Scende la media con il passaggio al nuovo ordinamento

Se non è un record, poco ci manca. Negativo, purtroppo per lei. Alessia (“il cognome no, per favore”), una ventiquattrenne bionda, lo scorso anno accademico è stata bocciata sette volte all’esame di Statica. L’ottava è passata solo quando è ruotata la cattedra e ha sostenuto l’esame con un altro docente. “Ero in perfetta regola”, racconta alla giornata di presentazione dei laboratori del secondo semestre, “ma mi sono dovuta fermare. Ho rischiato di prendere un esaurimento nervoso, per quel docente. Colpa mia? Davvero non so che dire. Alla fine ho superato la prova con 25”.
Racconta di tante situazioni analoghe, tra le ragazze ed i ragazzi che frequentano il Corso di Laurea Magistrale in Architettura. 
Matteo Petrillo, 24 anni, l’ascolta ed annuisce. Anch’egli è in debito degli esami scientifici. Il suo bilancio del primo semestre è negativo. “Ho superato solo un esame, proprio oggi: Tecnologia del recupero edilizio. Nel vecchio ordinamento era accorpato al Laboratorio di Progettazione 4. Adesso, nel nuovo, è integrato al corso di Sistemi costruttivi. Io, però, questo esame lo avevo già sostenuto con esito positivo 12 mesi fa, nel vecchio ordinamento. Mi chiedo adesso se resterò con mezzo esame fatto e mezzo da sostenere”. Dubbi comuni a tanti iscritti alle prese con l’ennesima fase di transizione. Lamentano in particolare che, nel transito tra i due ordinamenti e quindi negli accorpamenti degli esami, la media sia calata di almeno tre o quattro punti. Matteo, inoltre, sottolinea: “Mi è capitato di seguire nel primo semestre i laboratori in aule assolutamente sovraffollate. C’era almeno il doppio delle persone che avrebbero dovuto starci: un centinaio di allievi per un solo docente è davvero troppo”.  
Maria Freda, 22 anni, condivide queste riflessioni: “Il problema principale del semestre, per quanto mi riguarda, è stato il passaggio al Nuovo Ordinamento. Si sono verificate varie sovrapposizioni tra i corsi, particolarmente tra quelli scientifici e quelli di progettazione”. E’ anch’ella in debito di Scienza delle costruzioni, Statica e Teoria delle strutture. Secondo la studentessa, “il problema è che sono corsi spesso affidati a docenti di età avanzata, certamente bravissimi, ma che hanno un approccio didattico non adatto alla nuova realtà universitaria”. Fornisce un’altra testimonianza delle condizioni di sovraffollamento in cui molti studenti hanno seguito i laboratori del primo semestre: “C’erano oltre 120 iscritti al laboratorio di Tecnologia del recupero edilizio. Difficile anche entrare in un’aula dove i posti disponibili non sono più di una sessantina”.
Antonella, 24 anni, (“preferisco non dire il cognome”), è passata dal Corso di Laurea in Scienze dell’architettura alla quinquennale. “La precedente esperienza”, dice, “non mi ha soddisfatta. Mi sono trovata a studiare programmi non diversi da quelli della Laurea Magistrale, ma con meno tempo a disposizione”. Dice la sua sugli esami scientifici, perenne croce di molti tra gli studenti del Corso di Laurea: “Non è pensabile che gran parte delle ragazze e dei ragazzi siano deficienti. Evidentemente, se un docente viaggia alla media di tre o quattro bocciature a persona, prima che l’allievo superi l’esame, qualcosa non va anche nel professore. Alcuni – Nappa e Baratto, per esempio – pare che non siano contenti se un ragazzo non ripete almeno tre volte la prova. Io sono stata bocciata tre volte dal prof. Zuccaro”.
Fabrizio Geremicca
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