Progetti per nuove sale chirurgiche a VETERINARIA

“Bisogna pensare ad un’organizzazione che vada incontro il più possibile alle esigenze degli studenti. Concretamente, punteremo a dare maggiore risalto alle attività pratiche, anche in previsione della visita da parte dei commissari EAEVE (European Association of Establishments for Veterinary Education) nel 2012”. E’ determinata la prof.ssa Brunella Restucci, neo Presidente del Corso di Laurea in Medicina Veterinaria della Federico II, a seguire un programma che renda la Facoltà napoletana idonea alle misure europee richieste. “La nomina mi è stata affidata direttamente dal Preside Luigi Zicarelli, anche se non sono docente ordinario ma associato – ha detto – Questo a dimostrazione della fiducia e della stima che il Preside ripone nel mio lavoro. Mi impegnerò al massimo per esserne all’altezza”.
La prof.ssa Restucci, che insegna Anatomia Patologica, si è laureata nel 1990 proprio a Napoli e per questo motivo dice di sentirsi ancora più vicina ai problemi degli studenti. “La maggiore causa di disagio qui da noi è riconducibile agli spazi – ha detto – e di conseguenza all’insufficienza di attività pratica rispetto alla teoria. Risolvere il problema delle strutture è fondamentale per superare l’esame da parte dell’EAEVE e la Facoltà si sta attivando per apportare miglioramenti in tal senso”. Si lavora anche al progetto di nuove sale chirurgiche. “Le proposte sono due e cioè quella di una sala operatoria per cavalli presso l’ospedale veterinario Frullone e quella di una sala necroscopica per piccoli (e speriamo anche per grossi) animali. Ormai manca davvero poco alla visita da parte dei commissari europei, ma siamo ottimisti: sia la ASL che l’Istituto Zooprofilattico si sono mostrati molto collaborativi ma, poiché credo che realisticamente sarà difficile completare il tutto entro il termine del 2012, speriamo almeno di poter essere in fase di attuazione dei progetti da qui a qualche mese”. Ipotesi di lavoro per migliorare la didattica: “preparare i ragazzi a costruire dei casi clinici utilizzando programmi come powerpoint e insegnare loro a effettuare ricerche bibliografiche anche in lingua inglese”.
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