Primo mese da Preside per il professor Cirino

“Vorrei rivalutare le Triennali, c’è bisogno di dar loro una logica, una credibilità per l’immissione nel campo del lavoro”: questo è il primo obiettivo del Preside di Farmacia Giuseppe Cirino al termine del primo mese del suo mandato.
Le prime settimane dell’incarico sono servite per farsi un’idea della priorità delle cose da fare, ma in alcuni campi il Preside sembra avere già le idee chiare. Il professore crede che occorra permettere a coloro che hanno portato a termine i corsi di Laurea in Controllo di Qualità, Erboristeria e Informazione Scientifica del Farmaco di perfezionare la propria formazione. Non pensa, tuttavia, ad istituire presso la Federico II un biennio di Specialistica  perché, dice “molti triennalisti finiscono per gravitare su Farmacia o su CTF. C’è bisogno di un Corso che completi la preparazione della laurea triennale ma che sia specifico”. 
Il Preside sta esplorando la possibilità di istituire dei Master di primo livello presso la stessa sede della Facoltà di Farmacia ma coltiva anche l’ambizioso progetto di attivare un Master di respiro internazionale in lingua inglese. “Un programma di internazionalizzazione può realizzarsi solo con un corso di specializzazione – spiega il professor Cirino – Non so ancora quali siano le lungaggini delle procedure burocratiche che occorrerà superare ma immagino di organizzare un Master a numero chiuso con una percentuale di studenti provenienti dall’estero, soprattutto da Paesi come la Cina o l’India che investono tanto in ricerca ed in didattica”. Ricorda che negli anni ’85-88, quando studiava a Bath, il Campus Universitario in cui alloggiava era pieno di studenti del Sud-est asiatico: “L’Inghilterra ha una lunga tradizione ma credo che per una piccola Università come questa sarebbe possibile stipulare un accordo con un’Università straniera”.
Quale è stato il primo provvedimento adottato una volta insidiatosi come Preside? Chiediamo al professore. “Ho fatto ridipingere lo studio”. La Presidenza di Farmacia è una piccola stanza segnalata da una targhetta. Il cognome Cirino non compare sulla porta. “Non ho manie di grandezza – si schermisce il professore – Sono prima ricercatore, poi professore ed infine, solo da un mese, Preside”.
Cirino adora il suo lavoro di professore, gli piace parlare con gli studenti ed ogni mattina c’è chi bussa alla sua porta  anche solo perché ha dimenticato di cambiare il piano di studi o vuol chiedere di sostenere un esame con un altro docente. “Poi mi sono fatto un giro per le aule e ho fatto accomodare tutti i sedili rotti – prosegue – Può sembrare un intervento banale ma per me è importante che uno studente non rimanga in piedi per un semplice schienale svitato. Stamattina l’ufficio tecnico mi ha comunicato che sedili e braccioli sono ok, mentre alcune serrande elettriche sono ancora bloccate perché non sono arrivati i motorini da sostituire”.
“Sono stato 
anch’io studente”
Il Preside si sente a casa in Facoltà, la frequenta da quando aveva 18 anni: “Sono affezionato alla Federico II – racconta – Appena mi iscrissi a Farmacia, mi scattò subito la passione per la ricerca”. Laureato in Chimica Farmaceutica ed ha proseguito con un Dottorato in Farmacologia, dopo aver vissuto per svariati anni all’estero, è tornato a Napoli per svolgere l’attività di ricercatore. “Ho 48 anni – rivela – quindi sono in questa Facoltà da 30 anni. Esserne il Preside per me è un impegno grande cui intendo fare onore”. Tra i docenti c’è ancora qualcuno che è stato suo professore. Camminando con lui per i corridoi è un continuo susseguirsi di saluti affettuosi. Lo conoscono tutti, dal personale del bar a quello delle pulizie: “ho sempre vissuto all’Università, mia moglie mi rimprovera di passare più tempo qui che a casa” spiega il Preside. E’ attento ad ogni particolare proprio come ci si può prendere cura degli ambienti che ospitano i propri cari. “Se i figli sono il sale della vita, gli studenti sono il sale della Facoltà – fa notare il professore – Sono stato studente, ora cerco di essere diverso dai professori che criticavo. Mi sforzo di andare incontro ai ragazzi senza risultare paternalistico, perché è giusto che si prendano le loro responsabilità”.
Il professor Vincenzo Santagada sta organizzando un torneo di calcetto con gli studenti. Chiediamo al Preside se ha intenzione di parteciparvi: “Penso sia una bella iniziativa, – risponde deciso – se il fisico me lo permetterà, giocherò anch’io. D’altra parte da studente giocavo con i professori”.
Cirino ci fa da Cicerone tra i corridoi: “E’ una Facoltà che prende un punteggio altissimo anche per le belle strutture che ha”, afferma con orgoglio mostrandoci la biblioteca, l’aula attrezzata per il corso di informatica ed i laboratori.
Gli studenti di Farmacia sin dai primi anni hanno l’opportunità di svolgere eperimenti di chimica, galenica, farmacologia, e di vedere documentari scientifici sulle materie di studio. “I ragazzi adorano la parte pratica – afferma il Preside – dopo tanta teoria si entusiasmano sempre nel fare con le proprie mani quello che hanno studiato”.
A guidare due turni al giorno di 60 ragazzi nelle esercitazioni di Galenica è la dotoressa Agnese Miro, docente di Tecnica Farmaceutica che si dichiara contentissima degli studenti di quest’anno. “Sono bravissimi e molto motivati – afferma la professoressa – ed anche attentissimi a non danneggiare le apparecchiature. “Sai che abbiamo tante richieste di corsi post-laurea di Galenica da parte di farmacisti?” escama rivolgendosi al Preside.  “Una cosa carina sarebbe un Master di Galenica “ le risponde il professor Cirino e poi rivolgendosi a noi aggiunge fiero: “I docenti sono il motore della nostra Facoltà”. 
Manuela Pitterà
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