ochi fondi? Al Sud i problemi si superano con l’inventiva

“Le nostre fonti di finanziamento sono imputabili ai classici progetti PON (Programma Operativo Nazionale) e POR (Programma Operativo Regionale), ai progetti HORIZON 2020, il Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione, e a quelli classici del MIUR, i PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale). A queste fonti tipiche accedono i nostri docenti e ricercatori, lavorando su diverse branche di ricerca”, spiega il prof. Giorgio Budillon, Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università Parthenope. Da tanti anni il Dipartimento collabora con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) “da cui riceviamo fondi per la ricerca” e con l’ESA, agenzia internazionale fondata nel 1975 e incaricata di coordinare i progetti spaziali di 22 Paesi europei. “Da lungo tempo – continua il prof. Budillon – siamo vincitori di progetti finanziati dal PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide). Proprio in questi giorni alcuni dei nostri ricercatori stanno partendo per l’Antartide, studieranno i cambiamenti climatici”. Un Dipartimento con tante ricerche in settori scientifici interessanti ha buone possibilità di trovare fondi privati. “Abbiamo un conto terzi su ricerche applicate, finanziate da soggetti esterni”. Poi il Direttore individua fra le ricerche di punta: il Progetto con l’Antartide per le previsioni meteorologiche ed il Progetto per il controllo del traffico marittimo e di qualità dei natanti. Quest’ultimo è collegato ad un forte interesse sia didattico che per la ricerca”. Sempre nell’ambito marittimo, a tal proposito, il Corso di Laurea Triennale in Conduzione del Mezzo Navale ha ottenuto un certificato di eccellenza. “Non parliamo proprio di eccellenza. Il Corso rispetta le norme del ISE/900 e ha ottenuto il ‘bollino’ per poter essere espletato in Dipartimento. Questo tipo di laurea è molto concreta, siamo in stretto contatto con gli armatori e il mondo esterno che ci supporta”. Il Corso di Laurea è andato così bene che per il prossimo anno si prevede di estendere il numero chiuso. “Dalle 20 unità dovremmo passare ad accogliere 50 nuovi iscritti ogni anno. Non ci aspettavamo un simile boom. Il percorso, articolato in due curricula, ufficiale di macchina e ufficiale di coperta, ha registrato il tutto esaurito. Dobbiamo tener conto di questi risultati e prevedere di accontentare gli studenti che ne faranno richiesta”. Un’altra nota di merito arriva sempre dall’ASI: la prof.ssa Alessandra Rotundi, astrofisica spaziale e professore ordinario del Dipartimento, responsabile di Giada, uno degli 11 strumenti montati a bordo della sonda Rosetta, missione spaziale iniziata con il lancio del 2004 e terminata nel 2016, “è stata nominata nella Commissione Ministeriale che a sua volta nominerà i Presidenti di alcuni enti italiani. La prima nomina è stata proprio quella afferente all’ASI. La prof.ssa Rotundi è insieme a me anche nella Commissione ministeriale per l’Antartide. Come si evince, di progetti d’eccellenza ce ne sono tanti, anche al Sud”.
Un Centro di 
Previsione Meteo 
Marino-Ambientale
Il divario Nord – Sud per quanto riguarda la ricerca è frutto solo di una falsa credenza? “Il linea di principio certe differenze ci sono, ma sono dovute al tessuto sociale in cui sono immerse le ricerche. Le Università del Nord interagiscono con le industrie più di frequente, ciò non vuol dire che al Sud non ci siano possibilità o studi di qualità”. Il problema risiede nei servizi: “che al Nord sono migliori e quindi le ricerche diventano più appetibili, soprattutto per i collegamenti con il mondo del lavoro. Non dimentichiamo che molti docenti che fanno ricerca al nord sono del Mezzogiorno. Purtroppo la fuga verso realtà migliori è innegabile. Migliori non per qualità, ma solo per collegamenti diversi”. Come si fa a trattenere i ricercatori? “Da sempre i Ricercatori fanno progetti e richieste, è un continuo. Dal nostro canto cerchiamo di lavorare su un certo numero di essi trovando i finanziamenti. Ad esempio, stiamo lavorando su un Centro di Previsione Meteo Marino-Ambientale: la Regione aveva promesso di finanziarlo 15 anni fa ma non l’ha mai fatto”. Di necessità virtù: “Sosteniamo il progetto con risorse interne, recuperando fondi. Stiamo cercando di renderlo auto-finanziato attraverso commesse esterne: facciamo previsioni meteo per circoli nautici, abbiamo lavorato per la Coppa d’America. Insomma, ci rendiamo autonomi. Il vantaggio del Sud: possedere un’inventiva imparagonabile”. 
Susy Lubrano
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