Quattro Scuole Dottorali per favorire lo scambio tra diversi ambiti di ricerca

I dottorati dell’Orientale, uno dei massimi stadi della formazione, si sono uniti formalmente in quattro Scuole Dottorali -Studi orientali e africani, Studi europei e americani, Studi filosofici, storici e sociali, Studi interculturali- dando vita ad una serie di sinergie e di scambi tra i vari ambiti di ricerca.
“E’ un’organizzazione didattico-scientifica di altissimo livello- spiega il prof. Claudio Vicentini, presidente della Scuola di Studi Interculturali- che si arricchisce di molti scambi internazionali. L’Orientale ha circa 20 dottorati e sarebbe stato uno spreco di risorse non mettere a frutto l’interdisciplinarità”.
Le quattro Scuole nascono, infatti, non solo per coordinare e organizzare i vari dottorati ma per creare uno scambio trasversale di analisi e metodologie.
“La scommessa è riuscire a condividere la didattica ed accrescere i momenti di confronto sui contenuti e le metodologie di ricerca”, aggiunge Vicentini. 
Per degli specialisti, dottorandi che affrontano con competenza la singola materia di studio, i legami che si formano attraverso le Scuole ed in ogni singola Scuola servono ad avere una panoramica di analisi che spazi in un ambito culturale più ampio attraverso lo studio di alcuni temi portanti. E’ questo il lavoro che si sta organizzando in particolare, nella Scuola di Studi Interculturali, che   raccoglie oltre 50 dottorandi e una cinquantina di docenti per sette dottorati in Archeologia (Rapporti tra Oriente e Occidente, Letterature Comparate, Studi Coloniali e Post Coloniali del Mondo Anglofono)  e in Religioni, Filosofie e Teorie di Salvezza (Modelli di Pensiero e loro Trasformazioni ed Interazioni, Scienze Antropologiche ed Analisi dei Mutamenti Culturali, Storia del Teatro Moderno e Contemporaneo, Teorie delle Lingue e del Linguaggio). “La prima cosa che ci è venuta in mente – racconta il prof. Vicentini- è stata scegliere un tema significativo per tutti i dottorati e costruire una serie di lezioni aperte a tutti”. Il filo di arianna di questo ciclo di lezioni sarà, dunque, il ‘decifrare’: cosa significa, quindi, decifrare per un archeologo, per uno storico del teatro o per un linguista.
Le lezioni partiranno il 28 marzo, presso palazzo Dumesnil alle ore 17.00 e saranno tenute dai docenti dei vari dottorati. Ad aprire la serie di  sette incontri sarà proprio il prof. Vicentini con una lezione dal titolo ‘Il teatro, il fantasma e le tracce dell’oggetto invisibile’. “Le lezioni sono iperspecialistiche- spiega il docente- aperte però anche a curiosi ed appassionati. E’ importante, dunque, trovare una chiave metodologica che possa arrivare a tutti”.
Per la fine del 2007, la Scuola sta preparando, inoltre, un Convegno Internazionale su un argomento che sarà attuale ma allo stesso tempo dovrà avere una trama metodologica molto forte. “Stiamo lavorando passo dopo passo- conferma Vicentini- perchè è difficile coordinare i vari metodi di ricerca, però una base di attività comune di apprendimento è importante. Stiamo cercando, per questo convegno, un tema su cui i sette dottorati della Scuola possano mostrare come reagiscono le loro metodologie”.
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