Psicologia attende la nuova sede per spiccare il volo

“Siamo la cenerentola delle facoltà, in attesa di vestire l’abito migliore, quello che tutti ci dovranno invidiare”. Si apre così la chiacchierata con la Preside della Facoltà di Psicologia prof.ssa Alida Labella. Un’intervista in cui si sono analizzati i disagi, i problemi, ma anche i progetti e le speranze di una facoltà che da anni cerca di ritagliarsi un posto di primo piano nel panorama universitario campano. Psicologia a Caserta (in Via Vivaldi), infatti, vive, da anni, di promesse e di progetti, sempre in rampa di lancio, ma sempre con inaspettati problemi che le impediscono di prendere definitivamente il volo. “Purtroppo – afferma la Preside- stiamo vivendo un periodo, e parlo dell’intero Ateneo, di grandi trasformazioni. Presto potranno cambiare molti scenari, mi riferisco non solo al prossimo avvicendamento al rettorato, ma anche, e soprattutto, ad un cambio di direzione, e ad un ruolo più distaccato o più autonomo, rispetto a Napoli. Purtroppo, ribadisco, questo scenario ci penalizza. Abbiamo troppi problemi, ai quali, pur con un’attenta ed oculata progettazione, non sempre riusciamo a porre rimedio in tempi utili”. Ma a cosa si riferisce la prof.ssa Labella, quando parla di problemi difficili da rimediare? “Non sempre i progetti mantengono le aspettative dovute, e non per colpa nostra. Mancano i fondi, gli spazi, le aule, cioè i presupposti che possano portarci a fare quel tanto atteso salto di qualità. Noi siamo pronti da tempo, ma occorre che qualcuno ci dia il via libera per realizzare quelli che al momento sono sogni. Sogni possibili, quasi certezze, ma che al momento, restano tali solo sulla carta”. Per cominciare, la nuova sede: “l’aspettavamo da anni, ora, sembra che, finalmente, l’abbiano comprata, ma devono farci sapere come e quando ne potremo usufruire. Si tratta dell’ex Palazzo delle Poste di Caserta, una sede grande e ben posizionata, però, necessita, ovviamente, di una lunga serie di ristrutturazioni per essere idonea ad una facoltà. Dovranno costruirsi aule più grandi e, cosa più importante, laboratori in cui poter svolgere attività scientifiche e cliniche. Insomma, tutti gli ingredienti necessari per dar vita ad una facoltà formativa come quella di Psicologia. Questo sarà un passo importante per noi, ci darà la possibilità di renderci più operativi e di avviare un contatto più diretto con il territorio, che poco ci conosce. Mi auguro che entro breve tempo, ci possano, almeno, comunicare i tempi effettivi della durata dei lavori. Nella speranza che tutto si possa risolvere per l’inizio o la metà del nuovo anno accademico”. L’offerta formativa. “Stiamo lavorando duramente, riuscendo a farci approvare alcuni progetti a cui tenevamo molto. Mi riferisco all’attivazione di due Master. Il primo è quello in Psicologia Giuridica, per il quale vantiamo anche una collaborazione con il Ministero degli Interni, e che cercherà di affrontare tutte le tematiche relative alle vittime delle violenze. Il secondo, invece, sarà quello in Valutazione Psicologica e Sviluppi nel Processo Diagnostico. Un master che si indirizzerà a tutti coloro che vorranno specializzarsi in attività professionali legate al mondo degli anziani e ai loro problemi. Partiranno entrambi nel prossimo anno accademico. Anche in questo caso, non dipenderà solo da noi. Per lavorare bene, per una sicurezza professionale e didattica, c’è bisogno di una stabilità strutturale ed economica, che al momento tarda ad arrivare, ma sembra vicina. Spero che tutti gli studenti e i mezzi di informazione ci sostengano sempre”. “Che dire- conclude la Preside- Siamo ancora una volta in lista di attesa. Questa volta, però, siamo al primo posto”.   
L’atteso vestito è stato comprato. Speriamo non si debba cambiare.
(G.T.)
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