Prestito d’onore per studenti Federico II

Il prestito d’onore a studenti e laureati in formazione –“così come avviene in tanti paesi europei”-; un’anticipazione di cassa utilizzabile dai Dipartimenti per agevolare i finanziamenti di progetti di ricerca ed innovazione – “i Dipartimenti lavorano con anticipazioni, con una cifra che viene rimborsata a rendicontazione. Ma i fondi devono essere disponibili”. Ha queste caratteristiche illustrate dal Rettore Guido Trombetti, nel corso della conferenza stampa del 24 novembre, la convenzione sottoscritta dal Federico II con il “Sanpaolo Banco di Napoli, istituto che  collabora con noi anche per gli incontri de La Corte di Federico e per il progetto Cinema Astra”. “Spero si parta rapidamente”, ha aggiunto il Rettore. Le premesse ci sono “tutte le cose, poi, camminano sulle gambe degli uomini”. 
I servizi si avvarranno di innovativi strumenti informatici che consentono un dialogo diretto con l’Ateneo, gli studenti (anche per il pagamento delle tasse), i dipendenti (per l’operatività dei conti).
“La linea di credito che abbiamo messo a disposizione dell’università rappresenta un impegno anche per  la crescita del territorio. Per favorire la ricerca e l’innovazione. E dove si fa tutto questo? Nell’Università”, le ragioni sottese alla convenzione per Antonio Nucci, Direttore generale del Sanpaolo. Prestito d’onore: “abbiamo bisogno di ragazzi preparati  e che abbiano voglia di fare. L’idea è quella di aiutare e far studiare con tranquillità anche coloro che hanno meno possibilità”, ha specificato. “Un investimento per lo sviluppo”.
Il prestito, a favore di studenti, specializzandi, dottorandi, scelti dall’Università con criteri di merito e reddito tra quelli che presenteranno domanda, durerà tra i 12 e i 96 mesi (in proporzione alla dura del corso di studi) per un importo compreso tra 2.500 e 7.500 euro che sarà erogato in tranches annuali di 2.500 euro ciascuna. 
Non si dovranno esibire garanzie “è l’università che garantisce” ha detto il Rettore che ha sottolineato: “il prestito è un servizio aggiuntivo non sostitutivo!” a quelli già offerti “in termini di borse di studio, alloggi, mensa, da parte di Regione ed Adisu”. Un investimento a favore dei meno abbienti o anche di chi può trovare utile questo servizio, figli di dipendenti e di docenti. In pratica, sempre più il Federico II si sostituisce allo Stato: “l’Università è lo Stato sul territorio. Ma non sempre il governo ed i cittadini lo comprendono”, la risposta di Trombetti.
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