Scienze dell’Architettura incontra le matricole

“Cominciate col fare subito l’esame di Matematica e vi spiego perché”. Il prof. Antonio Lavaggi, Presidente del Consiglio di Corso di Laurea in Scienze dell’Architettura, introduce subito l’argomento, senza giri di parole, durante la presentazione del percorso di studi ai nuovi iscritti, che si è svolta il 30 settembre a Palazzo Gravina, presenti circa 200 ragazzi. “So bene che gran parte di voi non ha la vocazione per la Matematica, ma è una materia essenziale, con Scienze delle costruzioni e Tecnica delle costruzioni, per un architetto. Noi dobbiamo anche sapere come fa un palazzo a stare in piedi”. Prosegue il docente: “al primo anno avete un esame di Matematica al primo semestre e un esame di Matematica al secondo semestre. Valgono complessivamente 14 crediti. Se li superate e ci mettete pure il laboratorio di Progettazione arrivate a quota 28. Con altri due crediti scavalcate lo sbarramento tra primo e secondo anno. Attenti, perciò, a non concentrarvi subito solo su quel che vi piace, lo dico perché ci sono passato. Partii al mio primo anno da studente con quattro 30 e un 28. Non avevo superato Matematica, che non mi garbava affatto. Ho impiegato altri sette anni. Se non la superate al primo anno, tra l’altro, non potrete sostenere al secondo Teoria delle strutture. Propedeutica a sua volta, quest’ultima, a Tecnica delle costruzioni, insegnamento del terzo anno”. Lavaggi si è poi soffermato sull’orario dei corsi: “E’ leggero. Non venitemi a dire che non avete tempo per studiare, perché è una scusa. Avete corsi obbligatori dal lunedì al giovedì, per complessive 25 ore. Il venerdì è dedicato alle attività a scelta dello studente. Se studiate a casa volta per volta, iniziando a preparare gli esami mentre seguite, avete tutte le possibilità di laurearvi entro tre anni”. 
30 crediti 
per passare
al secondo anno
Il prof. Lavaggi ha dedicato una parte del suo intervento alle questioni del regolamento didattico, in particolare agli sbarramenti. “Per iscriversi al secondo anno occorrono trenta crediti. Il passaggio al terzo anno richiede complessivamente 90 crediti e bisogna aver superato tutti gli esami del primo, esclusi i 9 crediti attribuiti alle attività a scelta dello studente. Quelle potete farle quando volete”. Purché, naturalmente, siano in qualche modo legate al percorso di studi. “Informatevi prima, chiedete, perché altrimenti rischiate che non vi siano riconosciuti i crediti. Ricevo le proposte più strambe. Tempo fa un vostro collega si è presentato e mi ha domandato se poteva inserire tra le attività a scelta dello studente la frequenza di un corso per diventare giudice regionale delle gare di atletica leggera. Rispettabilissima attività, purtroppo per nulla correlata alla formazione di un architetto”. Ai nuovi iscritti ha poi chiarito: “Dopo il triennio potrete provare a lavorare, come architetti junior, quindi a progetti di piccole dimensioni, o proseguire con una laurea magistrale di due anni. Chi farà questa scelta alla fine sarà in possesso di un titolo di studio in tutto e per tutto equivalente alla laurea quinquennale in Architettura. O meglio, l’unica differenza è che non c’è ancora il riconoscimento europeo, indispensabile per chi voglia esercitare la professione all’estero. Entro fine anno dovrebbe però arrivare”.
Quest’anno sono stati ammessi 150 studenti al Corso di Laurea in Scienze dell’Architettura. Si erano prenotati al test selettivo 410 candidati. Trecentosettanta persone hanno preso posto in aula il giorno della prova, ad inizio settembre. Rispetto al passato – Scienze dell’Architettura fu istituito nove anni fa, all’epoca della riforma universitaria che ha introdotto il tre più due – il numero dei candidati è raddoppiato.
Fabrizio Geremicca
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