Sesta edizione della Lectura Dantis

Il programma
Riparte da Valèry la sesta edizione della Lectura Dantis promossa da L’Orientale. Il 10 marzo Maria Teresa Giaveri ha inaugurato il nuovo ciclo di incontri con un seminario sull’influsso di Dante nei versi del poeta francese. Il 15 marzo, per il secondo appuntamento, Lucia Battaglia Ricci, che insegna all’Università di Pisa, ha tenuto una conferenza sull’allegoria dantesca e sul contributo che ad essa diedero i primi commentatori. 
 Sono 21 gli appuntamenti della sesta edizione. Gli incontri si svolgono generalmente il mercoledì, alle 17, nella Cappella Pappacoda. Proseguendo lungo il percorso delle precedenti rassegne – l’influenza e l’interpretazione dell’opera di Dante nelle culture europee ed extraeuropee – la Lectura Dantis che è appena iniziata offre la presenza di un numero ancora maggiore, rispetto agli anni scorsi, di studiosi internazionali. Alle conferenze ed ai seminari si affiancherà, come di consueto, il commento di singoli canti dell’opera dantesca. Con cadenza quasi settimanale, s’intrecceranno interventi di diversa natura e tutti di grande interesse culturale e letterario. Sulla strada della Giaveri si muoveranno Antonio Saccone (Federico II), col suo intervento su Ungaretti interprete di Dante, e Erica Durante (Università di Amiens)  che parlerà di Dante attraverso la sensibilità di Valèry. Gabriella Moscati Steindler terrà una conferenza sull’importanza del poeta nella rinascita dell’ebraico in epoca moderna; Aleksander Wilkon focalizzerà il ruolo della nostalgia nella poesia dantesca. Con Costantino Nikas (Dante in Grecia) e Riccardo Contini (Efrem Siro e Dante) l’ottica si sposta verso Levante, per indagare rapporti ed influenze sulla cultura orientale da parte della Divina Commedia. Nella seconda sessione della Lectura Dantis 2006 sono in programma sette canti dell’Inferno, dal XVIII al XXIV, affidati a Riccardo Maisano, Nicolò Mineo, Michelangelo Picone, Matteo Durante, Daniele Rota, Francesco Tateo e Dante Della Terza. A dicembre chiuderà il ciclo di incontri Andrej Capuder, ambasciatore in Italia della Repubblica Slovena, studioso e traduttore del poeta fiorentino, che terrà una lezione sul tema: “I miei anni con Dante”.   
“Un’opera attuale”
“L’inizio della sesta Lectura Dantis”, commenta il professore Vincenzo Placella, docente a L’Orientale di Letteratura Italiana, che è stato l’ideatore dell’iniziativa, all’epoca del rettorato di Mario Agrimi, “coincide con un appuntamento particolarmente importante: la pubblicazione del volume che mette insieme tutti gli interventi ed i seminari degli studiosi i quali presero parte alla prima edizione. C’è voluto tempo, ma alla fine abbiamo raggiunto l’obiettivo. Forse  nei prossimi mesi daremo alle stampe anche il volume che conterrà le lezioni e i seminari della seconda edizione”. L’incertezza è dovuta soprattutto alla disponibilità delle risorse economiche, sempre piuttosto scarsa, per una iniziativa che è sostenuta interamente dall’ateneo e non usufruisce di contributi economici esterni. Intanto, il docente si gode la soddisfazione di leggere il programma della sesta edizione  promossa da L’Orientale sui siti internet delle più importanti associazioni che promuovono in Italia e nel mondo gli studi danteschi. Agli studenti Placella rivolge l’invito a partecipare. “Anche quest’anno la frequenza della Lectura procura crediti formativi, sia agli allievi de L’Orientale, sia a quelli della facoltà di Lettere della Federico II. Al di là di questo, mi piacerebbe, però, che le ragazze ed i ragazzi, attraverso i contributi critici e scientifici degli studiosi, imparassero a gustare ed apprezzare la Divina Commedia, che conserva caratteristiche di grande attualità”. Un’opera difficile, indubbiamente, con la quale ci si incontra – o più spesso ci si scontra – ai tempi del liceo. Un’opera, tuttavia, che  offre anche momenti di straordinaria poesia e di grande umanità. Sottolinea Placella: “E’ Dante in sè, al di là dei singoli canti, che rappresenta l’immagine emblematica dell’uomo che si mette in viaggio, va alla ricerca. Lui, che viveva nel Medioevo, aveva ben chiaro il percorso ed il punto di arrivo: la Divina Commedia è un itinerario della mente verso Dio. Noi, uomini immersi nella contemporaneità, non sempre abbiamo chiara la meta del viaggio. Tuttavia anche noi seguiamo un percorso di ricerca”. 
Fabrizio Geremicca
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