Orientamento al lavoro per i laureati in CTF, riparte il progetto Sofion

Sono pronti ai blocchi di partenza i partecipanti al terzo ciclo di attività di SOFION-CTF, un percorso di orientamento, formazione ed avviamento al lavoro per i laureati in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, nato dalla collaborazione tra la Facoltà di Farmacia e la Provincia di Napoli. “Ventidue ragazzi hanno avuto l’opportunità di formarsi e muovere i primi passi nel mondo del lavoro. I neo-laureati spesso ignorano le diverse figure professionali che possono ambire a ricoprire nelle aziende del campo chimico-farmaceutico. Sofion-CTF è nato proprio per offrire loro una panoramica delle diverse strade percorribili e per prepararli alla scelta, non solo rafforzando e ampliando le competenze teorico-pratiche ma sperimentandosi sul campo”, spiega la prof.ssa Maria Grazia Rimoli, coordinatrice del progetto, soddisfatta dei risultati ottenuti sinora. L’iter del programma prevede, infatti, una prima parte seminariale di orientamento e formazione che si svolgerà i primi tre sabato mattina di aprile, una serie di esercitazioni e di visite studio alle realtà produttive nel mese di maggio ed un tirocinio semestrale in un’azienda del settore.  I posti disponibili quest’anno sono 10. Per inoltrare la domanda di partecipazione c’è tempo sino al 25 marzo. “Abbiamo posticipato la scadenza per consentire di accedere alla selezione anche a coloro che si laureeranno a marzo – afferma la Rimoli – In Segreteria sono già arrivate diverse richieste. Selezioneremo i candidati tenendo conto del voto di laurea ma soprattutto della motivazione”.
Tutti attivi sono i ragazzi che hanno preso parte alle precedenti edizioni. C’è chi, come Marianna Moscaritolo, ha ottenuto subito un contratto a tempo indeterminato alla Panpharma, l’azienda presso cui aveva svolto il tirocinio, e chi ha avuto un percorso meno lineare. Antonio Turtoro, per esempio, racconta: “Dopo aver prolungato lo stage con rimborso spese per ulteriori sei mesi presso la sede dell’Angelini di Ancona, mi è stata offerta la possibilità di una sostituzione di maternità presso la sede di Pomezia dove lavoro tutt’oggi.  Ho un contratto a tempo determinato che scadrà a giugno”. Veronica Maddaloni da gennaio ha preso servizio nel reparto del controllo di qualità della La.Fa.Re, un’azienda farmaceutica di Ercolano: “Per un mese ho fatto l’informatrice scientifica remota per la Merqurio Pharma. Mi avevano anche offerto un contratto a progetto di quattro mesi ma ho deciso di cambiare perché ritengo la posizione di analista chimico alla La.Fa.Re più vicina alle mie inclinazioni”. Dopo un prolungamento semestrale con rimborso spese alla Bristol di Sermoneta, Edy Vastano oggi risiede a Firenze: “Sto seguendo un Master a Pisa in Attività Regolatorie e collaborando con la Menarini. Una gran bella esperienza…”. Anche Federica Tramontin ha optato per un prolungamento semestrale del tirocinio e rimborso spese ma alla ACRAF di Ancona. Ora lavora nel reparto di quality assurance della Kedrion di Sant’Antimo, un’azienda di emoderivati: “Ho trovato qualcosa qui a Napoli e mi ritengo fortunata. Ho un contratto a tempo determinato. A maggio scade e non so se verrà rinnovato. Speriamo bene!”.  Adriana Fichera ha collaborato con la USP di Pomigliano D’Arco ed oggi opera come informatore medico scientifico per la Infotech logistica di Casandrino: “E’ un’azienda che gestisce in tutto il Sud Italia una rete di informatori per la “Marco Antonetto Farmaceutici” di Torino. Ho un contratto enasarco e frequento corsi di aggiornamento organizzati dall’azienda. Per poter migliorare la mia posizione lavorativa sto seguendo un corso di inglese”. 
I laureati hanno preso strade differenti ma concordano tutti sull’utilità del percorso formativo. “Per la prima volta ho visualizzato la mappa delle aziende farmaceutiche esistenti sul territorio, ho capito in cosa sono specializzate. Finché sei all’Università non ne hai la più pallida idea”, afferma Adelaide Maria Grazia Terracciano che collabora con la Merqurio Pharma sin dalla fine del suo tirocinio, nel dicembre 2009. Giovanna Verrengia opera con un contratto a progetto come analista di laboratorio alla I.C.I. di Cellole, l’azienda dove ha svolto il tirocinio. “Ho imparato guardando gli altri – racconta – Sin dall’inizio mi sono stati affidati compiti di cui dovevo dar conto alla fine della settimana. A volte ero sola e dovevo procedere lo stesso. Essere costretta a sbrogliarmela senza chiedere aiuto mi è servito tantissimo”. 
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