Polo della Vita in cerca di accordo

“Di nuovo tre candidati come tre anni fa? Il rischio c’è, ma spero si giunga ad una semplificazione. Lo auspico fortemente, anche per non mostrare all’esterno divisioni. Ritengo che tre candidati siano veramente troppi”. E se non si dovesse trovare l’accordo? “Dopo Medicina, la Facoltà di Agraria è quella con il maggior numero di docenti. E dunque intendiamo giocare un ruolo. Questo è certo”. “Ma spero ancora in una semplificazione. Fino a metà luglio c’è ancora tempo”. In caso di accordo, c’è qualche ipotesi su un nome? “No, non ci sono preclusioni su nessuno. Ma è necessario decidere insieme ed in fretta”. Sì, perchè le candidature vanno ufficializzate, con annesso programma, tra il 3 e il 17 luglio. A parlare è il prof. Alessandro Santini, Preside di Agraria da 5 anni, politico accademico, sornione, ma concreto allo stesso tempo. Le elezioni, invece, si terranno il 6 e 7 settembre, un periodo un po’ anomalo, visti i tanti convegni programmati da mesi e dunque l’assenza certa di molti elettori. In caso di mancata elezione si tornerà al voto il 13 e 14 settembre; eventuali ballottaggi il 20 e 21 settembre. 
“I primi di settembre? Sono molto perplesso. Come altri miei colleghi, anch’io dovrei essere all’estero per un congresso di Farmacologia, a Berna”, afferma il prof. Luciano Mayol, di Farmacia, uno dei tre possibili candidati. “Certo, la data la decide il decano, – il prof. Salvatore Auricchio – ma questa un po’ mi sorprende”. “La mia candidatura? Ho atteso ad ufficializzarla perché non era ancora certa la data del voto, e dunque i termini per la presentazione”. Punti programmatici? “Di certo priorità del Polo deve essere l’internazionalizzazione della ricerca, compresa una modalità di assistenza anche tecnica, di supporto a coloro che sono interessati a presentare i progetti. Quindi riuscire a procacciare, come Polo, fondi europei, partecipando a bandi e concorsi. Va incrementata ed ampliata la bella iniziativa del Presidente, prof. Guido Rossi, ‘le giornate di Polo’”, ed anche l’impegno nella didattica: “master e dottorati interfacoltà, creando una rete più consistente fra le 4 facoltà afferenti”. Dunque: “avviare l’accesso della Facoltà di Scienze Biotecnologiche al Polo delle Scienze della Vita”. Ancora: “ma non ultimo, anzi, incrementare gli scambi di ricerca internazionale, attraverso l’ospitalità di docenti e ricercatori stranieri, garantendo però loro servizi adeguati, anche a livello burocratico (permessi, nulla osta, codici fiscali e quant’altro) evitando scene imbarazzanti, purtroppo verificatesi, di docenti stranieri costretti a fare le file con gli extracomunitari per ottenere il permesso di soggiorno”. Sulla candidatura del Preside Roperto, di Veterinaria, ed il pericolo di spaccatura o di forte contrapposizione fra le facoltà del Polo, evidenziata da taluni, Mayol è chiarissimo: “intanto, non mi risulta di accordi a tavolino fra Medicina e Veterinaria per un Presidente espressione di quest’ultima. E così nego anche ci sia un pericolo di spaccatura. Mentre confermo una forte, necessaria, identitaria vivacità fra le diverse anime ed aree scientifiche che compongono il Polo”.
Ottimo invece il giudizio personale sul prof. Roperto: “Con Franco siamo amici da tempo e pressocchè coetanei. Siamo stati, sette anni fa, insieme nella Commissione Scientifica di Ateneo, dove sedevano nomi illustri e di alta qualità, come il prof. Salvatore Rionero, che la presiedeva, il prof. Giuseppe Marrucci, Antonio Barone, l’attuale Preside Enrica Amaturo. Insieme a Roperto eravamo fra i più giovani e con molte idee comuni di rinnovamento”. Dunque amici ed “innovatori”, perciò “nessuna competizione fra noi, oltre lo stretto necessario”. Insomma, docente di classe, il buon Mayol.
Novellino chiede
“regole condivise”
Chi invece tiene alti i toni della battaglia, pardon “confronto; stiamo attenti” è il Preside di Farmacia, prof. Ettore Novellino. “La mia Facoltà, se proprio vogliamo stare ai numeri, – è una risposta anche al preside Santini -, è oggi prima per numero di studenti, fra le 4 facoltà del Polo; con un incremento annuo di oltre 1.000 matricole: più delle altre tre facoltà messe insieme. E l’Università, lo diciamo tutti, esiste perché esistono gli studenti”. Secondo: “nei primi 6 anni, a fronte di una crescita continua della mia Facoltà, Farmacia non ha ottenuto nulla dal Polo, né il Presidente, né il vice Presidente che è invece toccato per un triennio ad Agraria ed uno a  Veterinaria”. Terzo: “occorrono regole e criteri condivisi sulla rotazione degli incarichi come sulle decisioni da prendere” ed i fondi da ripartire. Quarto: “dialogo istituzionale. Non lo vedo”. Candidature: “perché invece di accettare autocandidature, non si decide, ad esempio in un incontro fra i Presidi, quale docente possa meglio interpretare una candidatura condivisa ed un programma condiviso?”. Invece di decidere in tutt’altre stanze? Infine: “pari dignità, fra tutte le facoltà. Altrimenti, qualcuno potrebbe anche immaginare altri percorsi”. Scissione? Va giù duro Novellino. Intanto è stato rinominato Presidente della Commissione Regionale che distribuisce i fondi della Legge 5: convegni, iniziative scientifiche e culturali, molte delle iniziative promosse dagli atenei. Un bel posto di comando, da cui osservare, selezionare, governare, forse condizionare, parte delle attività degli atenei campani. La data del 6 e 7 settembre? “Avrei preferito votare a luglio”. Settembre, data condivisa? “Sì. Dalla necessità. Ormai”. Ipotesi Fioretti? “Se vanno azzerate le altre tre candidature, va azzerata anche l’ipotesi Fioretti. Perché tardiva”. 
Medicina. Detiene il 55% dei voti. Può eleggere chi vuole ma, per Statuto, dopo un Presidente di Medicina, per 6 anni, tocca ora ad un’altra facoltà esprimere il vertice. Medicina è disponibile a votare il candidato di un’altra facoltà, ma “scelto insieme”, fanno capire. L’impressione è di un no alle autocandidature di Facoltà. Il Preside Persico è però piuttosto cauto, attende l’incontro determinante del 6 luglio con gli altri Presidi per verificare la possibilità di una posizione comune. 
E il candidato della prima ora, il Preside di Veterinaria Franco Roperto, che di fatto è stato colui che ha dato inizio alla competizione, offrendo già a febbraio la sua disponibilità? Per il momento appare intenzionato ad andare avanti, ma certo l’iniziativa congiunta delle altre facoltà per una posizione unitaria ne indebolisce la candidatura. Disponibile al confronto, ma intende comunque preservare la Presidenza per qualcuno di Veterinaria.
Paolo Iannotti
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