Ordinamenti, si decide entro il 18 febbraio

Adeguarsi. È la parola d’ordine negli Atenei italiani, dopo l’approvazione della riforma. Primo passo, rientrare nei parametri di sostenibilità indicati nel Decreto numero 17 del 22 settembre per il quale, a fine anno, il Ministero ha improvvisamente ristretto i tempi di attuazione, anticipandoli all’inizio del prossimo anno accademico. Contestualmente, il Ministero ha posticipato al 31 marzo la presentazione degli ordinamenti – la scadenza interna alla Federico II è, invece, fissata al 18 febbraio. È con queste notizie che si è aperto, il 17 gennaio, ad Economia il primo Consiglio di Facoltà dell’anno. “Per quanto ci riguarda, il punto è il rispetto degli ordinamenti e dei regolamenti che da questi scaturiranno”, spiega il Preside Achille Basile invitando i Presidenti dei Corsi di studio a riunirsi per avanzare delle proposte di riordino. “I regolamenti potrebbero anche restare invariati ma si dovrebbe specificare che alcuni insegnamenti hanno valore, in termini di crediti, pari a zero”, precisa il Preside. In ottica studentesca, la prima rilevante conseguenza sarebbe una drastica riduzione, se non addirittura eliminazione, degli insegnamenti in alternativa. Più in generale se i RAD -Regolamenti didattici d’Ateneo – relativi ad un Corso di Laurea non seguiranno le indicazioni ministeriali, questo non sarà operativo. “Come faremo a scrivere degli ordinamenti senza sapere se avremo o meno tutti i Corsi di Laurea? Dovremmo ragionare sulle materie”, insistono da più parti, ma la questione sembra essere marginale. “Avere un ordinamento conforme al Decreto 17 non significa renderlo attivo. Si può istituire ma non attivare, in attesa che ci siano le risorse. Così non si incide sul rispetto dei requisiti minimi, perché il Decreto prevede che requisiti minimi e percorso formativo siano aspetti fra di loro correlati ma non direttamente collegati. Allo stato attuale non possiamo lasciare invariata l’offerta formativa, con questi numeri di studenti”, insiste ancora Basile. Intanto, in Ateneo, Presidi e delegati alla didattica stanno svolgendo una ricognizione per sondare tutte le possibilità di prestiti di personale docente, in modo da impattare il meno possibile sui numeri programmati che appaiono, ormai, inevitabili. Apertura di nuovi bandi, attribuzioni di supplenze e contratti integrativi (da segnalare la richiesta esplicita di ulteriori esercitazioni di Microeconomia nel secondo semestre) completano i lavori di un Consiglio interlocutorio, in attesa di nuovi sviluppi.
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