Psicologia, la Facoltà consiglia di passare al nuovo ordinamento

Psicologia dello sviluppo e dell’educazione e  Psicologia del disagio individuale e relazionale, sono, da due anni accademici, ad esaurimento. Così la Facoltà consiglia agli studenti, che ancora non sono riusciti a completare gli esami, entro il marzo 2006, di chiedere il trasferimento al Corso di Laurea in Tecniche psicologiche per la persona e la comunità. Un consiglio o un provvedimento perentorio? La risposta ci giunge dalla Preside della Facoltà, prof. Alida Labella. “Non si tratta di un provvedimento né perentorio, né, tanto per usare un termine usato in psicologia, persecutorio. Ma un consiglio agli studenti con il chiaro obiettivo di aiutarli, di dar loro una nuova strada, per richiamarli ad una maggiore considerazione degli studi scelti e della futura professione che andranno ad affrontare”. Ma quali sono i possibili rischi a cui sono esposti questi studenti? “Prima di tutto chiarisco che gli studenti entreranno, comunque, nella stessa classe di laurea, la 34. Trattandosi di lauree ad esaurimento, credo sia il caso di chiudere definitivamente questo percorso, che già da un po’, comincia ad essere faticoso, non solo per noi docenti, ma anche per gli stessi studenti, che, continuando così, potrebbero mettere seriamente a rischio il loro futuro”. Un futuro difficile, stando agli innumerevoli problemi sciorinati dalla Preside. “Sono tante le problematiche. Potrei parlare dei problemi che potrebbero sorgere in merito all’esame di Stato, così come di quelli legati ai processi di integrazione nella specialistica”. Problemi che, tra l’altro, esistono già oggi: “la difficoltà di sviluppare un congruo calendario di esami, di formare delle commissioni. Non parliamo poi, dell’aggiornamento dei programmi, molti dei quali, ormai, in disuso”. Sono già molte le richieste che pervengono dagli studenti, informa la Preside, “richieste che meritano una risposta. Proprio per questo motivo, abbiamo stabilito di affrontare ancor più seriamente la questione. Tra le proposte prese in considerazione, potrebbe esserci quella della formazione di una commissione ad hoc per risolvere i problemi di questi studenti ed introdurli agevolmente nel loro nuovo percorso”.
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