Scienze Ambientali propone un ciclo seminariale sulle attività vulcaniche

“Abbiamo ottenuto ottimi risultati. Questa fase dell’anno accademico ha messo in luce quanto di buono abbiamo fatto, lavorando sodo e garantendo serietà e competenza ai nostri studenti”, afferma il prof. Benedetto Di Blasio, Preside della Facoltà di Scienze Ambientali della Seconda Università. Cavallo che vince non si cambia. Quindi “per il prossimo anno riproporremo la stessa offerta didattica di quest’anno: la laurea triennale in Scienze Ambientale ed il corso di Laurea interfacoltà in Biotecnologie, per il quale collaboriamo attivamente  con le Facoltà di Scienze Matematiche e di Medicina. Discorso identico anche per quanto riguarda le lauree specialistiche”. Si punta decisamente sulla formazione post-universitaria con i Master: “il nostro obiettivo, infatti, è quello di offrire ai nostri studenti una facoltà che possa liberamente dire la sua nel difficile mondo del lavoro. Vogliamo dotare la nostra struttura di una sfera più professionalizzante, attraverso non solo il Master di II livello in Difesa del suolo e protezione civile, ma cercando di metter su, nuovi scenari”. Le iniziative in corso: “abbiamo organizzato un vero e proprio background scientifico sulla cultura del rischio nel nostro pianeta. Un ciclo di seminari che affronterà diverse tematiche ambientali, principalmente rivolte alla pericolosità delle attività vulcaniche nel mondo. Una serie di iniziative molto interessanti e che hanno riscosso il favore dei nostri studenti e a cui hanno partecipato e parteciperanno numerosi docenti e studiosi. Abbiamo già svolto un primo incontro, in cui è stato trasmesso, anche, un lungometraggio, molto affascinante, su Nayracongo, uno dei vulcani più a rischio, situato nella zona dell’Africa Centrale. Un documentario molto bello,  grazie anche alla partecipazione del prof. Dario Tedesco, uno dei massimi esperti di fenomeni vulcanici. Abbiamo presentato uno studio sulla gestione delle crisi vulcaniche in Italia, partendo dal vulcano Stromboli, nelle isole Eolie, con la partecipazione di un collega dell’università di Pisa, il prof. Mario Rosi, e ci stiamo attivando per stilare il calendario dei prossimi incontri. Vorremmo organizzare, anche, uno studio sul Vesuvio ma dobbiamo stare attenti a come affronteremo questo tema. Il nostro, infatti, è un ciclo di seminari di informazione scientifica, rivolto a studenti ma anche ad un’utenza di non esperti. Non vorremmo, creare, quindi, inutili allarmismi ”. 
(G.T.)
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