Risorse e accesso ai fondi, in preparazione il piano triennale

“Oggi presenteremo un documento sul quale c’è bisogno di riflettere attentamente, prima di discutere” dice il Preside Massimo Marrelli, introducendo i lavori della seduta del Consiglio di Facoltà del 14 febbraio. Ordine del giorno: la programmazione triennale della Facoltà, in accordo alle disposizioni della legge Finanziaria. Si passa quindi velocemente allo smaltimento delle altre pratiche: la presentazione dei nuovi rappresentanti degli studenti di Economia, nel Consiglio di Facoltà e nel Senato Accademico; la nomina ufficiale a Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea, per il prof. Guido Cella e la prof.ssa Simona Balbi; la presa d’atto del pensionamento, per ritiro volontario, della prof.ssa Rotondelli e la chiamata di due idonei, la professoressa De Cesare e la prof.ssa Stroffolini, l’attribuzione della supplenza gratuita di Storia della Moneta e della Banca a Maria Carmela Schifani, che prende il posto dello scomparso prof. Mastrangeli. 
E’ ancora presto per avviare una discussione ragionata sulla programmazione, prima occorre leggere il documento, varato dal Senato Accademico, nel quale si elencano i criteri fondamentali su cui si articolerà la distribuzione delle risorse e i criteri di accesso al cosiddetto fondo di riequilibrio. Questi i punti: molta importanza andrà al contributo che le facoltà danno all’Ateneo in termini economici, al rapporto tra il numero degli studenti e quello dei docenti, alla produttività scientifica delle grandi aree. Inoltre, poiché nel 2012 il 47% del personale docente sarà in pensione, occorre favorire l’immissione di giovani ricercatori e implementare progetti mirati, per poter accedere al fondo di riequilibrio. L’iter prevede che il documento venga discusso all’interno dei Consigli di Corso di Laurea, che devono esplicitare le proprie esigenze in termine di bisogni di docenti, poi nei Dipartimenti, che gestiscono i fondi, infine in Consiglio di Facoltà nella cui sede si dovranno rendere note le carenze, in particolare di personale docente, e, se occorre, mutuare dei docenti da altro corso di laurea. Tutto questo in tempi brevissimi: entro il 10 marzo. Terminata la presentazione, arrivano le domande. “Perché c’è bisogno di una discussione anche all’interno dei Dipartimenti?”, chiede il prof. Achille Basile. “Perché i Dipartimenti conoscono le risorse a disposizione”, risponde Marrelli. “Questa è una violazione dello statuto, dovrebbe essere una decisione di competenza dei Consigli di Corso di Laurea”, interviene Guido Cella. “C’è una circolare ministeriale e i regolamenti prevedono che la proposta parta dai Consigli di Corso di Laurea ”, replica il Preside. “In questo modo, non abbiamo il tempo di sentire il parere dei colleghi”, interviene la prof.ssa Roberta Siciliano. “E’ necessario un passaggio tecnico in Consiglio di Facoltà, per definire i criteri generali ed evitare, in questo modo, che ogni Corso di Laurea dia delle indicazioni troppo specifiche”, dice il prof. Lucio Fiore. “Tutta la Facoltà deve ragionare su queste cose, ciò significa che la proposta deve partire dai Consigli di Corso di Laurea”, dice la prof.ssa Lilia Costabile. “E’ la legge”, risponde il Preside. “Cosa succede se un corso di laurea non riesce a fornire una risposta nei tempi previsti?”, il quesito del prof. Sergio Sciarelli. “Resterà fuori dalla programmazione e non potrà bandire alcun posto di docente o ricercatore”, risponde Marrelli. “Il sistema scelto è democratico, ma anche difficilmente attuabile, perché prevede un numero troppo elevato di consultazioni in un mese- dichiara ancora Sciarelli, che aggiunge- ha ragione chi dice che c’è bisogno di trovare dei criteri oggettivi”.
“Suggerirei di indire un Consiglio di Facoltà per discuterne ancora e poi proseguire l’iter”, incalza ancora Fiore. “Se i presidenti dei Consigli di Corso di Laurea abdicano, presento io una proposta- replica il Preside, che ricorda ancora una volta- la procedura è imposta dalla legge. Indire un Consiglio di Facoltà per darsi dei criteri generali, richiederebbe troppo tempo. Nel documento i criteri ci sono già tutti”. “I criteri non possono essere generali”, afferma la prof.ssa Maria Rosaria Ansalone. “Occorre prendere accuratamente visione dei dati disponibili- sostiene ancora Fiore, Presidente del Corso di Laurea in Economia e Amministrazione delle Imprese Finanziarie- Io non ho ancora i dati ufficiali degli iscritti di quest’anno e non conosco il numero degli esami sostenuti, nel mio corso di laurea”. “Invierò a tutti i Presidenti di Corso di Laurea i dati e preparerò una proposta” dice Marrelli. “Le proposte si effettuano in base alle risorse disponibili?”, domanda Basile. Non è così. Le risorse disponibili, la media di quelle liberate negli ultimi due anni con il turn over (circa 180 mila Euro), verranno erogate in base alle proposte. “Come possiamo programmare, senza sapere di quanto potremo disporre?”, chiede la professoressa Simona Balbi. “Non sapremmo nemmeno quello di cui stiamo parlando”, replica Costabile. “La programmazione non sarà altro che una lista di priorità”, sottolinea Marrelli. “Devono esserci dei criteri minimi condivisi- dice il prof. Giancarlo Guarino- in questo modo, si elidono completamente discipline cosiddette marginali”. “I criteri sono già ben definiti secondo esigenze didattiche che sono oggettive”, dice il Preside che non nasconde la grande importanza che, a suo giudizio, bisognerebbe dare alla produttività scientifica. Il Consiglio si conclude con la decisione di non riunire i Dipartimenti per deliberare sulla programmazione. La prossima seduta è fissata il 28 febbraio. In chiusura, la prof.ssa Liliana Baculo, ha ricordato ai colleghi l’incontro fissato per il 18 febbraio, in Aula C1, per la definizione della fase finale di un Master, in collaborazione con la facoltà di Architettura, che ha ottenuto il finanziamento del MIUR.
Simona Pasquale
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