Premio Scanno alla prof.ssa Ranisio

La professoressa Gianfranca Ranisio, docente di Antropologia Culturale presso la Facoltà di Sociologia del Federico II, ha vinto il Premio Scanno 2006 per l’Antropologia Culturale e le Tradizioni popolari per il suo ultimo libro, edito da Baldini Castoldi Dalai, “Quando le donne hanno la luna. Credenze e tabù”. Il prestigioso premio della Fondazione Tanturri è stato assegnato all’autrice dalla Giuria presieduta dall’antropologo Luigi Lombardi Satriani. Tra gli altri sono stati premiati quest’anno lo scrittore Carlo Sgorlon per la Letteratura, il chirurgo di guerra Chiara Castellani per la Medicina, la messaggera della canzone popolare italiana nel mondo Giovanna Marini per la Musica, l’imprenditore Francesco Amadori per l’Alimentazione, il giurista Francesco Donato Busnelli per il Diritto, l’ex Ministro per le Pari Opportunità Laura Balbo per la Sociologia e l’ex presidente dell’Antitrust ed ora Giudice della Corte Costituzionale Giuseppe Tesauro per l’Economia.
Nel libro, l’autrice parte dalla tesi secondo la quale la medicalizzazione rappresenta una delle forme di controllo del corpo femminile presente nelle società occidentali. Ranisio si chiede se e in che modo questa prospettiva di medicalizzazione si stia estendendo alle tappe fisiologiche che contraddistinguono la vita delle donne, dal menarca alla menopausa. Infatti ciò che in passato veniva lasciato alla gestione femminile, ciò che rinviava a una percezione del tempo diversa, con i suoi momenti permessi e vietati, oggi non esiste più: ad annullare disagi e sofferenze interviene il trattamento farmacologico. Queste fasi sono viste come una patologia da curare, perché sottraggono tempo al ritmo frenetico del quotidiano e mal si coniugano con i modelli che la società ci chiede di perseguire. 
Basandosi su racconti-testimonianza di donne e confrontando questi con le teorie antropologiche sull’argomento, l’autrice pone in evidenza il rapporto complesso presente nella vita delle donne tra l’esperienza vissuta, le rappresentazioni culturali e le storie che le descrivono. Emergono da queste testimonianze le dinamiche familiari e i rapporti tra le generazioni e, con queste, l’importanza delle linee di discendenza femminile, che sono anche linee di trasmissione di saperi e poteri. 
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