Scritti di lingua, solite stroncature

Quarto piano di Palazzo Giusso, elenco dei risultati dell’esame di Lingua e Linguistica inglese I del prof. Maurizio Oberholtez. Qualcuno ha aggiunto sull’avviso: “14 su 91, vergognati!”. “La prossima volta studiate di più”, ha replicato il docente.  Uno scambio di battute che la dice lunga sui tanti drammi che si consumano nelle aule de L’Orientale in periodo di esami. Soprattutto quando si tratta delle prove scritte di lingua. “Su 150 persone sono stati promossi solo in 16. L’aula Mura Greche di Palazzo Corigliano era piena”, sostiene più di uno studente che ha assistito all’esame di Lingua Inglese II del 2 febbraio con la prof.ssa Maria Cristina Nisco. “L’aula era piena perché c’erano esami di più cattedre; i miei studenti erano solo 33 – afferma, invece, la docente mentre mostra l’elenco dei candidati – Ne sono stati promossi 16, il 50 per cento. Non mi sembra un brutto risultato”. Lo stesso sostiene la prof.ssa Maria Giovanna Fusco, docente di Lingua inglese III e V per la Triennale e IV e V per la Specialistica. “Di solito la sessione di febbraio raccoglie gli studenti più deboli. E comunque il 50% dei partecipanti ha superato l’esame”. Ma quindi la difficoltà degli studenti all’esame è reale? La prof.ssa Nisco spiega che l’esame verte su una prima parte basata sulla comprensione del testo, per poi passare ad esercizi di produzione e trasformazione delle frasi. “I nostri livelli sono quelli stabiliti dagli European Frames, devono per forza essere quelli. Quindi non possiamo svegliarci la mattina e pretendere l’impossibile dai nostri studenti. Inoltre, gli esercizi che presentiamo non sono nulla di più rispetto a quelli che gli studenti svolgono con il lettore durante il corso. Il problema reale è la scarsa frequenza. Molti studenti, forti del fatto che l’inglese non è una lingua nuova, prendono l’esame con troppa superficialità. Il lettore quest’anno ha dovuto eliminare due lezioni per mancanza di partecipanti”. 
Due anni per 
superare Inglese I
Ma non tutti ritengono che questo sia un motivo valido per bocciare. “Bisogna mettere gli studenti in condizione di superare l’esame anche se non possono seguire – dice Manuela, studentessa alla Facoltà di Lettere – Io non ho potuto seguire questo semestre perché il corso di Inglese coincideva con quello di Arabo. Eppure ho studiato, ho svolto gli esercizi del libro indicato dai professori. Sono stata anche all’estero diverse volte e non ho mai avuto problemi a farmi capire. Eppure ho impiegato quasi due anni per passare Inglese I ed è la seconda volta che provo Inglese II senza risultati. Sto cominciando a pensare che il problema sia mio”. Altri studenti, invece, attribuiscono le mancate promozioni al metro di giudizio. “Non voglio condannare i professori – dice Anna, anche lei studentessa di Arabo e Inglese – ma è normale che se il voto massimo per un compito eccellente è 26, diventa più difficile raggiungere il 18 con un compito mediocre”. “Io ho sbagliato due esercizi su dieci – racconta Maria, mentre tiene il compito in mano – e comunque sono stata bocciata. I compiti non sono eccessivamente difficili, ma il metro di giudizio è troppo severo”. “Gli esercizi sono bilanciati – spiega la prof.ssa Nisco – ad ognuno è assegnato un voto. Ci sono quelli che valgono di più e quelli che valgono di meno. Per cui si può essere bocciati anche sbagliando solo due esercizi se sono quelli più importanti. Inoltre, c’è da aggiungere che allo scritto vengono fuori tutte le lacune che gli studenti si portano dietro. Non basta rispondere correttamente se poi si commettono errori grammaticali”. 
Marilena Passaretti
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