Più dialogo con i docenti, aule studio, diario d’esami annuale

Idee chiare, buone intenzioni e tanto entusiasmo cui, speriamo, farà seguito una costante presenza in Consigli e Commissioni. La parola a due nuovi rappresentanti degli studenti in Consiglio di Facoltà. 
Si propone di intensificare la battaglia contro il caro- libri Fabrizio Cappella, eletto nelle fila di Confederazione. Un tema molto sentito dalla sua lista. “Ritengo sia una cosa molto importante, soprattutto per gli studenti meno abbienti che hanno difficoltà a comperare i testi d’esame”. Un’altra questione: “le barriere architettoniche ancora esistenti. Ad esempio occorre trovare un sistema per aggirare quelle odiose pedane sulle quali si deve salire per andare a conferire con la commissione d’esame allo stesso modo; occorre consentire a tutti di utilizzare lo scalone Minerva, tuttora sfornito di qualunque facilitazione per disabili”.  La didattica: “il 3+2 ha cambiato molte carte in tavola. Ormai è tutto nuovo, nuovi i ritmi di studio e nuove le esigenze degli studenti. Sinceramente vorrei sensibilizzare i docenti sulla questione delle prove pratiche, delle simulazioni processuali e quant’altro, strumenti che già in passato si sono rivelati utilissimi e che, credo, andrebbero potenziati, soprattutto alla specialistica. Il laureato in Giurisprudenza deve uscire dalla Facoltà con delle cognizioni anche pratiche, non solo teoriche, altrimenti sul mercato del lavoro sarà spacciato”. Ancora: “non bisogna dimenticare il necessario adeguamento dei programmi di studio ai crediti degli esami corrispondenti”. Propone un diario d’esami annuale: “anche se la riforma ha introdotto il sistema corsi-esami, credo che sarebbe utile avere un diario fissato per tutto l’anno. Così lo studente potrebbe, a ragion veduta, programmare i suoi impegni per l’intero ciclo accademico. Forse sarebbe una soluzione comoda anche per i docenti”. Un ultimo appunto sulle strutture: “credo che Giurisprudenza sia messa abbastanza bene, in fin dei conti abbiamo tre belle sedi. Purtroppo non tutte hanno a disposizione dei veri e propri luoghi di aggregazione per gli studenti. Eccezion fatta per la buvette di via Porta di Massa e per il bar nel cortile della sede Centrale, a via Nuova Marina, per esempio, non c’è nulla. In un momento storico in cui la frequentazione assidua dei corsi è forse al top sarebbe bello offrire ai ragazzi più strutture per il relax, magari anche senza il bar. Così li si invoglierebbe ancora di più a vivere l’Università quotidianamente”.
Luigi Langella, eletto nelle liste di Sinistra, ha deciso di candidarsi, con l’esperienza di quattro anni trascorsi in Facoltà, “innanzitutto per porre rimedio ad uno dei problemi che ritengo centrali, la mancanza di rapporti tra studenti e docenti. Penso che i professori di Giurisprudenza siano una casta ancora un po’ troppo chiusa e poco propensa al dialogo con i ragazzi. In questo la nostra Facoltà è sicuramente diversa da tutte le altre, fino al patologico”. Tra le questioni da affrontare: “va riconsiderata la didattica, perché non è giusto che i ragazzi del 3+2 debbano studiare sugli stessi programmi che avevano i vecchi studenti. Allo stesso modo, gli studenti del vecchio ordinamento sono ormai costretti a fare gli esami in sincrono con i nuovi, entro un numero contingentato di appelli. C’è evidentemente qualcosa che non va in questo sistema, ecco perché intendo chiedere che i programmi d’esame del nuovo ordinamento siano adeguati effettivamente ai crediti corrispondenti e che vengano aumentati gli appelli d’esame ai vecchi studenti”.
Capitolo strutture: “c’è una endemica carenza di aule studio. Io, per esempio, non sono mai riuscito a studiare bene nei giorni di punta, magari quando ci sono corsi o seminari che tengono occupate tantissime aule. Mi chiedo, di conseguenza, perché a via Nuova Marina ci sono aule inutilizzate che non vengono mai aperte e sfruttate. Non parliamo, poi, della famosa ‘stanza dei computer’ che è diventato un caso… So che si trova a via Porta di Massa, ma è stata mai usata per qualcosa? La Facoltà si è preoccupata tanto di aprire la buvette e offrire relax agli studenti e non si è curata di assicurare un servizio molto più utile: dei punti Internet funzionanti e accessibili a tutti”. Anche Luigi chiede “più simulazioni del processo, magari come prova pratica alla fine di un corso. Significherebbe tradurre uno studio, altrimenti astratto, fatto solo di leggi e dottrine fini a se stesse, in una esperienza utile e altrettanto formativa”.
(M. M.)
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