Premi per gli studenti più bravi dell’Ateneo

La Seconda Università premia il profitto consegnando ai suoi migliori studenti un assegno in denaro dal valore di mille euro. A ricevere il compenso cinquecento laureati selezionati tra tutte le Facoltà dell’Ateneo. La consegna dei premi da parte del Rettore Francesco Rossi è iniziata lo scorso 2 ottobre presso le Facoltà di Giurisprudenza e Lettere in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico (si prosegue il 21 ottobre con Scienze Ambientali, poi Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali il 23, Medicina e Chirurgia il 27, Studi Politici il 28, Architettura il 6 novembre, Economia il 13 novembre, Ingegneria il 20 e Psicologia il 24).
Qual è la ‘ricetta’ giusta per ottenere risultati così brillanti? Lo abbiamo chiesto agli studenti premiati durante la cerimonia del 2 ottobre. Per Mariateresa, 27 anni, laureata in Scienze dei Beni Culturali (Triennale), bisogna “studiare con passione e non demoralizzarsi mai”, pensiero condiviso da Rosario Canciello, 26 anni, dottore in Giurisprudenza (titolo specialistico), che aggiunge a questi ingredienti “serietà e spirito critico, ovvero tutto ciò che consenta di studiare con maggior larghezza di vedute e costruire una preparazione non utilitaristicamente finalizzata solo al superamento degli esami”. 
Il percorso per la 
laurea come “una gara di ciclismo”
C’è chi, invece, ritiene che anche la fortuna e la scaltrezza giochino un ruolo importante, come Davide Cacace, 25 anni, anche lui dottore in Giuriprudenza (titolo specialistico): “un esame al 70% lo si supera col fattore c”, afferma e aggiunge: “se posso utilizzare una metafora, è un po’ come una gara di ciclismo: inizi dietro le linee, anche abbastanza disorientato, ti guardi in giro per capire cosa fanno gli altri, osservi le prime fughe, i primi ritiri; in seguito il tuo andamento inizia a farsi regolare e pian piano cominci a raggiungere il gruppo di testa, tutto questo per prepararti alla salita decisiva dove le energie iniziano a scarseggiare ma non puoi permetterti brusche frenate, né ‘strappi’ troppo pesanti per evitare di restare senza fiato”. Ha le idee chiare Davide  e, senza peli sulla lingua, aggiunge: “vorrei precisare che è inutile usare falsi moralismi, non ci si laurea in modo brillante e rapido solo con lo studio; questo tema ai nuovi studenti non serve, anzi risulta alquanto inflazionato”. Cosa consigliare, allora, alle matricole che si trovano ad affrontare una realtà completamente nuova? Davide non ha dubbi: “consiglierei di dedicarsi, sì, con abnegazione allo studio ma prendendolo come un lavoro e preparando nei minimi dettagli anche il modo migliore e più rapido per superare gli esami, seguendo i corsi, facendo gruppi di studio per trascrivere gli appunti, trovare sui forum notizie utili e domande ricorrenti”. E, a proposito di lavoro, c’è chi, come Elena Barba e Maria Stefania Ruocco, 26 anni, entrambe laureate al Corso di Laurea Triennale in Beni Culturali (indirizzo Storico Artistico), ha preferito non trovare occupazione durante il percorso di studi “per evitare che il ‘dio denaro’ mi tentasse e rallentassi!”  – confessa Maria Stefania – e chi, invece, come Luigia Martino, è riuscita con grande determinazione a conciliare carriera e formazione. Luigia, 24 anni, ha conseguito il titolo specialistico lo scorso 31 marzo con votazione di 110/110 con lode e complimenti della commissione con una tesi in Diritto Amministrativo (a pieni voti e in regola anche la Laurea Triennale in Scienze Giuridiche). Alla fine del percorso triennale ha insegnato Diritto presso due Istituti Superiori di Agraria in provincia di Brescia, iscrivendosi nel frattempo al Corso di Laurea Specialistica di Giurisprudenza alla SUN. Poi, poco prima del conseguimento del titolo specialistico, è entrata a far parte di un progetto di ricerca legislativa sui poteri della P.A. nei compiti di benessere affidata alla cura delle amministrazioni pubbliche – progetto guidato dal prof. Guido Clemente Di San Luca – Ma Luigia non si ferma qui: lascia l’insegnamento e, mentre collabora al progetto, apre un centro di raccolta fiscale che le permette di mantenersi gli studi. Oggi è praticante avvocato presso uno studio di amministrativisti ma si dedica anche alla politica: è, infatti, Assessore alla Pubblica Istruzione e al Contenzioso presso il Comune di Trentola Ducenta (in provincia di Caserta) e si è appena iscritta alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali. Un curriculum di tutto rispetto considerata la sua giovane età! 
Se Luigia ha già iniziato a mettere qualche tassello alla propria crescita professionale, altri stanno ancora lavorando per costruire il loro futuro. E’ il caso di Giampiero Zinzi, 26 anni, dottore in Giurisprudenza (Specialistica), il quale nonostante stia già facendo pratica presso uno studio legale ritiene “che un Master all’estero sia oggi indispensabile per fare un salto di qualità in ambito lavorativo. Dunque, a breve, penserò anche a questo”. Davide, invece, vaglia diverse possibilità: “magari un giorno potrò provare a fare il Magistrato o il Professore; mi affascina anche il mondo manageriale ma per ora non credo di avere né competenze né prospettive concrete”; l’obiettivo, però, rimane uno: “ho iniziato Giurisprudenza per diventare avvocato e proverò a riuscirci, poi si vedrà”. E noi auguriamo a tutti di poter raggiungere con successo i traguardi sperati.
(Ba. Le.)
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