Studi sugli OGM alla SUN

La soddisfazione per una primogenitura ma anche l’occasione per ribadire -alla presenza di un Ministro- , che la ricerca scientifica ha bisogno di mezzi. 
E’ toccato al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Gianni Alemanno (dal cui dicastero provengono i finanziamenti: un milione e 330 mila euro) inaugurare il Centro di Certificazione Agroalimentare OGM della Seconda Università -nato in sinergia con  il Centro di Competenze in Biotecnologie Industriali BioTekNet di cui la Sun è soggetto capofila-  il 17 febbraio. 
Il Centro, primo in Italia, apporrà la certificazione di qualità agli alimenti verificando la presenza di DNA estraneo (che la direttiva europea fissa ad una percentuale non superiore al 9 per cento) per risalire ad eventuali presenze non autorizzate di OGM. “Con la nuova legge – ha detto Alemanno- si obbliga tutti i produttori di alimenti a certificare la presenza di OGM sulle etichette. Per questo c’è bisogno di esami e di controlli e questo Centro –che verrà messo in connessione con tutti gli istituti pubblici, con i ministeri, i Nas ed il Corpo Forestale- potrà ricevere materiale da analizzare ed avrà un ruolo decisivo nella denuncia di irregolarità”.
Direttrice della struttura, la prof.ssa Mariella Cipollaro che sottolinea la centralità della ricerca. Attraverso il lavoro in laboratorio –impegnati tre ricercatori e tre borsisti- si individueranno anche metodiche specifiche e veloci per i controlli sistematici della filiera agroalimentare. 
Dopo il taglio del nastro, il convegno “Agroalimentare: ricerca ed innovazione come fattori di sviluppo”, aperto e moderato dal prof. Pasquale Santè, il quale ha sottolineato la necessità di una collaborazione fattiva fra università e mondo  reale. Poi il saluto del Rettore Antonio Grella che nel dirsi lieto della presenza del Ministro  (“è un contatto avviato da due anni e mezzo”),  dell’aver scelto l’agroalimentare come settore di ricerca dell’Ateneo, non rinuncia alla sua vis polemica: “nei dibattiti, anche in quelli con i giovani industriali, c’è l’abitudine a licenziare il settore della ricerca e della formazione in trenta secondi, proprio quella ricerca che dovrebbe essere la priorità nazionale”. Il Preside di Medicina Franco Rossi, soddisfatto per la visita di due Ministri negli ultimi mesi  – Sirchia e Alemanno- aggiunge sull’argomento: “la ricerca scientifica si fa con strutture ed uomini ma anche con i fondi. Che negli ultimi tempi, purtroppo, sono sempre più carenti”.
“Sugli OGM ho seri dubbi. E’ una questione da collocare negli aspetti etici della professione”, ha detto il prof. Mario Prestamburgo, cattedratico a Trieste, il quale ritiene che gli OGM interessino solo il 20-25 per cento del mercato agroalimentare anche per la scarsa economicità. Ha poi parlato di uno tsunami, sulla ricerca scientifica. Ha descritto l’attività di BioTekNet, il Centro Regionale di Competenza -costituito da dieci  Dipartimenti di tre Università (Sun, capofila; Federico II; Sannio), due Istituti del C.N.R, due strutture di ricerca ospedaliera (Cardarelli e Pascale), due Parchi Scientifici e Tecnologici- nato con l’obiettivo di mettere a disposizione del mondo della produzione, il rilevante patrimonio di competenze biotecnologiche esistente in Campania, il prof. Mario De Rosa. “E’ un ombrello grande. 180 ricercatori strutturati (professori e ricercatori) e circa 200 giovani collaboratori su un progetto formativo, di cui 60 in formazione;  40 miliardi di vecchie lire investiti nel parco macchine per l’attività di ricerca. Un sistema tutto interconnesso, con delle regole di gestione. Diciamolo chiaro: è l’università che si fa impresa”. Il manager, Amleto D’Agostino, è esterno all’accademia “un fisico, giovane (37-38 anni), che aveva già lavorato in una company, impegnato a tempo pieno. 12,8 milioni di euro di valore di progetto in un anno e mezzo che abbiamo iniziato a funzionare – afferma ancora De Rosa-. Abbiamo un progetto di alta economia a cura del prof. Vincenzo Maggioni, Preside della Facoltà di Economia, che è l’anima economica e manageriale di BioTekNet”. E una novità: “ora ci trasformeremo, da associazione di università, cioè centro di ricerche, in società privata, un consorzio a responsabilità limitata dove il settore pubblico resta socio di maggioranza. A cui destineremo tutti i fondi regionali (14 milioni di euro) destinatigli, tutto speso in acquisti di macchine, quando nacque il centro di competenza. Potranno entrarvi soggetti privati, ma mai come maggioranza”.
Dal Ministro Alemanno, in chiusura, ancora un riconoscimento per i centri di ricerca dell’Ateneo quali “punti di eccellenza nella formazione del nostro Paese”.
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