loro stiamo lavorando per realizzare studi di livello scientifico per colmare la lacuna esistente sulla canzone, soprattutto su quella napoletana. Chi ha scritto finora l’ha fatto da appassionato non da studioso”.
Il docente invita gli studenti a partecipare numerosi all’iniziativa: “Si parlerà di un repertorio musicale che tutti conosciamo, di cantautori come De Andrè. Le sue non sono canzonette”. Quale è la differenza tra canzoni e canzonette? “E’ una bella domanda… – risponde e ci pensa su – ‘Era de maggio’, per esempio, è senz’altro un’opera d’arte: è rivolta a tutti ma è godibile anche dai più raffinati cultori della musica classica. Finalmente professori molto seri si sono avvicinati a quella che per lungo tempo è stata considerata una composizione musicale di serie b”.
Manuela Pitterà
- Advertisement -





Articoli Correlati