Servono professionalità per la ristorazione collettiva, un settore in espansione

Prendete la nave da crociera più grande del mondo, la Grand Princess. Poi considerate il numero di ospiti che ha a bordo, circa cinquemila, e trovate un modo per offrire loro quotidianamente una grande varietà di pasti sani, abbondanti, ed esteticamente attraenti. Come si fa a far mangiare in questo modo un numero così elevato di persone? L’esempio lo fa il prof. Salvatore Coppola, Presidente del Corso di Laurea in Tecnologie alimentari, per spiegare che il settore della ristorazione collettiva presenta ambiti di notevole complessità, ed è un esempio quanto mai azzeccato. “In una situazione del genere servirebbero almeno tre o quattro ingegneri gestionali, mica solo i cuochi e il personale dei ristoranti”, dice. Servirebbero dei veri e propri professionisti, come quelli che intende formare il corso di primo livello denominato ‘Tecnologo per l’industria della ristorazione collettiva’, primo nella graduatoria dei corsi ammessi al finanziamento della Regione nell’ambito del progetto Campus Campania. “Dei 53 corsi proposti, solo 20 potevano essere ammessi al finanziamento – dice con soddisfazione il prof. Coppola- di quei 20 il nostro è il primo”. Campus Campania è un progetto con il quale la Regione intende sostenere 20 percorsi di lauree professionalizzanti di primo livello, affidati alle università attraverso una selezione pubblica, nei settori strategici che riguardano il rischio ambientale, le biotecnologie, i beni culturali e ambientali, l’agroindustria, le nuove tecnologie per le attività produttive, l’ICT, i trasporti e le innovazioni istituzionali giuridiche e amministrative. 
La Facoltà di Agraria ha il primato nella graduatoria dei corsi ammessi al finanziamento grazie a una programmazione, quella del CdL in Tecnologie alimentari, che già da tempo teneva conto degli obiettivi e degli standard di qualità assunti a parametro valutativo nella procedura di selezione pubblica predisposta dalla Regione. “Leggendo il bando mi sono reso conto che il cuore della proposta non stava solo nel finanziamento, ma soprattutto nel miglioramento dell’organizzazione e della gestione dei corsi- dice il professore- a prescindere da Campus Campania, io avevo già adottato criteri di qualità nel mio corso in Tecnologie alimentari, prevedendo ben quattro settori di approfondimento e istituendo una commissione di indirizzo. Evidentemente i valutatori della Regione hanno riscontrato nella proposta del corso professionalizzate ‘Tecnologo per l’industria della ristorazione collettiva’ un percorso coerente con i valori del progetto Campus”. 
Quello della ristorazione collettiva è un settore in fortissima espansione. I suoi operatori hanno messo nero su bianco che c’è grande bisogno di personale qualificato, e il prof. Coppola ha allegato al suo progetto anche questa documentazione. “Documenti, non fantasie – dice- Abbiamo fornito statistiche, relazioni ufficiali in cui si dice a chiare lettere che il settore è in crescita e servono professionalità specifiche”. 
Il Preside della Facoltà prof. Alessandro Santini sottolinea che “i corsi professionalizzanti di primo livello attivati nell’ambito di Campus Campania daranno agli studenti una serie di agevolazioni”. Corsi di riallineamento, conoscenza certificata della lingua straniera, patente europea del computer, corsi aggiuntivi tenuti da docenti esterni esperti per un totale di 12 crediti. Per ‘Tecnologo per l’industria della ristorazione collettiva’ esponenti altamente qualificati del mondo del lavoro interverranno nel corso integrato in Industria della ristorazione collettiva, che si incentrerà in particolare su: ristorazione aziendale, ristorazione nosocomiale, refezione scolastica, catering di lusso, ristorazione mobile (treni, aerei, navi sia mercantili che da crociera). Insegnamenti professionalizzanti sono anche quello di Legislazione ambientale e di Logistica. 
Su 68 domande presentate, 40 sono gli studenti selezionati per seguire il nuovo Corso di Laurea, di questi 38 hanno effettivamente aderito. Quasi il doppio del numero previsto dal regolamento regionale, che finanzia 20 posti per Corso, qualificando come uditori gli studenti in soprannumero.
(Sa. Pe.)
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